Domenica, 08 Dicembre 2019

 

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Proposta di legge contro la pedofilia culturale

Presentazione della proposta di legge contro la pedofilia culturale, primo firmatario On.le Alessandro Pagano.

Alla proposta di legge hanno aderito 120 deputati di tutti i partiti politici presenti in Parlamento

La pedofilia è una devastante devianza sessuale che esiste da sempre e che è diffusa in ogni parte del mondo fra le più diverse categorie di persone e fasce sociali, fra celibi e sposati.

Oggi, con l’avvento di Internet e delle nuove tecnologie telematiche, è nato un fenomeno diverso: quello della pedofilia online, che è una delle tante facce di una realtà che comprende anche il turismo sessuale, lo sfruttamento sessuale dei minori, il traffico dei bambini dai paesi più poveri e i casi di pedofilia che avvengono all’interno delle stesse famiglie, per cui si può dire che, complessivamente, la pedofilia è un fenomeno che fa milioni di piccole vittime.

Oltre ai numeri inquietanti del fenomeno degli abusi sessuali su minori (158milioni nel mondo; 2 milioni indotti ogni anno nel mercato della pedocriminalità e produzione pedopornografica - dati ONU 2006 - e più di 260 mila i siti pedofili monitorati dalla Polizia Postale Italiane) due sono gli aspetti nuovi da sottolineare: l’aumento di associazioni pseudo-culturali di adulti che rivendicano il diritto di fare sesso con i bambini affermando che anche i più piccoli devono essere liberi di esprimere e di praticare la loro sessualità.

Una nuova e grave emergenza da fronteggiare è quella della pedofilia pseudo-culturale: su Internet si stanno diffondendo siti che descrivono la pedofilia come un’azione positiva, come manifestazione di amore verso i bambini. Il pedofilo, secondo gli "ideologi" di questa nuova e aberrante emergenza, non è il mostro che violenta un bambino, ma un uomo che ama il bambino e che desidera manifestare il suo affetto per lui anche con un rapporto sessuale.

E’ nuova e grave l’emergenza rappresentata dall’espandersi della pedofilia culturale. Aumentano quei siti che tentano di dipingere un volto pulito della pedofilia, abbozzandone una sorta di giustificazione filosofica. Non sono perseguibili, ma sono pericolosi: offrono auto-giustificazione; abbassano la consapevolezza di essere dei delinquenti; tolgono il senso di colpa che impedisce a molti di passare dal mondo virtuale all’adescamento e alla violenza. In Italia c'è stata già una prima condanna nel 2004 per apologia di delitto di pedofilia a 2 anni e 4 mesi (pena patteggiata).

E proprio con Internet, la pedofilia culturale ha trovato la sua totale e strutturata divulgazione. I dati in possesso a livello nazionale e internazionale, pur soffrendo di incompletezza e certezza statistica, a causa della trasversalità del fenomeno pedofilo, stimolano a una maggiore attenzione e a un significativo intervento istituzionale, politico e sociale. Timidamente e con fatica si cerca di far comprendere la perversa e insidiosa mentalità di questa nuova e grave emergenza. I numeri, i fatti e le vicende non soltanto danno ragione, ma incutono una seria preoccupazione. La lotta alla pedofilia non deve più essere soltanto repressiva, ha bisogno invece dell’azione preventiva, informativa e di un gravoso supporto di accoglienza delle vittime e di aiuto terapeutico agli abusanti. Inoltre bisogna elaborare un piano contro l’insidiosa cultura pedofila, ritenuta molto più pericolosa perché genera giustificazione e tolleranza e non sensi di colpa.

A pagina 50 del Primo Piano Nazionale di contrasto e prevenzione della pedofilia (promosso dal già Ciclope) si descrive così la nuova emergenza sociale: "Da più parti è denunciata la presenza di una forte lobby pedofila, ben radicata sia in Italia che all’estero, composta da comunità strettamente legate tra di loro ".

