Lunedì, 06 Febbraio 2023


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Progetto Livatino-Grassi contro l'estorsione e l'usura

PROGETTO LIVATINO-GRASSI CONTRO L’ESTORSIONE E L’USURA

Il Protocollo di Intesa «Percorso Integrato di educazione alla Legalità rivolto al Sistema Scolastico Siciliano Rosario Livatino» firmato il 26 luglio 2005 tra la Regione Siciliana - Assessorato alla Pubblica Istruzione, l’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero di Grazia e Giustizia e la Fondazione "Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia" prevede, tra le altre attività, la promozione per l’anno scolastico 2005-2006 di un percorso didattico di educazione alla legalità rivolto alle Scuole Siciliane di ogni ordine e grado.

L’iniziativa di educazione alla legalità per l’anno scolastico 2005-2006, che prosegue l’esperienza positiva già sperimentata nell’ambito del "Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino", nell’ambito del quale sono già stati condotti con successo percorsi di educazione alla legalità centrati sul tema della "Cultura della legalità" (a.s. 2002-2003), sul tema della "Memoria delle vittime della mafia" (a.s. 2003-2004), sul tema della "Costituzione e Cittadinanza" (a.s. 2004-2005), è dedicata al Giudice Livatino e a Libero Grassi ed è centrata su un tema della legalità oggi particolarmente tanto attuale quanto non abbastanza affrontato: l’estorsione e l’usura.

Il "Progetto Livatino-Grassi" è difatti finalizzato ad animare il dibattito sui temi dell’Antiracket e Antiusura, rendendo il Sistema Scolastico protagonista del percorso educativo.

Il Progetto intende rendere il Sistema Scolastico protagonista di un cambiamento dell’atteggiamento culturale sul tema, con lo scopo di stimolare il processo di formazione di una Cittadinanza attiva e consapevole e di un’Etica della responsabilità ampiamente condivisa, in grado di garantire non solo il trasferimento dei valori di legalità ma la concreta assunzione nel quotidiano delle nuove generazioni di comportamenti ispirati al rispetto dello Stato e delle regole di convivenza civile.

Il progetto intende quindi partire dalla Scuola per sviluppare un dibattito permanente che arricchisca l’informazione sociale sui temi dell’antiracket e antiusura, renda visibile la frontiera del cambiamento e rinforzi il valore ed il ruolo dell’Associazionismo, quale strumento essenziale della lotta all’estorsione ed all’usura, in modo da sollecitare le vittime alla denuncia e lo Stato ad adottare misure più incisive che tengano conto delle risposte e delle proposte che vengono dalla società civile.

LA RETE DEI PROMOTORI DEL PROGETTO LIVATINO-GRASSI

Il Progetto è promosso da una Rete composta da:

  • Assessorati alla Pubblica Istruzione della Regione Sicilia
  • Uffici Regionali Scolastici della Sicilia
  • Ministero della Giustizia - Direzione dell’Amministrazione Penitenziaria
  • Fondazione "Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia"
  • Movimento delle Associazioni Antiracket ed Antiusura

Il progetto prevede nel suo sviluppo la collaborazione ed il coinvolgimento attivo di tutti gli attori del territorio coinvolti a pieno titolo nella lotta all’estorsione e all’usura e nello sviluppo di un’educazione alla cittadinanza, ed in primis:

  • L’Associazione Nazionale Magistrati
  • Il FAI (Federazione Antiracket Italiana)
  • Il Dipartimento per la Giustizia Minorile della Regione Siciliana
  • La Commissione Parlamentare Antimafia
  • Le Associazioni di Categoria di Imprenditori, Commercianti ed Esercenti, Sindacali
  • Le Associazioni Antiracket ed Antiusura del territorio
  • Il sistema delle Banche e dei Consorzi Fidi
  • Le Forze dell’Ordine
  • L’Associazione Italiana Genitori

