Sabato, 11 Luglio 2020


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Inaugurazione della mostra

E’ tutto pronto per l’inaugurazione della mostra "Aromaterapia, maioliche da farmacia e d’uso privato – Le collezioni di Palazzo Abatellis", che avverrà a Palazzo Abatellis, Galleria Regionale della Sicilia, venerdì 21 ottobre alle ore 18. La mostra si giova esclusivamente delle prestigiose collezioni ceramiche di Palazzo Abatellis poco note al gran pubblico e soltanto in parte indagate dagli studi.

Il progetto, sulla base di una ricca e interessante esibizione di preziosi reperti custoditi nei depositi del Museo palermitano, propone al pubblico degli estimatori una visione allargata della materia che si sofferma sul contesto della bottega d’aromateria in cui le maioliche vennero utilizzate non soltanto come contenitori di farmaci, ma come simbolo del prestigio di cui godeva l’arte antica e misteriosa dello speziale, approdata in occidente attraverso i contatti intercorsi tra la Sicilia e l’Oriente, in particolare con il mondo arabo.

"La mostra che si inaugura domani – ha affermato l’assessore regionale ai Beni Culturali Alessandro Pagano - è un appuntamento prestigioso, che testimonia della straordinaria vitalità del settore in Sicilia e del forte rapporto affettivo che lega intensamente i siciliani alle memorie storiche e alla loro identità culturale. L’esposizione, che illustra un tema di grande rilevanza culturale, è una raccolta di stupende maioliche antiche, esposte in un percorso didattico di grande valore scientifico e di immensa suggestione, che consente di cogliere appieno il senso dell’intuizione che ci ha portato a individuare in Identità e Futurol’equazione sulla quale costruire un sistema virtuoso di sviluppo e di rispetto per le nostre tradizioni culturali".

La scelta espositiva si articola nella presentazione di un congruo numero di reperti siciliani e d’importazione selezionati per luogo e periodo di fabbricazione, organizzati in una prospettiva d’indagine che, partendo dall’esegesi delle singole opere, approdi alla funzione da esse esplicata nel loro insieme all’interno dell’apoteca, presidio sanitario e nel contempo emblema culturale, unico luogo laico a disporre di immagini e segni evocativi a beneficio di un pubblico, in gran parte analfabeta, aduso all’apprendimento orale rafforzato dal linguaggio iconografico.

"Con la mostra di maioliche della sua ricchissima collezione – ha affermato Vincenzo Abbate, Direttore della Galleria Regionale della Sicilia - più volte sollecitata in questi ultimi anni e oggi finalmente realizzata grazie alla sensibilità e alla disponibilità dell’Assessorato e del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Educazione Permanente, la Galleria Regionale della Sicilia conclude tutta una fase di lavoro concernente in generale, nell’arco di più di un decennio, la conoscenza e la catalogazione delle raccolte interne, finalizzandolo - attraverso lo studio scientifico e la ricerca (anche d’archivio) - spesso alla ‘ri-considerazione’ di quei contesti che, poi, lungo il corso dei secoli nel rapporto inscindibile tra committente ed esecutore, immettono tout-court l’opera e l’oggetto d’arte in rapporto con la società; ma soprattutto alla ‘ri-configurazione’ dei nuclei storici di tali collezioni così indispensabili all’approfondimento delle origini e del progresso di quella gloriosa istituzione che a partire dall’Ottocento fu il Regio Museo Nazionale di Palermo e da cui trae origine l’intero sistema museale cittadino".

Oltre all’organizzazione fisica di una bottega di speziale, filologicamente ricostruita sulla scorta delle testimonianze archivistiche e con l’impiego di mobili originali reperiti nei depositi del Museo, la mostra prevede la ricognizione di due aromaterie rinascimentali attraverso la pubblicazione di mappe e documenti d’archivio relativi ad inventari inediti e, in particolare, alle carte di due insigni operatori palermitani, Giovanni Alojsio Grillo attivo, alla fine del ‘500 nell’odierna via dei Coltellieri alla Vucciria, e Nicolò Gervasi figura poco nota di sperimentatore, con bottega nella piazza di Ballarò, scomparso nell’ultimo decennio del ‘600. La pubblicazione della sua ricca biblioteca nel catalogo, corredato di numerose immagini a colore fornite di schede illustrative, costituisce, per la sua recente acquisizione, un apporto testimoniale di non trascurabile portata negli studi connessi alla scienza ermetica e spagirica alla quale le realizzazioni ceramiche ipotecarie si legano per le forme che le caratterizzano e, più profondamente, per le figurazioni che espongono.

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