Martedì, 18 Giugno 2019

 

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Protesta della scuola. Pagano (FI): “Il bullismo, piaga sociale sottovalutata dal Governo Prodi”

CALTANISSETTA – "Mentre tutto il mondo della scuola, compresi i sindacati che appoggiano la coalizione di sinistra, è in agitazione contro la legge finanziaria del Governo Prodi; ogni giorno continuano a verificarsi episodi di bullismo e di degrado morale come l’esibizionismo delle ragazzine che si immortalano in clip hard su videofonini sui quali l’attuale maggioranza, piuttosto che indignarsi e agire di conseguenza, tende invece a minimizzare".

Lo ha dichiarato l’on. Alessandro Pagano, responsabile organizzativo di Forza Italia in Sicilia, ponendo l’attenzione, oltre che sui problemi relativi alla finanziaria nazionale, sul fenomeno sempre più dilagante del bullismo, il cui caso più recente si è verificato a Gela, all’istituto professionale di Stato per l’industria e l’artigianato "Enrico Fermi", dove sono stati arrestati cinque studenti tra i 15 e i 16 anni per aver picchiato due loro compagni.

"Mentre docenti, ricercatori, personale della scuola dei sindacati confederali e di categoria – ha spiegato l’on. Pagano – continueranno a protestare per tutto dicembre contro il rinvio dei rinnovi contrattuali, la previsione di risorse esigue, i tagli insostenibili agli organici e il debole e incerto piano di stabilizzazione dei precari; la scuola italiana è sempre più allo sbando anche sotto il profilo morale.

Un recente sondaggio – ha affermato l’on. Pagano – rivela che un adolescente italiano su tre ha paura di essere vittima di episodi di bullismo e un ragazzo su due ritiene che sia la scuola il luogo dove più si avverte il pericolo della violenza giovanile. Il 38% degli intervistati ha risposto di avere paura del bullismo, addirittura il 16% di esserne già stato vittima e il 55% indica che tutto ciò è avvenuto a scuola. Davanti a questa emergenza, così bene rappresentata dai dati, l’attuale Governo cosa fa? Si preoccupa di limitare i danni di fronte all’opinione pubblica istituendo un garante per l’infanzia che altro non è che una misura demagogica, priva di reali effetti per il settore scolastico. La risposta delle Istituzioni, invece, deve essere immediata in maniera da stroncare qualsiasi fenomeno di illegalità e, allo stesso tempo, è necessario aumentare l’impegno profuso in questi anni nella diffusione tra gli studenti delle scuole della cultura della legalità, dei valori cristiani e sociali. Il bullismo che da assessore regionale alla Pubblica Istruzione più di una volta abbiamo denunciato nel nostro consueto giro di conferenze nelle scuole, è una piaga sociale che riguarda non solo i ragazzi, ma anche le ragazze e che si sta diffondendo a macchia d’olio tra i giovani senza distinzione di status sociale. Il bullismo rappresenta l’anticamera per la criminalità organizzata e i giovani bulli possono diventare il vivaio a cui la mafia può attingere per rafforzare e moltiplicare le forme di sodalizio criminale. Ecco perché le Istituzioni, la scuola e le famiglie devono intervenire nel processo di educazione dei ragazzi per insegnare loro ad apprezzare e a vivere secondo i valori della legalità, della solidarietà e del rispetto di se stessi e degli altri. Neanche il tanto criticato Governo Berlusconi, nonostante avesse avviato e portato a termine una rivoluzione epocale come la riforma Moratti, ha mai dovuto sopportare episodi di degrado così devastanti e una sollevazione popolare come quella che oggi colpisce Prodi e compagni".

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