LE FINALITÀ DEL PROGETTO LIVATINO-GRASSI

Il Progetto - partendo dalla Scuola come "incubatore dei valori comportamentali del futuro" - intende contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio, sviluppando la Cultura della cittadinanza e della responsabilità sociale, attraverso la promozione e l’animazione di percorsi di orientamento ed educazione alla legalità che a partire dalle Scuole consentano di raggiungere anche le famiglie e le imprese. L’attivazione del circolo virtuoso di animazione e collaborazione che sottende il progetto intende così supportare:

  1. la promozione culturale e lo sviluppo sociale ed economico del territorio;
  2. la crescita della consapevolezza del peso sociale ed economico dei fenomeno criminali dell’estorsione e dell’usura;
  3. l’attivazione di comportamenti imprenditoriali volti alla resistenza all’estorsione e all’usura e la conoscenza di strumenti nuovi e competitivi per supportare l’imprenditoria;
  4. la consapevolezza da parte delle aziende della possibilità di migliorare la propria immagine sui mercati attraverso il riconoscimento e visibilità esterna dell’adozione di comportamenti socialmente responsabili;
  5. la possibilità per le associazioni impegnate nella lotta all’estorsione e all’usura di offrire una percezione positiva del proprio ruolo e attraverso una maggiore sensibilizzazione del sistema pubblico promuovere l’adozione di politiche pubbliche volte a contrastare i fenomeni di usura ed estorsione.
  6. la capacità dei consumatori di riconoscere i comportamenti sociali dei fornitori e scegliere consapevolmente di investire nello sviluppo sostenibile.

I fenomeni dell’usura e del racket, pur se di rilevanza nazionale, sono praticamente assenti dal dibattito culturale. La mancanza di informazioni (sulle azioni da fare per denunciare, sulle misure da adottare per evitare di cadere nella rete dell’usuraio o dell’estortore, sulle reti di sostegno, sul sistema di garanzie, etc…) è uno dei principali problemi della lotta all’usura ed all’estorsione.

Il progetto si propone quindi di:

  • Riaccendere il dibattito e l’informazione sui temi dell’antiracket e antiusura per rinnovare e sostenere un sistema di valori che attraverso l’associazionismo spinga le vittime alla denuncia e lo Stato ad adottare misure più incisive che tengano conto delle risposte e delle proposte che vengono dalla società civile.
  • Contribuire ad aumentare l’attenzione sulla gravità del fenomeno, dando ad esempio maggiore visibilità ai "buoni esempi", diffondendo dati aggiornati sull’incidenza e sulla pervasività quotidiana del fenomeno.
  • Promuovere la costruzione di modelli comportamentali in grado di incidere sulle abitudini invertendo la tendenza negativa alla denuncia e alla ribellione e sostenendo la crescita di consapevolezza e la responsabilizzazione dell’individuo.
  • Sperimentare a partire dalla Scuola un nuovo canale di comunicazione del fenomeno che si dimostri in grado di ribaltare la tendenza alla distorsione dei valori di legalità.

OBIETTIVI DEL PROGETTO LIVATINO-GRASSI

Il percorso si propone di incentivare il processo di formazione di una Cittadinanza attiva e consapevole e di un’Etica della responsabilità ampiamente condivisa, in grado di garantire non solo il trasferimento dei valori di legalità ma la concreta assunzione nei comportamenti quotidiani delle nuove generazioni di comportamenti ispirati al rispetto dello Stato e delle regole di convivenza civile.
Il Progetto mira ad un "coinvolgimento attivo e responsabilizzato" dei suoi destinatari quale fattore di successo del percorso educativo proposto. In tal senso, l’impostazione metodologica prevede che le azioni di sensibilizzazione e di informazione non siano trasferite come "regole" imposte dall’alto, ma siano invece organizzate in modo da generare "dal basso" comportamenti improntati al rispetto dei valori della legalità.
Obiettivo guida dell’iniziativa è quindi l’organizzazione e la valorizzazione in rete, in modo organico e strutturato, delle diverse iniziative di educazione alla legalità rivolte al sistema scolastico siciliano.

