Venerdì, 13 Dicembre 2019

 

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Incontro con FEDERFARMA

L’On.le Alessandro Pagano e il Dott. Raimondo Torregrossa hanno incontrato nella sede della FEDERFARMA la Federazione dei Farmacisti della Provincia di Caltanissetta ed hanno accettato le proposte di ammodernamento del servizio farmaceutico per la nuova legislature.

SINTESI

Le farmacie sono state oggetto negli ultimi tempi di forti polemiche che hanno reso difficile un dibattito serio e costruttivo sulle proposte per migliorare il servizio offerto ai cittadini, che è il vero nocciolo del problema.

 

Il Ministro della salute ha istituito un tavolo (di confronto dal quale sono emerse alcune proposte serie e costruttive per rendere più moderno, efficiente e flessibile il servizio farmaceutico.

Tali proposte costituiscono un‘alternativa all’ipotesi devastante di consentire la vendita di medicinali con ricetta medica nei supermercati e nelle parafarmacie, che stravolgerebbero un sistema che oggi funziona, pur avendo sicuramente bisogno di alcuni interventi di ammodernamento.

Le farmacie sono pronte a rinnovarsi e ad adeguare la propria attività alle nuove esigenze dei cittadini, dello Stato e delle Regioni, fornendo anche nuovi servizi di alto valore professionale e sociale, soprattutto alle categorie più deboli (come gli anziani). E’ necessario, però, evitare derive liberiste troppo radicali che non farebbero altro che favorire un approccio prettamente commerciale, poco attento alle esigenze di salute e dì assistenza dei cittadini.

UNA NUOVA FARMACIA PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DEL CITTADINO

Ciò non significa che il sistema non debba essere rivisto e corretto, individuando ed eliminando le carenze, in modo da garantire al cittadino un servizio ancora più efficiente, capillare e di elevata qualità.

Una serie di proposte per ammodernare il servizio offerto dalle farmacie era stata formulata dal tavolo tecnico istituito dal Ministro della salute Livia Turco e al quale avevano partecipato, oltre a Federfarma in rappresentanza delle oltre 16.000 farmacie private, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e l’Assofarm, in rappresentanza delle 1.400 farmacie comunali.

Tali proposte, illustrate più avanti, erano confluite in un emendamento del relatore, senatore Banti, all’articolo 2 del disegno di legge Bersani-ter (la cosiddetta terza lenzuolata di liberalizzazioni) e costituivano l’alternativa all’ipotesi devastante di consentire la vendita di medicinali con ricetta medica nei supermercati e nelle parafarmacie. ipotesi che non trova riscontro in alcun Paese europeo.

L’emendamento a firma Banti aveva trovato il pieno consenso sia della maggioranza che dell’opposizione, ma la fine anticipata della Legislatura ne ha impedito l’approvazione da parte del Parlamento.

I RISCHI DI UNA DEREGOLAMENTAZIONE SELVAGGIA

L’ipotesi di consentire la vendita di medicinali con ricetta medica al di fuori della farmacia, se attuata, determinerebbe lo smantellamento del servizio farmaceutico, in quanto consentirebbe di aprire esercizi farmaceutici, autorizzati a vendere qualsiasi tipo di farmaco pagato dal cittadino, senza alcuna regola, con una sola comunicazione alle autorità competenti, in qualsiasi zona del territorio nazionale. In tal modo verrebbero messe in crisi le farmacie esistenti, in particolare quelle più piccole sia rurali che urbane, e il cittadino non disporrebbe più di un servizio capillare ed efficiente come quello attuale.

Non si tratterebbe cioè di un puro e semplice ampliamento delle liberalizzazioni già attuate (riguardanti la vendita di farmaci senza ricetta negli esercizi commerciali), che hanno determinato effetti positivi in termini di risparmio a favore dei cittadini grazie agli sconti praticati da supermercati, parafarmacie e farmacie. Si tratterebbe di uno stravolgimento di un servizio che oggi funziona e che ha bisogno semmai di un intervento di ‘manutenzione".

LE PROPOSTE PER MIGLIORARE IL SERVIZIO

Le misure contenute nell’emendamento Banti che Federfarma intende riproporre al prossimo Governo e al Parlamento, garantirebbero:

• una presenza delle farmacie in tutti i luoghi nei quali ne esiste un’effettiva necessità (periferie di recente costruzione, frazioni di una certa consistenza, aeroporti, stazioni, nodi autostradali, centri commerciali);

• un ancor più agevole accesso al farmaco e ai servizi offerti dalla farmacia mediante una maggiore flessibilità degli orari di apertura;

• nuove e concrete opportunità per i laureati in farmacia;

• una maggiore facilità di accesso ai medicinali per i piccoli disturbi, vendibili da diversi operatori (farmacie, supermercati, altri esercizi commerciali) a prezzi concorrenziali.

A proposito di quest’ultimo obiettivo, va sottolineato che la presenza obbligatoria del farmacista negli esercizi autorizzati a vendere medicinali senza ricetta medica ha limitato fortemente l’accesso di nuovi operatori nel settore e la possibilità di praticare prezzi convenienti, in quanto la modalità di vendita assistita, poco adatta alla Grande Distribuzione, produce costi rilevanti, non compensati dalle vendite.

