Sabato, 20 Aprile 2019

 

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Risoluzione in Commissione Esteri concernente misure di tutela in favore dei dissidenti iraniani residenti a Camp Ashraf

 

 

La III Commissione,

premesso che:


i circa 3500 (di cui 1000 sono donne) residenti nel campo di Ashraf godono della protezione internazionale ed in particolare della IV convenzione delle Nazioni Unite del '51 sul diritto dei rifugiati e del suo protocollo aggiuntivo del '67, come riconosciuto dalla Commissione affari esteri nel corso della XVI legislatura con la risoluzione 8-00019, oltre che da risoluzioni del Parlamento europeo (risoluzioni novembre 2010, aprile 2009, settembre 2008 e luglio 2007) e di altri Paesi europei nonché dalle stesse forze statunitensi presenti in Iraq alle quali i residenti di Ashraf hanno consegnato volontariamente le armi a seguito della guerra in Iraq del 2003; 

l'organizzazione dei mojaedin del popolo iraniano (OMPI), che si oppone al regime iraniano, a cui appartengono i residenti di Ashraf, è stata cancellata dalla lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea anche a seguito di una serie di iniziative politico diplomatiche che hanno visto il Parlamento italiano pienamente mobilitato per anni al fine di applicare appieno il diritto europeo in materia; 

negli ultimi anni i residenti di Ashraf sono stati al centro di numerose provocazioni, intimidazioni sfociate a più riprese nell'ingiustificato uso della forza da parte dell'esercito iracheno; 

in particolare, l'8 aprile 2011, forze speciali dell'esercito iracheno sono entrate nel campo di Ashraf provocando l'uccisione di 35 persone e il ferimento grave di circa 340 tra i residenti indifesi; 

il Governo iracheno, contravvenendo ai suoi impegni internazionali, sta mantenendo un ferreo presidio all'interno del campo e minaccia un nuovo attacco militare contro una popolazione inerme; 

a seguito di quello che è un vero e proprio assedio e della totale chiusura della città risulta impossibile l'assistenza ai feriti. La popolazione non dispone di presidi sanitari per affrontare la complessità delle ferite da arma da fuoco provocate, mentre esistono enormi difficoltà per ricoverare i feriti più gravi negli ospedali militari delle forze degli Stati Uniti presenti in Iraq;

tra le angherie subite dai residenti di Ashraf vi è anche l'occupazione del cimitero; 

la risoluzione 8-00019 ha impegnato il Governo italiano a collaborare "con l'Alto Commissariato per le Nazione Unite per i Rifugiati e con le altre Agenzie specializzate della Nazione Unite per trovare una soluzione duratura e soddisfacente alla situazione delle persone attualmente ospitate presso il Campo di Ashraf"; 

occorre tener conto del coro unanime di condanna di quanto accaduto ed in particolare di quanto affermato dall'Alto Commissario per i diritti umani, Navy Pillay, dall'Alto Rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, Catherine Ashton, dalla Missione d'assistenza per Iraq delle Nazioni unite (UNAMI) e dalla delegazione per l'Iraq del Parlamento europeo guidata dall'eurodeputato scozzesse Struan Stevenson, che il 10 maggio 2011 ha anche presentato una proposta di soluzione per la questione di Ashraf che prevede, nel periodo delle negoziazioni, l'assunzione da parte delle Nazioni Unite, con il sostegno degli Stati Uniti e dell'Unione europea della protezione di Ashraf e nel lungo termine il loro possibile trasferimento in altri Paesi quali gli Stati Uniti, il Canada, gli Stati membri dell'Unione europea, la Svizzera, la Norvegia e l'Australia,

impegna il Governo:

a usare tutti i canali a sua disposizione per trasmettere al Governo iracheno le preoccupazioni espresse dalla Commissione e, in particolare, la propria condanna nei confronti delle operazioni militari delle forze irachene contro i residenti di Ashraf e la richiesta di cessazione dell'assedio e di ritiro delle forze militari irachene dal campo; 

a sostenere, in seno alle Nazioni Unite, iniziative a tutela dei residenti nel campo di Ashraf, prendendo anche in considerazione la possibilità di promuovere un'indagine da parte di una commissione internazionale indipendente che operi in modo trasparente, su quanto avvenuto l'8 aprile 2011; 

a fornire con la massima urgenza l'assistenza umanitaria ai residenti di Ashraf e, in particolare, a garantire l'accesso al servizio medico sanitario alla città ovvero a consentire ai feriti di potersi recare a proprie spese all'esterno per ricevere cure mediche in ospedali pubblici e cliniche private irachene o statunitensi; 

a valutare la possibilità, di concerto con le regioni, di prendere in cura almeno 40 feriti tra i più gravi, concedendo loro urgentemente un lascia passare temporaneo; 

a chiedere che venga restituito quanto sottratto ai residenti di Ashraf; 

a continuare a ricercare, nel rispetto della sovranità dell'Iraq, una soluzione all'attuale situazione dei residenti di campo Ashraf nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, prendendo in considerazione anche quanto proposto dalla delegazione del Parlamento europeo per l'Iraq il 10 maggio 2011.

(7-00595)

"Mecacci, Ciccioli, Zamparutti, Adornato, Colombo, Schirru, Pagano". 

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