  • Obiettivo strategico: promuovere un modello "aperto e partecipato" di educazione alla legalità ed ai valori, creando le condizioni per lo sviluppo di una Cittadinanza attiva e Consapevole, sviluppata attraverso iniziative pienamente condivise dai destinatari, in modo da estendersi in profondità nel tessuto sociale e dare vita ad ulteriori iniziative.
  • Obiettivo metodologico: il progetto mira ad ottenere una piattaforma di condivisione progettuale la più ampia e partecipe possibile, in modo da sviluppare percorsi educativi funzionali alla definizione di una Cittadinanza Attiva e Consapevole. In tal senso, il progetto si muove lungo una direttiva che mira a realizzare la progettualità che viene sollecitata "dal basso" e a valorizzare le azioni di eccellenza proposte dal territorio.
  • Obiettivo operativo: il progetto propone una strategia di intervento basata sulla "circolarità" delle iniziative e sulla ampia diffusione e partecipazione dei modelli di intervento, anche attraverso specifiche azioni di mainstreaming, ovvero l’applicazione in altri contesti geografici o in altri contesti tematici delle iniziative di successo già sperimentate, opportunamente personalizzate sulla base di quelle che sono le peculiarità del nuovo contesto di intervento.

Obiettivo dell’iniziativa è infatti la costruzione e l’avvio di un’osmosi culturale tra la Scuola, le Associazioni Antiusura ed Antiracket, e le Istituzioni in modo da consentire:

  1. agli Studenti di sviluppare un sistema valoriale proprio fondato sull’etica della responsabilità e della legalità, misurandosi con la conoscenza di un fenomeno che impatta fortemente sul loro vissuto quotidiano.
  2. ai Docenti, attraverso un’azione di autoaggiornamento, di informare correttamente i propri alunni sul fenomeno del racket e dell’usura, del valore aggiunto dell’associazionismo, degli strumenti per la lotta all’illegalità, dei potenziali rischi a breve e lungo termine quando si adottano modelli comportamentali acquiescenti alle strutture illegali, delle pene cui vanno incontro l’estortore e l’usuraio.
  3. alle Associazioni di valutare l’impatto dell’informazione offerta, rimodulare i contenuti e i veicoli della propria comunicazione, incontrare attraverso le Scuole anche la cittadinanza e quindi le vittime o potenziali vittime, offrendo loro un filtro per superare le prime diffidenze, spesso primo vero ostacolo alla denuncia.
  4. alla Società Civile di arricchire il dibattito sul fenomeno, contribuendo così a sollecitare la creazione degli strumenti correttivi.
  5. alle Istituzioni di contribuire a creare un forte senso di cittadinanza e a rinsaldare la fiducia negli organi inquirenti, giudicanti, legislativi come garanti del rispetto delle regole e della loro applicazione.

PERCORSO DIDATTICO PER LE SCUOLE

Il Progetto si rivolge a tutte le Scuole di ogni ordine e grado, ivi comprese le Scuole carcerarie e le Scuole per Adulti, prevedendo lo svolgimento di percorsi differenziati in funzione dell’età scolastica e della tipologia di scuola.

In particolare, il percorso didattico proposto:

  • lascia ampio margine all’autonomia dell’offerta formativa promossa dal docente al quale vengono forniti strumenti utili per sollecitare la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno tenendo conto del contesto di riferimento e dell’ambiente in cui opera la scuola.
  • prevede una specifica fase informativa di supporto per i docenti anche attraverso la possibilità di organizzare incontri di approfondimento con esperti del tema e di accedere a documenti significativi per l’autoaggiornamento.

Al fine di acquisire una visione d’insieme sulla partecipazione delle scuole e conoscere più da vicino il contesto e l’ambiente con cui ogni giorno si misura al scuola nel suo territorio, ai docenti è inoltre richiesto di compilare una breve scheda per il monitoraggio della qualità del progetto e una scheda descrittiva della realtà in cui la scuola opera. Tale materiale oggetto di studio degli esperti di staff al progetto serve anche per migliorare in corso d’opera il progetto recependo le informazioni che provengono direttamente dalle Scuole.

PROGRAMMA DELL’ATTIVITA’ FORMATIVA – Il percorso didattico

Il percorso didattico si compie attraverso la compilazione di schede guidate disponibili sul sito www.progettolegalita.it, (in allegato una Scheda Esemplificativa).

