Giovedì, 18 Luglio 2019

 

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Al Ministro della Giustizia Interrogazione a risposta scritta su problematica architetti urbanisti

 

 

 

 

PAGANO. — Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca .


Per sapere – premesso che:

la laurea in urbanistica e pianificazione territoriale nasce nel 1970 presso le facoltà di Architettura in Italia e fino all'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica 328 del 2001, era una professione non regolamentata senza obbligo di iscrizione ad un ordine professionale, con l'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 328 del 2001, la professione del pianificatore territoriale è stata regolamentata dallo stesso decreto del Presidente della Repubblica 328 in maniera del tutto sommaria ed in maniera superficiale rispetto alle competenze degli altri ordini professionali;
a seguito del decreto del Presidente della Repubblica 328 del 2001 nel campo della pianificazione territoriale e urbanistica, ha apportato modifiche della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti, si è passati da una professione non regolamentata ad una professione regolamentata, e più precisamente all'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, sezione A, settore pianificazione territoriale per i laureati quinquennali e magistrali; sezione B, settore pianificazione per i laureati triennali;
la professione di pianificatore territoriale e urbanista è di competenza del laureato in tale disciplina iscritto all'Ordine APPC di competenza dopo l'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 328/2001;
le competenze attribuite dal decreto del Presidente della Repubblica 328 del 2001 che non sono esaustive o quantomeno non dettagliate, è opportuno fare chiarezza e regolamentare le competenze agli iscritti all'ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, sia nella sezione A, settore pianificazione territoriale, che all'iscritto alla sezione B, settore pianificazione, anche con circolare del MIUR ed in sub ordine con decreto il seguente chiarimento:
ai laureati in Pianificazione territoriale e urbanistica spettano tutte le competenze riguardanti la pianificazione territoriale e urbanistica a tutte le scale e nelle varie direzioni che dalla Legge Urbanistica Nazionale del 1942 arrivano fino a quelle delle recenti leggi, compreso quelle regionali, comprese tutte le attività di pianificazione a queste assimilabili quali: Piani di Scala Vasta (piani territoriali regionali, piani per il paesaggio, piani territoriali provinciali, piani metropolitani); piani regolatori comunali PRC (piani strategici, piani di assetto del territorio PAT, piani di Governo del territorio PGT, piani strutturali, piani operativi, regolamenti urbanistici, piani degli interventi, ecc.); piani urbanistici attuativi PUA (piani di lottizzazione, piani per l'edilizia economica e popolare, piani per gli insediamenti produttivi, piani particolareggiati, comunque denominati, ai piani di recupero ecc.); piani e programmi di settore (piani e programmi di sviluppo, piani del verde, piani dei servizi, piani del traffico, piani urbani della mobilità, piani di bonifica, piani di protezione civile, piani di gestione dei rifiuti, piani di gestione del patrimonio rurale, piano territoriale delle opere pubbliche, piani e programmi di gestione urbana, piani di risanamento ambientali, piani strategici ecc.);
ai laureati in pianificazione territoriale e urbanistica spettano la progettazione urbanistica dei piani urbanistici attuativi delle opere infrastrutturali, spazi verdi, parcheggi ecc., progettazione urbanistica all'interno degli strumenti dei piani complessi. Progettazione all'interno di piani urbanistici di piani attuativi comunque denominati, ivi compresi accordi negoziali, come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 380 del 2001 all'articolo 22 comma 3 lettera c) e c) (interventi subordinati al rilascio della dichiarazione di inizio di attività); gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica quando disciplinati da Piani Attuativi comunque denominati, compreso gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengono precise disposizioni piano-volumetriche, tipologie, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o ricognizione di quelli vigenti; gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni piano-volumetriche;
ai laureati in pianificazione territoriale e urbanistica spetta competenza tutte le valutazioni ambientali (VIA e similari), valutazione di incidenza ambientali (VINCA e similari), valutazione ambientale strategica dei piani e programmi sull'ambiente (Autorizzazione integrata ambientale e similari);
ai laureati in pianificazione territoriale e urbanistica spettano tutte le competenze acquisite per similitudine in quanto il laureato può iscriversi:
all'Ordine degli Architetti sezione pianificazione;
all'Albo dei geometri laureati;
all'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali;
nella fattispecie è opportuno fare chiarezza che se il laureato in pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale, può sostenere l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione del geometra (tralasciando quella del dottore agronomo, in quanto molto complessa e di dubbia capacità dovuta dal percorso studiorum), debbono essere ricomprese tutte le competenze del Geometra per i laureati alla classe L21, mentre per i laureati alla classe LM48 si possono attribuire tutte le competenze dell'architetto junior, o in alternativa quelle del Geometra. Questo è giustificabile dal fatto che il laureato in urbanistica e pianificazione territoriale ha perfezionato il proprio percorso formativo con una laurea triennale o magistrale, e per i motivi di cui sopra, stante la normativa vigente può sostenere l'esame di Stato all'albo dei geometri o all'ordine dei dottori agronomi;
il problema che riscontrano i diplomati geometri è quello che conseguendo un diploma di laurea o una laurea magistrale in pianificazione territoriale urbanistica e ambientale, sta nel fatto che se sostengono l'esame di Stato per l'iscrizione all'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, sezione pianificazione territoriale sezione A o B, secondo il decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001, non hanno alcuna competenza in progettazione edilizia, estimo e topografia. La norma vigente consente la doppia iscrizione sia all'albo dei geometri che a quello degli architetti PPC sezione pianificazione territoriale, in questo caso le competenze sono fatte salve, ovviamente con aggravio di spese relative alla Cassa di Previdenza, contabilità separate e altro, tutto questo è risolvibile iscrivendosi all'ordine degli architetti PPC, avendo le competenze acquisite, il tutto anche finalizzato ad avere una figura professionale ben definita o riconosciuta nel mondo delle professioni tecniche;
in ultimo necessità la modifica, o meglio la definizione di figure professionali attraverso la ridefinizione del titolo professionale, al fine di meglio identificare il professionista, ed avere la possibilità per la comunità di rivolgersi a specialisti di settore, ad esempio prendiamo gli ingegneri, al loro interno abbiamo:
a) ingegnere civile;
b) ingegnere meccanico;
c) ingegnere nucleare;
d) ingegnere idraulico;
e) ingegnere ambientale;
in questa ottica anche per gli appartenenti all'ordine degli architetti PPC, che raccoglie 4 figure professionali ben distinte di specialisti, non è utopia definire le seguenti figure professionali in:
a) architetto civile;
b) architetto civile junior;
c) architetto urbanista (o Pianificatore) junior;
d) architetto urbanista (o Pianificatore territoriale);
e) architetto paesaggista junior;
f) architetto paesaggista;
g) architetto conservatore junior;
h) architetto conservatore;
tutti hanno effettuato il percorso universitario presso università di architettura ed hanno sostenuto esami di Stato presso facoltà di architettura;
se intendano risolvere la problematica illustrata, e, eventualmente, se intenda intervenire con apposita circolare interpretativa (auspicabile per semplicità e brevità di attuazione, senza intraprendere un percorso legislativo), o con modifica al decreto del Presidente della Repubblica 328 del 2001, ferma restando l'urgenza di adempiere in merito alla definizione delle competenze, sia per i laureati, che per gli studenti. (4-03288)

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