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Atto Camera. Interrogazione a risposta orale 3-00031, presentato dall'On. Alessandro Pagano. 6 maggio 2013.

 

 

 

 

PAGANO. — Al Ministro degli affari esteri. — Per sapere – premesso che:


un gruppo di una trentina di persone ha attaccato nel pomeriggio di sabato 27 aprile 2013

la chiesa Atasehir Yeni Umut Kilisesi nel quartiere Atasehir di Istanbul, in Turchia; fortunatamente l'aggressione si è limitata ad un lancio di sassi e uova, ma è significativo che si sia verificata non nel cuore della Turchia, ma nella sua città più aperta e cosmopolita;

come riferito dal sito tedesco Bonner Querschnitte il 29 aprile 2013, basandosi su informazioni del sito cristiano SAT-7 TÜRK Haber, la polizia è arrivata quasi subito e ha promesso una indagine accurata su quanto è accaduto. Vari vetri del complesso sono andati in frantumi, è stata anche portata via la targa con il nome della chiesa ed una parte della decorazione dell'ingresso è stata distrutta. Alcune persone hanno cercato invano di scassinare la porta per entrare all'interno della chiesa;

secondo un rappresentante della comunità cristiana, l'edificio era stato inaugurato ufficialmente solo una settimana prima; la stessa fonte ha dichiarato che «...non è nell'intenzione della comunità di creare disordine nella società, ma di vivere in pace con tutti e trasmettere la parola di Dio...»;

La vicenda si inquadra nel processo di islamizzazione posto in essere dall'attuale Governo della Turchia, di cui è sintomo significativo la previsione, quest'anno e per la prima volta, di sottoporre domande di cultura religiosa agli studenti che si preparano ai test di ammissione all'università; a conferma di questo processo progressivo, dai siti telematici gestiti dai cristiani ortodossi (in particolare Orthodoxie) si apprende la notizia che il Parlamento turco avvierà una discussione per trasformare nuovamente la storica basilica di Santa Sofia a Istanbul in moschea; la Haghia Sophia di Istanbul è il maggior esempio di architettura bizantina del VI secolo, già trasformata in moschea all'indomani della caduta di Costantinopoli nel 1453. Dal 1931 tra le sue mura venne sospeso il culto islamico e dal 1935 è diventata una sorta di museo così da permetterne la visita da parte dei numerosi pellegrini e turisti che vi si recano ogni anno; la riconversione segue quella già attuata per la chiesa di Haghia Sophia di Nicea, diventata un museo locale, mentre nell'estate 2012 è stato avviato il progetto per riconvertire quella di Trabzon (un gioiello di architettura risalente al periodo 1204-1460, testimonianza della millenaria presenza cristiana nella zona del Mar Nero) nonostante la ferma opposizione del patriarca ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo I, per il quale sarebbe assolutamente opportuno che Haghia Sofia a Trabzon «resti un museo aperto a tutte le confessioni», in opposizione all'idea sostenuta dal vicepresidente del Governo turco, Bulent Arinc che voleva trasformare questo monumento della cristianità in un luogo di culto ad uso esclusivo dei musulmani :

quali iniziative intenda adottare per tutelare la libertà di culto e la sicurezza dei cristiani in

Turchia, sia con riferimento all'aggressione evidenziata in premessa, sia per quel che riguarda il complessivo processo di soppressione o trasformazione dei siti di culto cristiani. (3-00031)

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