Lunedì, 19 Novembre 2018

 

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La tutela

La riconsegna di due tele del 1600 trafugate nel 1997 a Piazza Armerina

Sono state riconsegnate alla chiesa di San Pietro due importanti tele del 1600, trafugate a Piazza Armerina nel 1997.

In Italia, in 35 anni, sono stati rubati quasi un milione d’oggetti d’arte, la maggior parte dei quali trafugati da chiese e luoghi di culto.

L’operato dei Carabinieri che si occupano della tutela del Patrimonio culturale in Sicilia ed è diventato fondamentale. Il recupero e la restituzione alla città di queste due importanti tele è l’ennesimo successo di una vasta ed attenta azione di prevenzione e di tutela del patrimonio ecclesiastico delle diocesi siciliane che, da decenni, vedono depredate le loro ricchezze storico e artistiche. Con i Carabinieri esiste la massima collaborazione perché abbiamo entrambi il duplice scopo di proteggere e salvaguardare le perle naturali della nostra Isola e di reperire opere d’arte di notevole interesse storico che rappresentano la nostra storia e sono il nostro fiore all’occhiello.

Convenzione per la tutela tra Carabinieri e Corpo Forestale

Il Corpo Forestale vigilerà sui nostri beni culturali affiancando, nella loro opera di prevenzione e di contrasto all’illegalità, i Carabinieri del nucleo tutela del Patrimonio culturale della Sicilia che tanti successi hanno ottenuto in questi anni. Il 90% del territorio dove si trovano i nostri siti archeologici è sotto il controllo del Corpo Forestale che ora combatterà fianco a fianco con il Nucleo Tutela dei Carabinieri per contrastare l’avidità dei "tombaroli", che da decenni saccheggiano i nostri preziosi giacimenti archeologici. Il danno è tangibile, anche perché tali reperti rivestono una grande importanza scientifica: questo coordinamento potrà alzare il livello di guardia sulla legalità e sulla sicurezza e farà drasticamente ridurre il numero delle violazioni commesse in Sicilia in questo settore.

La prima Soprintendenza del Mare per valorizzare i tesori del Mediterraneo

L’apertura in Sicilia della prima Soprintendenza del Mare d’Italia è stato un evento molto atteso perché ci consentirà di tutelare, gestire e valorizzare meglio la cultura del nostro mare che ha molto da raccontare e da restituire sul piano archeologico. Questa struttura, adeguatamente utilizzata e lavorando in sinergia con le altre Soprintendenze e con il contributo delle forze dell’ordine che agiscono in mare, potrà diventare il punto fermo della ricerca scientifica, del controllo contro i saccheggi, e della valorizzazione delle enormi testimonianze sottomarine che sono racchiuse nel Mediterraneo.

La possibilità di recuperare i tesori del nostro mare è solo uno dei nostri obiettivi. Infatti, grazie alla Soprintendenza del Mare, la Sicilia potrà svolgere ancora di più il suo ruolo naturale di ponte con i paesi più vicini del Mediterraneo ma, allo stesso tempo, si farà portavoce di quella identità culturale, fortemente legata al mare, che è nel nostro Dna e che può rappresentare un grande momento di sviluppo guardando ad un futuro in linea con la nostra memoria storica e con un’offerta naturale, architettonica ed archeologica unica al mondo.

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