Fino al 2004
E al simposio sui teatri antichi spunta Baglioni
E al simposio sui teatri antichi spunta Baglioni
Mercoledì 13 Ottobre 2004 10:04
(Tratto da "Giornale di Sicilia") - Sono ventidue i Teatri Antiche in Sicilia, fruibili solo sei: Segesta, Tindari, Taormina, Siracusa, Palazzo Acreide e Morgantina. Eppure i teatri antichi, come sostiene l'assessore regionale ai Beni culturali e ambientali e alla Pubblica istruzione, Alessandro Pagano, fanno parte del Dna della Sicilia, assieme a mille altre forme d'arte, dai manufatti arabi a quelli barocchi. Vanno curati quelli già ammalati, conservati in salute quelli - pochi - senza problemi.
Su questo argomento si discuterà da oggi fino a domenica a Siracusa, durante il convegno internazionale dal titolo Teatri antichi nell'area del Mediterraneo. Conservazione programmata e fruizione sostenibile, organizzato dal Centro regionale per la progettazione e il restauro. Lo scorso anno il primo appuntamento con La materia e i segni della storia aveva avuto come sede Piazza Armerina: al centro dell'attenzione, ovviamente, i mosaici. Quest'anno tocca a Siracusa. E ai teatri.
Mosaici e teatri costituiscono uno strato comune della cultura mediterranea, trovare delle linee-guida di manutenzione e fruizione, a cui facciano riferimento tutti i Paesi del bacino mediterraneo, è un intervento preventivo che dovrebbe evitare nodi difficili da dirimere come quello che tiene in catene la Villa del Casale, assediata dalle parole mentre le tessere si staccano. «La valorizzazione dei teatri e di tutto il nostro patrimonio – ha spiegato Pagano - confluisce nel grande bacino del turismo intelligente, colto. Un modo per ampliare l'offerta culturale da portare avanti con l'assessore al Turismo, Fabio Granata». Ma i problemi sono tanti i più complessi? L'uso e, all'opposto, il disuso di questi siti che la storia ci ha consegnato. «Vogliamo sviluppare legami con i Paesi dell'area mediterranea - spiega Guido Meli, direttore del Centro – per arrivare a modelli comuni di manutenzione e sviluppo. I restauri non sono mai nobili, quando occorrono, il danno è già fatto. Redigeremo una "Carta di Siracusa". cioè uno strumento di lavoro comune. Abbiamo inoltre l'intenzione di sottoporre al ministero degli Esteri un progetto di partenariato tra i teatri». Per Pagano si va oltre: «Sono incontri con un'ambizione scientifica, dai criteri di valutazione per la definizione di standard di sostenibilità dell'attività teatrale, alle linee per uno sviluppo locale incentrato sull'utilizzo dei teatri antichi». Un programma intenso di incontri che porterà a Siracusa esperti del settore ma anche registi e scenografi per un confronto a più voci. Tra gli ospiti meno accademici c'è un neoarchitetto, più conosciuto come cantautore e gran fruitore di teatri: Claudio Baglioni.





