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#libia: serve riflessione nuova

 

 

 

PILLOLE" 13/2015


"Sulla situazione in Libia siamo in una fase di stand-by preoccupante.

Lamediazione portata avanti da Bernardino Leon ad oggi non ha avuto risultati concreti. Questa e' la fotografia, e da questa constatazione bisogna partire prima di fare qualsiasi tipo di analisi". Così il deputato Alessandro Pagano.

"Preoccupante perché si e' incrinato il dialogo e sono aumentate le distanze tra le due opposte fazioni di Tripoli e Tobruk, l'unico governo riconosciuto dalla comunita' internazionale. Non solo - prosegue Pagano - Tripoli continua a tenere una politica ambigua, sostenuto dal Qatar e dalla Turchia.

Lo conferma il giallo attorno all'attacco delle truppe di Tobruk a un cargo battente bandiera turca, il cui sospetto che contenesse armi destinate alle milizie dei Fratelli Musulmani e' sempre più concreto. Tra l'altro l'atteggiamento remissivo di Tripoli di fronte a questo fatto suona come un mea culpa, forse perché scoperto con la 'canna fumante'. In questo contesto sarebbe opportuno mettere sotto la lente di ingrandimento proprio il ruolo della Turchia. Ankara - sottolinea il parlamentare di AP - sul piano geopolitico ha ricominciato a muoversi come quando era la potenza imperiale che conoscevamo prima del 1918. Essa vuole ripristinare il suo predominio nell'area mediorientale probabilmente sognando l'antico impero che lo portava dalla Bulgaria fino all'Algeria, lungo tutto le coste del Mediterraneo". "E su questo sogno sembra disposta a tutto, anche con mosse false. Sull'altro versante - continua Pagano - assistiamo invece al crescente nervosismo di Tobruk che, dopo essere stata da noi 'corteggiata' con l'intelligente visita del premier Renzi al Cairo, ha riscontrato poi una graduale tiepidezza.

Ciò ha innervosito l'Egitto, che su quest'area rimane il principale protagonista politico, anche in considerazione dei riflessi economici. Alla luce di tutte queste premesse e' chiaro che occorre avviare adesso una riflessione nuova sulla questione libica, che non può prescindere dal ruolo propositivo dell'Italia. E di questo ne deve essere consapevole anche il ministro Gentiloni, al quale diamo il merito di aver avuto un cambio di passo.

Il nostro Paese infatti non può rimanere in scia alle decisioni delle altre potenze occidentali, ma deve diventare sempre più protagonista soprattutto in quest'area geografica. Non solo per aumentare la nostra credibilità e il nostro prestigio - conclude l'esponente di AP – ma anche per prevenire quei problemi di sicurezza e ordine pubblico che ogni giorno il ministro Alfano denuncia e contrasta". (AGI)

 @alepaganotwit

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