Appare. quindi, opportuno eliminare tale obbligo, mantenendo le altre limitazioni previste (reparto separato, divieto di promozioni e di vendita sottocosto). In tal modo, oltre ad ampliare l’offerta di medicinali senza ricetta, in linea con quanto avviene negli altri Paesi, si differenzierebbe nettamente la farmacia dagli esercizi commerciali, evitando una confusione di ruoli che spesso disorienta i cittadini.

UNA NUOVA CONVENZIONE PER GARANTIRE NUOVI SERVIZI

Oltre a rinnovare le regole che garantiscono lo svolgimento del servizio farmaceutico è necessario anche rivedere i termini dell’accordo tra farmacie e SSN, la convenzione farmaceutica nazionale, risalente al 1998 è scaduta da anni.

Il rinnovo della convenzione consentirebbe di definire i nuovi servizi che le farmacie possono offrire ai cittadini, andando incontro ai bisogni di una popolazione che invecchia e che spesso ha difficoltà, per problemi propri e per le inefficienze della pubblica amministrazione, ad accedere ad alcune prestazioni del SSN (assistenza domiciliare, esami diagnostici dì prima istanza, prenotazioni di visite specialistiche, ecc.).

Al fine di garantire un’offerta omogenea di tali nuovi servizi sul territorio è necessario assicurare forme di sostegno alle piccole farmacie che, anche a seguito della concorrenza derivante dalla liberalizzazione della vendita di farmaci senza ricetta, rischiano di non essere più in grado di garantire un servizio efficiente.

Per consentire un rapido rinnovo della convenzione farmaceutica è indispensabile un intervento normativo che chiarisca definitivamente che 1a competenza in materia di rinnovo di tale convenzione fa capo alla SISAC (Struttura interregionale sanitari convenzionati), struttura che già si occupa della convenzione dei medici di medicina generale.

RAPPORTI CON L’EUROPA

La Commissione Europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia con l’accusa avere una normativa sul servizio farmaceutico non in linea con il diritto comunitario. Il nodo critico è la proprietà della farmacia che, secondo la Commissione, dovrebbe essere consentita anche a soggetti che or sono farmacisti, cioè a società di capitali, anche al fine di consentire la costituzione di catene di farmacie di proprietà di grandi gruppi multinazionali.

I Governi succedutisi dal 2001 a oggi hanno sempre difeso la normativa italiana, sostenendo,

giustamente, che la proprietà della farmacia da parte di farmacisti è una garanzia per i cittadini, che

vedono così meglio tutelato il proprio diritto alla salute dal rischio che prevalgano interessi commerciali.

Sulla stessa posizione dell’Italia sono altri Paesi europei, come Germania, Francia. Spagna. Austria, Grecia, e Polonia, tutti interessati a mantenere la propria competenza nazionale in materia di tutela della salute e ad avere un servizio farmaceutico indipendente e vicino alle esigenze dei cittadini, più che dei grandi gruppi economici.

Federfarma auspica che il nuovo Governo voglia continuare a difendere il modello professionale di farmacia di fronte alle accuse della Commissione Europea.

CONTROLLO DELLA SPESA FARMACEUTICA

La spesa farmaceutica convenzionata è l’unica voce del bilancio sanità totalmente trasparente e pienamente sotto controllo (nel 2007 è rientrata ampiamente nel tetto previsto del 13% della spesa sanitaria). Lo stesso non può dirsi per altri capitoli come la spesa per farmaci acquistati da ASL e ospedali, della quale non si conosce né l’entità né la composizione qualitativa, non si sa cioè quanti e quali farmaci sono stati acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche e a quale prezzo.

La trasparenza della spesa farmaceutica convenzionata è assicurata dai dati delle ricette che da anni ormai le farmacie trasmettono gratuitamente all’Agenzia del Farmaco e alle Regioni, dati grazie ai quali è possibile monitorare in tempo reale l’andamento della spesa e dei consumi di farmaci erogati dal SSN.

A fronte di questa situazione assolutamente chiara e ben monitorata, con la finanziaria 2008 è stato introdotto un sistema di finanziamento e di controllo della spesa farmaceutica estremamente complesso, con profili di iniquità nei confronti di alcune categorie di operatori.

Le farmacie, in particolare, in caso di sforamento, sarebbero chiamate a pagare una quota ingente del relativo ripiano, pur non essendo responsabili dell’aumento di spesa, anzi collaborando al suo contenimento con vari strumenti (sconto al SSN. generici, fornitura di tutti i dati dei farmaci erogati, accordi regionali per la distribuzione di particolari categorie di farmacie).

Non solo, ma le farmacie, in assenza di dati precisi sui farmaci distribuiti direttamente dalle strutture pubbliche, rischiano di dover pagare anche uno sforamento di spesa determinato da farmaci che non transitano per le farmacie stesse, in quanto sono consegnati ai cittadini direttamente da ospedali o ASL.

Il sistema va, quindi, rivisto, individuando, innanzitutto, strumenti di contenimento della spesa che impediscano lo sforamento e, in caso questo si verifichi comunque, forme di recupero che colpiscano in misura equa e proporzionata i soggetti responsabili.

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