Martedì, 25 Giugno 2019

 

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La strategia destabilizzante anglo-americana è destinata a fallire . E l'Italia sta a guardare.

 

 

Libia, ci guadagna solo la Cina

Il petrolio rincara, gli Usa l'acquistano col dollaro deprezzato


 

Finirà male comunque, per gli Usa. Ma molto bene per la Cina. Il nostro interlocutore è di casa in Africa “Sa quando ho capito che andavamo al disastro?” Non vedo l'ora di saperlo, “Quando il vostro capo dell'Aise, il generale Adriano Santini , il 2 febbraio, è andato al Copasir a dire che la Libia era al sicuro. Erano in fiamme Tunisia, Egitto , Algeria e Albania. Se avesse letto i giornali italiani avrebbe notato la svolta epocale: tutti improvvisamente sposavano la tesi di George Bush sulla necessità di esportare la democrazia fra i mussulmani. Se è un caso, Barack Obama ha ottenuto un bel risultato a costo zero. A costo zero? domando. Sorride sornione.

A Tirana la televisione beccò un capoccia dei dimostranti contro Sali Berisha che sparava alle spalle a un compagno . Nonostante la nitidezza delle immagini, tutte le agenzie americane e inglesi inondano gli schermi con la panzana “polizia assassina di Berisha che spara sulla folla”, bevuta dalla stampa italiana , titoli a tutta pagina, come avverrà poco dopo per le fosse comuni in Libia.

A Tripoli un altro fatto strano. I tunisini, ottenuta la defenestrazione di Ben Ali, invece di godersela scappano in Italia. E la “primavera mussulmana” di cui si favoleggia su La Repubblica? Sia Tunisi che Tripoli in quelle ore aprono le valvole, scaricano la pressione interna, favorendo l'esodo verso l'Italia di delinquenti e oppositori politici. L'Ue ha altro da fare mentre Gheddafi favorisce i migranti verso la Tunisia , quando la Libia non è ancora nella temperie e Tripoli non ha capacità d'opporsi. Il colonnello dà un segnale, all'Italia soprattutto, verso la quale esporta il 38% del suo petrolio. Egli sa che cosa comporti il suo progetto di raddoppiare l'esportazione di greggio verso la Cina, oggi al 5%. Londra freme.

Santini, che legge Times e ascolta la Bbc, rassicura il Copasir: con la Libia non c'è pericolo.

È la Libia invece l'obiettivo strategico della destabilizzazione anglo-statunitense del Mediterraneo, Libia e petrolio. I francesi? Garzoni di bottega, li definisce il nostro interlocutore.

Obama non può attaccare la Libia direttamente, privo com'è del sostegno del Congresso,

nelle mani dei repubblicani. Occorre dunque la farsa dell'intervento umanitario, coi compagnucci italiani, a loro agio nelle vesti di escort di Obama.

Mentre Santini parla al Copasir, truppe speciali britanniche e mercenari sono già in Libia e nel circondario. La missione è semplice: scatenare la violenza nelle folle radunate dai minareti. È il secondo elemento strategico della manovra obamiana: l'accordo coi Fratelli mussulmani e con l'Iran. Se vi bruciano la schiena con un ferro rovente , che cosa fate? Vi scostate spaventati prima ancora di chiedervi chi vi assale. Applicata alla folla una violenza improvvisa - una bomba per esempio, o una sparatoria - la folla va in panico, risponde senza riflettere a chiunque la inciti. Tre, quattro o quaranta agitatori professionisti e coordinati, indirizzano la folla esattamente e (per essa) inconsapevolmente dove gli agitatori vogliono. Violenza apparentemente incontrollata, regolata con cellulari e satelliti, diffusa con la tivvù; il miracolo comunicativo è fatto.

Tutto fila liscio. L'intervento umanitario appare scontato come in Bosnia, quando a Washington scorgono un imprevisto. Il dollaro di solito sale quando gli Usa mostrano i muscoli. Questa volta il petrolio rincara, come previsto , ma il dollaro precipita con l'acuirsi della crisi. Perché? La Cina butta sul mercato vagonate di greens. Risultato: gli Usa fanno rincarare il petrolio ma lo devono acquistare col dollaro deprezzato; una rovina. Ma come, si disperano nella Camera Ovale, deprezzano il credito che hanno con noi? Non solo ai cinesi non frega nulla di qualche triliardo di dollari ma, nelle stesse ore, per la prima volta nella storia, fanno sapere quant'è il loro vero investimento in tecnologia militare: tre volte quello degli Usa. A buon intenditor. Intanto ,Gheddafi parla ai capi tribù un linguaggio che capiscono: volete morire o diventare ricchi?

Putin e Israele stanno a guardare, apparentemente in silenzio. La destabilizzazione del Mediterraneo è appena cominciata e non può che passare per la Sicilia. Si ritorna al 1992, anzi al 1945 o magari al 1978 . Che noia, proprio nel centenario dell'Unità d'Italia?

“Non disperate” ci rassicura il nostro amico “da voi abbondano i coglioni e scarseggiano le

palle, ma Obama, vi surclassa” .

ItaliaOggi

Numero 057 pago7 del 9/3/2011 I Indietro

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di Piero Laporta Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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