Giovedì, 20 Giugno 2019

 

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Interpellanza urgente dell'On. Pagano al ministro dell'Istruzione, relativa alle modalità di accesso ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia ed odontoiatria e protesi dentaria.

 

 

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere - premesso che:


con decreto n. 196 del 28 giugno 2012 il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha fissato le modalità ed i contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia ed odontoiatria e protesi dentaria per l'anno accademico 2012/2013 statuendo (articolo 1, comma 2), ai fini della compilazione delle graduatorie, aggregazioni di sedi universitarie con graduatorie comuni, secondo l'ordine di punteggio dei candidati;

attraverso tale disposizione si è inteso estendere a tutti gli atenei italiani quella forma di aggregazione sperimentata dalle università di Trieste e Udine nel corso dell'anno accademico ultimo scorso (2011/2012), in tal modo, dal prossimo anno accademico 2012/2013, coloro che parteciperanno al test per l'accesso alla facoltà di medicina e chirurgia e odontoiatria e protesi dentaria concorreranno non più per singolo ateneo ma per un gruppo di università «vicine» (in totale i 38 atenei statali sono stati raggruppati in 12 aggregazioni):

Napoli «Federico II», Napoli Seconda Università, Salerno; Cagliari, Sassari; Chieti «G. D'Annunzio», L'Aquila, Perugia, Roma Tor Vergata; Roma La Sapienza Med. e Farmacia A E, Roma La Sapienza Med. e Odontoiatria B C D, Roma La Sapienza Med. e Psicologia; Catania, Catanzaro «Magna Grecia», Messina, Palermo; Firenze, Parma, Pisa, Siena; Bari, Foggia, Molise; Genova, Torino I Facoltà, Torino II Facoltà; Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Politecnica delle Marche;

Padova, Trieste, Udine; Milano, Milano Bicocca, Varese «Insubria», Vercelli «Avogadro»; Brescia, Pavia, Verona; a parere degli interpellanti il sistema normativo avrebbe dovuto prevedere una graduatoria unica nazionale; la decisione del Ministro, peraltro, è stata assunta dopo che il Consiglio di Stato, con ordinanza della sezione VI, depositata il 18 giugno 2012, ha invocato l'intervento della Corte costituzionale sulla diatriba graduatoria unica a livello nazionale o graduatoria per ateneo (sistema in uso fino al concorso 2011-2012);

il fulcro dell'intero progetto è rappresentato dalla valorizzazione del merito scolastico adeguatamente pesato e coerente con lo svolgimento dei programmi di studio nell'indirizzo di scuola secondaria superiore frequentata (scuole secondarie superiori di secondo grado di indirizzo nell'ultimo triennio) avuto particolare riguardo al percorso universitario prescelto (selezione degli studenti più meritevoli e «preformati» nell'ambito di un contesto più ampio) allora ben pochi dubbi residuano per non preferire il modello della graduatoria unica nazionale con il quale è il valore assoluto del merito ad essere premiato;

detto criterio risponde peraltro a criteri di ragionevolezza, logicità delle scelte amministrative ed equità (non potrà più accadere che uno studente di Catania che abbia totalizzato 44 punti rimanga fuori, e viceversa se avesse sostenuto il test a Parma, al contrario, sarebbe stato ammesso a frequentare il corso di studi in medicina e chirurgia) e lo stesso legislatore lo assume quale criterio essenziale per i concorsi pubblici quale quello in magistratura o, come in passato (2005/2006), per la prova di ammissione con graduatoria unica nazionale per l'accesso al corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria;

in sintesi, una volta che il legislatore ha optato per il sistema meritocratico del test unico nazionale da svolgersi nello stesso giorno in tutti gli atenei italiani, non può che residuare l'unica opzione della graduatoria unica nazionale e non quella della graduatoria plurima aggregata, perché quest'ultima scelta non farebbe altro che rinviare ma non risolvere il problema;

infatti, a fronte di una prova unica nazionale, con ottanta quesiti a risposta multipla, l'ammissione al corso di laurea non dipende in definitiva dal merito del candidato, ma da fattori casuali e affatto aleatori legati al numero di posti disponibili presso ciascuna aggregazione d'ateneo e dal numero di concorrenti complessivi nella stessa, ossia fattori non ponderabili ex ante;

infatti, ove in ipotesi il concorrente scegliesse di effettuare la propria preiscrizione in una data aggregazione d'ateneo perché ci sono più posti disponibili e dunque ipotetiche maggiori «speranze» di successo, la stessa scelta potrebbero farla un numero indeterminato di candidati, e per converso, in una aggregazione con pochi posti disponibili potrebbero esservi un numero ridotto di domande di preiscrizione;

da una simulazione delle varie sedi oggi aggregate, sulla base delle risultanze dei punteggi minimi ottenuti l'anno scorso, emergono i seguenti dati con riferimento ai punteggi minimi di ingresso nelle diverse università:

