Giovedì, 09 Luglio 2020


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Minori e TV: il problema della tutela dei minori

"Non si può certo negare che al giorno d’oggi tutti considerano la tivù un elemento determinante della società. Ormai, quando si entra in casa, con la stessa meccanicità con cui si accende la luce, si accende anche il video. In Italia, risultano abbonate alla tivù oltre 16 milioni di famiglie, ossia il 94% dei cittadini. Le statistiche dicono anche che i bambini fino a 14 anni sono gli utenti più assidui del mezzo televisivo, con un’esposizione giornaliera di circa 3 ore.

Come il consumo delle droghe provoca la tossicodipendenza, così la televisione induce a una sorta di video-dipendenza: e così il telespettatore minorenne resta davanti al video abituandosi a subire passivamente. La TV diventa una sorta di baby-sitter elettronica, il centro di attrazione e il regolatore della vita familiare nei suoi ritmi e perfino nelle sue scelte. Non bisogna meravigliarsi, quindi, se il 44% dei bambini italiani in età pre-scolastica ha affermato di preferire la compagnia del televisore a quella dei propri genitori. La televisione è diventata il sotterfugio comodo per non dover affrontare né risolvere i problemi della vita familiare".

Questi dati sono stati illustrati stamattina dall’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Alessandro Pagano, nel corso del convegno "Minori e TV, il problema della tutela", organizzato a Palazzo dei Normanni dal Corecom (Comitato Regionale sulle Comunicazioni) su iniziativa del consigliere dell’organismo, Giulio Cusumano, che ha avuto per tema il rapporto tra il mezzo televisivo e i bambini.

"Il 68% dei teleutenti accusa la televisione di essere una pattumiera di volgarità – ha continuato l’assessore Pagano -. Secondo un’indagine statistica, effettuata dal CENSIS per conto della RAI, risulta che solo il 24% degli italiani ritengono la TV una valida fonte d’informazione mentre in fatto di formazione dei giovani, solo il 2,5% dei genitori si fidano degli orientamenti educativi forniti dal mezzo.

Ma i fenomeni più inquietanti – ha concluso l’assessore Pagano - riguardano la violenza, la volgarità e il sesso: secondo una ricerca, il 50% dei programmi televisivi italiani contiene almeno uno di questi argomenti, a cominciare dai film e dai telefilm, fino ai programmi d’informazione e perfino nei cartoni animati. Ma, se la televisione, è un mezzo da usare con attenzione, anche la famiglia deve dare il buon esempio promuovendo un’inversione di tendenza che favorisca la riscossa dei principi e dei valori morali. I genitori hanno un ruolo fondamentale così come deve averlo la scuola a patto che sappia capire i giovani, offrendo loro un percorso formativo globale che fissi punti di riferimento sostanziali, oggettivi, il più possibile sicuri e forti. I docenti svolgono un ruolo importante perché devono inculcare il senso del bene comune e del dovere trasferendo nei ragazzi la capacità di sapere vivere seguendo gli ideali e i buoni sentimenti".

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