Le schede di lavoro sono studiate e modulate per trovare un approccio diretto, attento al profilo linguistico dei contenuti, ma soprattutto vicino al vissuto quotidiano, soprattutto nei confronti dei bambini di elementari e medie e più in generale di ragazzi in contesti a rischio disagio sociale.

Per supportare i docenti nello sviluppo dei percorsi didattici in classe è prevista una banca documenti on line da dove sia possibile scaricare:

  • Piccolo glossario (con la spiegazione delle differenze tra diverse tipologie di reato)
  • Documenti di riferimento per lo svolgimento del percorso in classe (esempio: atti dei ufficiali dei convegni di studio di carattere nazionale e regionale; Quaderni informativi, Relazioni dei Procuratori generali di ogni distretto d’Italia; Sentenze e atti giudiziari; etc.)
  • Bibliografia, Filmografia di riferimento sui fenomeni trattati
  • Rassegna Stampa sul tema
  • Linkoteca a siti governativi, di associazioni, centri studi
  • Elenco Associazioni Antiracket ed Antiusura in Italia

La banca documenti è strutturata in progress: sarà quindi possibile aggiungervi altri documenti nel tempo, anche segnalati dagli stessi docenti in modo da agevolare la condivisione di buone prassi.

Al percorso si prende parte via Internet:

  • la classe si iscrive su www.progettolegalita.it compilando una scheda con i dati della scuola, scegliendo il nome distintivo del proprio gruppo e fornendo una mail di riferimento per tutte le comunicazioni progetto. Dopo qualche secondo dall’iscrizione si riceve alla mail indicata una conferma dell’iscrizione e una parola chiave (password) che permette l’accesso da www.progettolegalita.it. Ogni gruppo iscritto, così accede alle informazioni, alle proprie schede, alla banca documenti. Una volta entrati con la propria password si sceglie l’area dedicata all’usura o all’estorsione. E’ possibile anche scegliere di far lavorare la classe su entrambi gli argomenti ma è auspicabile che si affrontino uno per volta.

    Il percorso didattico si suddivide in due fasi: una propedeutica, per acquisire o consolidare la consapevolezza del fenomeno. La secondo fase è un approfondimento, in cui oltre a studiare gli strumenti e le leggi a disposizione per contrastare il fenomeno ai ragazzi viene chiesto di esprimere il proprio punto di vista con degli elaborati. In entrambe le fasi la classe (o i gruppi in cui è suddivisa la classe, o i singoli alunni) è invitata a rispondere a delle domande.

    • Nella fase propedeutica i ragazzi ed i docenti sono invitati a leggere su www.progettolegalita.it alcune storie-caso esemplificative delle diverse tipologie del reato di usura e/o del reato di estorsione con lo scopo di rendere gli alunni consapevoli del fenomeno usura e racket. Inoltre, viene proposta una storia con finale aperto, pensata per essere vicina al vissuto degli studenti, per consentire all’alunno di esprimere la sua visione del fenomeno. Le storie-caso sono costruite per essere il punto di partenza per fare emergere le diverse figure chiave (la vittima, il reato, chi lo commette, chi ti protegge, etc…). Il percorso prevede che l’insegnante sia libera/o di scegliere dal sito se lavorare con una o più storie-caso da scaricare insieme alle schede propedeutiche e di approfondimento. Oni storia-caso, infatti, risponde a un canovaccio base in modo da permettere l’estrapolazione in classe delle figure e argomenti chiave di lettura e descrivere:
      • l’usuraio / l’estortore
      • le condizioni per cui ci si rivolge all’usuraio / si diventa vittime del racket
      • il modo in cui l’usuraio / l’estortore agisce
      • le reazioni personali
      • la reazione dei familiari
      • la reazione della società
      • la storia giudiziaria
      • da chi si è stati aiutati
      • etc…
    • Nella fase di approfondimento, una volta acquisita la nozione di usura ed estorsione come delictum, viene stimolata una conoscenza delle diverse tipologie di reato, degli strumenti legislativi e di sostegno e infine viene chiesto di condensare il lavoro svolto in uno slogan e in un disegno. Per rispondere alle domande di approfondimento vengono sollecitati incontri con magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni antiracket e antiusura, della rete di progetto (enti e istituzioni che condividono le finalità del progetto e lo sostengono).
    • Le storie e le schede sono raccolte e/o create da un pool di esperti (magistrati, docenti, giuristi, esperti delle associazioni antiracket ed antiusura, rappresentanti di categoria e della società civile) con lo scopo di consolidare il rispetto delle regole e dei valori, responsabilizzarli verso la lotta all’usura e all’estorsione e sensibilizzarli ai vantaggi di un’economia sana e competitiva il cui mercato non sia viziato dalle estorsioni e in cui la capacità imprenditoriale si misuri con la capacità economica senza indulgere nelle false promesse dell’usuraio.