Napoli «Federico II», Napoli Seconda Università, Salerno - punteggio minimo 41.75;

Cagliari, Sassari - punteggio minimo 42.25;

Chieti «G. D'Annunzio», L'Aquila, Perugia, Roma Tor Vergata - punteggio minimo 43.50;

Roma La Sapienza Med. e Farmacia A E, Roma La Sapienza Med. e Odontoiatria B C D, Roma La Sapienza Med. e Psicologia - punteggio minimo 43.00;

Catania, Catanzaro «Magna Grecia», Messina, Palermo - punteggio minimo 43.50;

Firenze, Parma, Pisa, Siena - punteggio minimo 44.25;

Bari, Foggia, Molise - punteggio minimo 45.25;

Genova, Torino I Facoltà, Torino II Facoltà - punteggio minimo 45.75;

Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Politecnica delle Marche - punteggio minimo 46.50;

Padova, Trieste, Udine - punteggio minimo 47.00;

Milano, Milano Bicocca, Varese «Insubria», Vercelli «Avogadro» - punteggio minimo 48.25;

Brescia, Pavia, Verona - ponteggio minimo 48.50;

ciò è del tutto contrario alla logica del concorso unico nazionale;

a parere degli interpellanti è probabile che queste anomalie e distorsioni si potrebbero accentuare giacché durante lo svolgimento della prova nelle diverse sedi concorsuali sia all'interno della stessa aggregazione che tra aggregazioni diverse;

a parere degli interroganti urge garantire il sistema del merito da tutti invocato e a cui certamente tende anche questa nuova modalità di selezione, prevenendo qualsiasi forma di campanilismo o peggio ancora di dolo a svantaggio di talune sedi universitarie. Si pensi, infatti, a cosa potrebbe succedere qualora durante le prove talune sedi si dimostrino lassiste, mentre altre si comportassero in maniera regolare o addirittura più severa -:

quali siano gli orientamenti del Ministro interpellato a proposito degli scenari esposti in premessa e quali iniziative di competenza egli intenda porre in essere per garantire la piena omogeneità nella fase esecutiva della selezione dei candidati al fine sia di favorire il criterio del merito sia di prevenire ricorsi e contenziosi devastanti per il nostro sistema Paese non soltanto in termini di costi ma anche di immagine;

se il Ministro non ritenga opportuno, in considerazione dell'approssimarsi dello svolgimento delle suddette prove di ammissione, assumere iniziative per disciplinare nel dettaglio criteri di organizzazione uniformi per lo svolgimento effettivo delle prove selettive, in particolare specificando:

a quali criteri debba essere improntata l'assegnazione e la sistemazione delle postazioni sia in termini di distanza tra un candidato e l'altro - mutuando l'esperienza internazionale dell'università Cambridge - sia in termini di attribuzione delle stesse, con un sorteggio del posto da parte del candidato all'ingresso nelle aule e l'invariabilità dello stesso riscontrabile durante tutto il tempo della prova per mezzo di apposito talloncino numerato, trattenuto dal candidato e coerente con il posto numerato sorteggiato;

i criteri di vigilanza (in particolare la scelta del numero dei vigilanti in proporzione adeguata al numero di candidati presenti) specie in caso dell'uso di più aule, ciò al fine di evitare discrezionali assegnazioni di posto ai candidati e/o arbitrari spostamenti;

quali criteri e quali sistemi elettronici debbano essere impiegati per inibire l'utilizzazione di attrezzature elettroniche quali telefoni cellulari, palmari o altra strumentazione similare in sede concorsuale anche alla luce di notizie apparse sulla stampa, in particolare sul Corriere del Mezzogiorno del 24 luglio 2012.

«Pagano, Frattini, Carfagna, Mantovano, Angeli, Antonione, Biancofiore, Brancher, Casero, Catone, Cicu, Colucci, Commercio, Cossiga, Crimi, Del Tenno, Fallica, Fitto, Gava, Giro, Granata, Grassano, Grimaldi, Iapicca, Jannone, Lo Monte, Marinello, Misuraca, Nirenstein, Orsini, Ossorio, Mario Pepe (Misto-R-A), Pisacane, Porfidia, Prestigiacomo, Romano, Ronchi, Scalia, Scilipoti, Siliquini, Soglia, Terranova, Urso».

Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01619 presentata da

ALESSANDRO PAGANO

mercoledì 25 luglio 2012, seduta n.672

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