Ecco una sintesi dei dati, elaborati dopo un’intensa attività di analisi e di studi della pedofilia mondiale, fornita dall’associazione Meter e pubblicata in uno studio scientifico nel Nuovo Dizionario di Bioetica, ed. Elledici, a cura dell’Istituto di Bioetica e sessuologia presso la Pontificia Facoltà Teologica "S. Tommaso" di Messina:

  • 552 organizzazioni e associazioni di "rivendicazione dei diritti dei pedofili" (tra cui 12 italiane). Dal 1996 al 2007 sono aumentate vertiginosamente del 400%.
  • 3 associazioni religiose per "rielaborare una teologia del pedofilo";
  • 23 associazioni di donne pedofile "per manifestare universalmente l’amore alle bambine senza vergogna e con delicatezza";
  • oltre 500 Agepedo (sigla per agenzie di pedofili) che offrono consulenza e sostegno giuridico e psicologico ai pedofili;
  • 3 radio online per la pedofilia libera;
  • 3 database online di studi e ricerche per l’accettazione della condizione dei pedofili e del loro orientamento sessuale e l’esplicitazione dello stesso;
  • 5 siti cartoons di produzione e divulgazioni per pedofili;
  • 4 riviste pedofile internazionali;
  • 5 libri scritti dalle organizzazioni scaricabili online;
  • 2 siti specializzati per la produzione e la vendita di magliette, gadget, banner pro causa pedofila;
  • 1 agenzia di stampa per la pedofilia;
  • 3 celebrazioni annuali per l’orgoglio pedofilo e la "giornata del boylove day";
  • 5 portali "madre" di raccolta nuovi adepti;
  • 5 Chat e Webring

Questi i parziali numeri e dati di associazioni e di siti pedofili, redatti da singoli che promuovono la causa pedofila che, in 12 anni, dal 1996 al 2007, hanno avuto una crescita esponenziale del 400%. Sono uno spaccato inedito e inusuale su come il forte "corporativismo pedofilo" è vivo e vegeto e risulta insidioso. Non a caso si appellano con i più svariati nomi: "Puellula", "DPA", "Il volto umano della pedofilia" (Il sito è stato denunciato all’FBI, Interpol e Compartimenti Polizia Postale di Palermo e Roma il 02/08/2003, il giorno dopo la sua comparsa in Internet. Gli autori, dichiaratisi pedofili, hanno diramato un comunicato stampa. Varie sono state le proteste internazionali). Il sito Fronte Liberazione dei Pedofili, negli anni scorsi oscurato, è ricomparso online ed è stato denunciato l’11 luglio 2003 alla Polizia Australiana, al Ministro dell’Interno e alla Polizia Postale di Roma e Palermo.

Questi siti rivelano che menti raffinatissime con forti relazioni con le stratificazioni criminali nutrono questa ideologia e struttura perversa. Esistono siti dove vengono esaltati criminali come Oskar Dirlewanger, un SS nazista con il rango di Obersturmfuhrer, definito nella biografia ufficiale pubblicata sul sito olocausto.org, "uno dei prodotti più sanguinari di un regime inumano. Nel 1934 venne accusato di aver abusato sessualmente di una bambina e condannato a due anni di prigione. Si macchiò di crimini, stragi e saccheggi di inaudita violenza e brutalità". E un sito dove si esaltava questo criminale nazista è stato denunciato all’FBI, Interpol e Polizia Postale di Roma e Palermo il 28 agosto 2003 (dal Dossier Fides, Occhi di orchi, 2005).

La lobby pedofila culturale (nel mondo) ha adottato dunque la strategia della "promozione dei loro diritti e della loro naturale tendenza di attrazione e affettiva e sessuale nei confronti dei bambini" come l’ultimo tassello della rivoluzione sessuale, come l’ultimo tabù da sconfiggere: "perché i bambini hanno il diritto a vivere la propria sessualità e possono decidere di viverla con chi vogliono". E per fare tutto questo le strategie propagandistiche sono innumerevoli e subdole. I numeri presentati sopra dimostrano che il mondo della pedofilia ha una struttura ben organizzata e connessa con chi attua la pianificazione politica, culturale e ideologica. L’impunità li ha spinti anche a uscire allo scoperto: in rete, per la prima volta si presentano con nome e cognome.