      PROGRAMMA DELL’ATTIVITA’ INFORMATIVA – Ciclo di incontri sul territorio

      Particolarmente importanti ai fini del coinvolgimento ampio e diffuso del sistema territoriale, in tutte le sue componenti, sono gli "Incontri di Progetto", che il percorso ideato intende attivare e promuovere su tutto il territorio regionale.

      Gli incontri costituiscono uno strumento strategico per lo sviluppo della Cultura della Legalità, in quanto costituiscono da un lato attività di formazione dall’altro attività informativa specifica su risorse, stato dell’arte, problemi e prospettive dell’antiusura e antiracket. Affinché l’azione di contrasto sia efficace è infatti necessario che tutte le componenti sociali partecipino al processo di rinnovamento anche culturale della collettività in modo da rispondere alla necessità di migliorare il collegamento tra i diversi attori del territorio.

      Gli Incontri possono essere richiesti anche dalla singola Scuola, la quale potrà chiedere allo staff di progetto l’organizzazione di un incontro con un Magistrato, un Giurista, un giornalista, un rappresentante delle Associazioni di categoria, una vittima o un familiare di vittima della mafia, un rappresentante delle Forze dell’Ordine , etc… a seconda del tema che intende approfondire con la classe.

      L’attività di raccordo tra le associazioni e il territorio (istituzioni, enti, organizzazioni di categoria, scuole, famiglie), da attuarsi tramite gli incontri con gli esperti nelle scuole (sollecitati a partire dal lavoro condotto in classe), mira a supportare il lavoro di comunicazione con le istituzioni, a sostenere l’azione di resistenza da parte della società civile, a integrare l’azione di contrasto portata avanti dalle forze dell’ordine e della magistratura.

      PUBBLICIZZAZIONE DEL PROGETTO

      Il progetto sarà animato e diffuso presso tutti gli Uffici scolastici regionali, i Centri Servizi Amministrativi per le Scuole, le Amministrazioni Penitenziarie, l’ampia Rete di collaborazione della Fondazione "Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino e delle altre vittime della mafia" e con un’opportuna campagna stampa.

      MONITORAGGIO E VALUTAZIONE > BILANCIO SOCIALE

      Al termine sarà realizzato e diffuso il Bilancio Sociale dell’iniziativa, quale sintesi dell’azione di valutazione e monitoraggio, finalizzata a raccogliere elementi utili per il miglioramento continuo dei processi e valutare l’impatto sociale del progetto.

      Il monitoraggio progettuale intende infatti non solo essere uno strumento di misurazione dell’efficienza e dell’efficacia del Progetto, ma servire altresì ad esplicitare le molteplici relazioni tra il progetto ed i portatori d’interesse, evidenziando e rendendo pubbliche tutte le attività realizzate. Diventa così lo strumento che garantisce una maggiore trasparenza dell’attività diventando strumento di controllo in grado di verificare l’efficienza e l’efficacia delle risorse impiegate attraverso la lettura dei dati derivanti dalla valutazione di processo e dalla valutazione di impatto sociale.

      L’obiettivo generale è quello di disporre anche di uno strumento che consenta di comunicare e dare visibilità ma anche di valutare il modo in cui si sceglie di sensibilizzare le scuole, docenti e alunni, con il fine innovativo di ottenere una comunicazione partecipata e socialmente responsabile e garantire un forte impatto sul territorio.

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