Anno 2026
CHI VIOLA IL DIRITTO INTERNAZIONALE E PRETENDE IL “DOPPIO STANDARD” IN NOME DI UNA PRESUNTA SUPERIORITÀ POLITICA, ETNICA O MORALE, GENERA SEMPRE ODIO E VIOLENZA
CHI VIOLA IL DIRITTO INTERNAZIONALE E PRETENDE IL “DOPPIO STANDARD” IN NOME DI UNA PRESUNTA SUPERIORITÀ POLITICA, ETNICA O MORALE, GENERA SEMPRE ODIO E VIOLENZA
Venerdì 15 Maggio 2026 18:37


CHI VIOLA IL DIRITTO INTERNAZIONALE E PRETENDE IL “DOPPIO STANDARD” IN NOME DI UNA PRESUNTA SUPERIORITÀ POLITICA, ETNICA O MORALE, GENERA SEMPRE ODIO E VIOLENZA.
(invito alla lettura il magnifico articolo pubblicato sul profilo del mio amico @francescoagnoli . Il titolo è redazionale).Padre Samīr Khalīl Samīr, cattolico egiziano, è stato il consulente di Benedetto XVI per i rapporti con il mondo islamico. Ha passato buona parte della sua vita in Libano. Molto critico verso un ecumenismo ingenuo, ha invitato spesso l'Occidente a non cedere di fronte alle pressioni degli immigrati islamici. Conservo alcuni suoi articoli sul medio Oriente. Questo estratto è del 10 agosto 2006, in occasione di una delle tante guerre di Israele contro il Libano. Samir ricordava che "la violenza non porterà la pace alla regione; servirà solo ad aumentare l'odio contro Israele".
Quanto al Libano, dopo l'ennesimo attacco, "i libanesi più pacifici decidono di emigrare; quelli meno pacifici, divengono sostenitori di Hezbollah...".
Come si vede, è una storia che si ripete. Ogni volta Isreale promette di estirpare i suoi nemici con le bombe, una volta per tutte, e ogni volta quelle bombe sono semi per nuovi guerriglieri. Sangue chiama sangue. Ebrei e islamici, in questo, sono figli della stessa legge del taglione, della stessa logica della guerra. Del tutto laica per i primi, di derivazione anche religiosa, per i secondi.
Ma Samir sa distinguere l'aspetto ideologico dai fatti storici e aggiunge: guardate che il problema non è Hezbollah, nè Hamas, perchè essi non esisterebbero senza una causa, non religiosa, ma territoriale: "Il problema risale alla creazione dello Stato di Israele e alla partizione della Palestina nel 1948. Questa partizione è stata decisa...senza tener conto della popolazione presente in questa Terra (santa): è questa la causa reale di tutte le guerre che sono seguite".
Ebbene, questa non è solo la popsizione di ogni storico serio, ma anche quella oggi espressa dal cardinal Pizzaballa quando invita a distinguere occupanti e occupati, e quella di tutti i papi, a partire da coloro che, come Pio XII e Paolo VI, non pronunciarono mai la parola "Israele". E questo non certo per ostilità verso gli ebrei in sè, e neppure solo per ostilità verso i sionisti dell'epoca, atei e socialisti, ma per rispetto del diritto internazionale, che ha tra i suoi padri Francisco de Vitoria (1483–1546), teologo domenicano spagnolo e fondatore della Scuola di Salamanca.
Cosa diceva il de Vitoria? Che gli indigeni pagani erano i legittimi proprietari delle loro terre, e che i cristiani che ritenevano di potersi impadronire di esse in nome di una superiorità religiosa, compivano un crimine, conducevano una guerra ingiusta.
Oggi, mutatis mutandis, andrebbe ribadito: tutti coloro che giustificano il furto di terre altrui in nome di una superità politica ("noi siamo l'unica democrazia del medio Oriente!"), etnica ("siamo il popolo eletto") o di altro genere, violano il diritto naturale delle genti.