La pedofilia come orientamento sessuale

C’è chi ha avanzato certezze sulla pedofilia non più malattia, ma soltanto orientamento sessuale, uno status di diritto. Tutto questo, è ovviamente, normalizzazione, o tentativo di normalità, del fenomeno e della pedofilia. Il tentativo di normalizzare la pedofilia passa dall’accettazione culturale del seguente concetto: i pedofili non sono nemici dei bambini, anzi, possono fare il loro bene.

Si tratta di una nuova emergenza che si aggiunge a quella della pedofilia attiva e della pedopornografia online che coinvolge ormai bambini in tenera età, talvolta neonati. Nuove emergenze sociali che in alcuni casi sono risultati emergenze criminali, i cui risvolti sono estremamente pericolosi e destabilizzanti.

In tutto questo contesto si inserisce l’appello lanciato il 31 maggio dall’Associazione Meter onlus di don Fortunato Di Noto affinchè si elabori un un patto politico (e sociale) e giuridico nazionale e internazionale contro la pedofilia e la sua ideologia. Per denunciare e condannare chi abusa, sfrutta e violenta i bambini. Per additarlo al mondo come un criminale che con i suoi acquisti – o, peggio ancora, i filmati autoprodotti – alimenta un business illegale che non esita a violentare fino a uccidere bambini da pochi giorni a 12 anni d’età acquistati per pochi dollari e "attori" virtuali di filmetti scaricati online al prezzo di centinaia di dollari. Per sbugiardare presunti "pensatori" e lobbies che ritengono la pedofilia una nobile tradizione culturale, mascherando lo squallore del sesso praticato su un bambino innocente.

L’IDEA - La proposta nasce da una considerazione sull’ennesima iniziativa pedofila, l’International Boylove Day. Si tratta di una manifestazione che ogni anno, il 24 giugno, intende celebrare con varie iniziative (dalla produzione di volantini a idee per festeggiare in intimità con il proprio piccolo amante) la giornata dell’amore con un bambino. Quest’appuntamento è giunto alla decima edizione, e ancora una volta i pedofili si stanno organizzando per celebrare questa delirante ricorrenza. In effetti non c’è una vera e propria presa di coscienza su quest’evento, che ha come base un portale internet bloccato più volte dalla Polizia postale e delle comunicazioni italiana e tuttavia ancora accessibile. Nato nel 1998 da un’idea di un gruppo di pedofili a livello internazionale (sostenuto anche da pedofili italiani), quest’anno l’incredibile manifestazione si presenta, sfacciatamente, ancora una volta alla ribalta dell’opinione pubblica mondiale.

L’IDEOLOGIA- Alla base dell’amore pedofilo c’è un programma facilmente ravvisabile nelle richieste dell’NVD, il partito olandese dei pedofili presentatosi vergognosamente alle elezioni nazionali nel 2006. Questo perché il giudice H. Hofhuis, investito della questione dai ricorsi di decine di cittadini e organizzazioni per la difesa della famiglia, ha giustificato la presenza di questa formazione politica "in nome della libertà di pensiero". In particolare, il programma dell’NVD mirava e continua a promuovere ad abbassare l’età del consenso per gli atti sessuali a sei anni soltanto per bambini e bambine, permettendo così di fare liberamente sesso con piccoli indifesi, stuprati e abusati. Del resto, non è la prima volta che chi viene sorpreso in questi atti reagisce sostenendo che tanto la vittima dimenticherà in fretta e non succederà niente: non è vero, le ferite restano per sempre nella psiche del bambino abusato o violentato. Ma per presentare la pedofilia come un fenomeno culturale, le lobby pedofile non mancano di proporre il loro messaggio con un proliferare di siti Web e radio via internet, tutte aperte "in nome della libertà di pensiero", che trasmettono i loro messaggi 24 ore su 24. Non esiste, a tuttoggi, una presa di posizione forte e netta da parte di intellettuali e pensatori veri contro un gruppo di criminali che chiedono solo la libertà di compiere violenze intollerabili sui piccoli.

Infine, tengo a precisare che, fin da quando ero Assessore Regionale in Sicilia, Don Fortunato Di Noto è stato sempre al mio fianco come consulente, oltre ad essere una delle persone a me più care.

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