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Intervento dell'On. Alessandro Pagano alla Camera in merito all'Interpellanza urgente sul "Fondo di quiescenza del personale della Regione Sicilia""



 

  


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Atto Camera

 Interpellanza urgente 2-00682

 presentata da

ALESSANDRO PAGANO

mercoledì 21 aprile 2010, seduta n.310

 

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che:

 il Ministero dell'economia e delle finanze e la regione Sicilia hanno concluso, ai sensi dell'articolo 77-ter, comma 6, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, l'accordo sul patto di stabilità interno per l'anno 2009 volto a definire il livello complessivo delle spese correnti e in conto capitale e dei relativi pagamenti, in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica per il periodo 2009-2011 nel rispetto dei princìpi di autonomia finanziaria statutariamente riconosciuti;

 nell'ambito del citato accordo la regione ha inoltre ottenuto che i livelli di spesa fossero incrementati dell'importo di 138 milioni di euro, al fine di compensare eventuali eccedenze al limite dei pagamenti della regione assoggettati al patto di stabilità interno ovvero al fine di coprire l'eventuale superamento da parte di enti locali siciliani degli obiettivi di cui al medesimo patto;

 la regione Sicilia, nel suo recente passato, si è contraddistinta in taluni casi per l'assoluta artificiosità delle entrate destinate a finanziare le crescenti spese che ha alimentato, avendo, ad esempio, per più esercizi finanziari previsto in entrata 900 milioni di euro per la valorizzazione dei propri immobili, al solo fine di ottenere un artefatto pareggio di bilancio, non supportato poi da alcuna risorsa finanziaria reale;

 ancora più grave appare agli interpellanti, sempre nel quadro del rispetto dei vincoli derivanti dal patto di stabilità, la vicenda relativa all'istituzione del fondo di quiescenza del personale della regione Sicilia;

 infatti l'articolo 15 della legge regionale del 14 maggio 2009, n. 6, aveva disposto l'istituzione, a decorrere dall'esercizio finanziario 2010, del fondo di quiescenza, avente natura giuridica di ente pubblico non economico, per il pagamento del trattamento di quiescenza e dell'indennità di buonuscita del personale regionale e la valorizzazione delle relative contribuzioni;

 per costituire il montante contributivo sin qui maturato a garanzia delle pensioni e delle buonuscite del personale regionale in servizio era necessario un importo di 885 milioni di euro, come stimato dal comma 3 della citata disposizione;

 posto che le citate somme non erano mai state accantonate il comma 4 dell'articolo 15 a decorrere dall'esercizio finanziario 2010 fissava un limite di impegno quindicennale di 59 milioni di euro, che dunque sin dal bilancio regionale in corso di approvazione la Regione sarebbe tenuta ad accantonare, al fine di evitare che la situazione di sostanziale commistione di entrate fiscali e contributi che hanno tutt'altra natura realizzi un «pareggio di bilancio» basato su dati fallaci;

 con l'istituzione del fondo di quiescenza, infatti, il legislatore regionale ha voluto fortemente programmare l'avvio di un percorso virtuoso, accantonando risorse che, altrimenti, sarebbero state assorbite dalla spesa pubblica corrente e destinandole, per il tramite della gestione patrimoniale e finanziaria del fondo ad investimenti con inevitabili ricadute positive sul sistema economico regionale. Ciò rappresenta la migliore garanzia per il pagamento delle pensioni future dei dipendenti regionali;

 si registra tuttavia una situazione di stallo amministrativo, ad avviso degli interpellanti assolutamente ingiustificata, da parte del Governo regionale in ordine all'attuazione del fondo di quiescenza e si è avuta addirittura notizia che l'assessore regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica, invece di attivare le iniziative normativamente previste per avviare l'immediata operatività del fondo ha proposto al presidente della regione la presentazione in seno alla legge finanziaria regionale un emendamento che differisca l'attivazione del fondo di quiescenza all'esercizio finanziario 2011;

 ciò comporta che la regione Sicilia potrebbe iscrivere a bilancio circa 140 milioni di euro (prima quota di ricostituzione del montante contributivo pari a 59 milioni di euro e dall'importo stimato dei contributi da accantonare per l'anno 2010 pari a circa 80 milioni di euro) perseverando a perpetuare uno stato che la Corte dei conti, in più relazioni, aveva stigmatizzato muovendo rilievi all'operato dell'amministrazione regionale che per anni ha introitato i contributi propri e quelli dei lavoratori alla stregua di entrate fiscali per il pagamento delle spese correnti;

 il rinvio dell'attivazione del fondo, pertanto, se realmente posto in essere, rischia di alterare significativamente gli elementi che sono stati posti a fondamento dell'accordo stabilito tra lo Stato e la regione in relazione agli obiettivi di finanza pubblica;

 questo episodio, unito a numerosi altri, lascia ritenere che alla lunga la politica perseguita dalla regione Sicilia, tenuto conto delle modalità con le quali viene gestita la spesa corrente e in conto capitale, rischia di incidere fortemente sul patto di stabilità interno -:

 se non intenda monitorare l'andamento della vicenda esposta in premessa, adottando ogni iniziativa di competenza al fine di garantire il pieno rispetto del patto di stabilità interno.

 (2-00682)

«Pagano, Vincenzo Antonio Fontana, Marinello, Gibiino, Germanà, Torrisi, Garofalo, Palumbo, Versace, Antonino Foti, Barani, Calabria, Chiappori, De Luca, Di Biagio, Tommaso Foti, Ghiglia, Giammanco, Girlanda, Iannarilli, Lainati, Mazzoni, Palmieri, Papa, Petrenga, Pili, Scalera, Sisto, Speciale, Stasi, Toccafondi, Tortoli, Vella, Vitali».

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