Giovedì, 09 Luglio 2020


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Sono 51 i deputati regionali che si asterranno dal voto sui referendum

Sono 51 i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana che si asterranno dal votare domenica 12 e lunedì 13 giugno per i referendum abrogativi della legge 40 del 2004 in materia di procreazione medicalmente assistita. L’assessore regionale ai Beni Culturali, Ambientali e alla Pubblica Istruzione Alessandro Pagano, nel corso di una conferenza stampa svoltasi questa mattina alla sala rossa di Palazzo dei Normanni, ha illustrato i motivi della astensione ai referendum, alla quale hanno aderito oltre la metà dei deputati di Sala D’Ercole.

Ha affermato l’assessore Pagano - che la maggioranza dei deputati dell’Ars si è schierata dalla parte dell’astensione. Non è vero che la legge 40 del 2004 in materia di procreazione medicalmente assistita è una legge cattolica. Se, infatti, vi fosse una legge cattolica riguardante questo argomento, questa non avrebbe permesso neanche la fecondazione omologa alla quale la Chiesa si oppone. Invece questa è una legge equilibrata e da più parti indicata come la migliore d’Europa: una legge laica che autorizza la fecondazione artificiale e la regola in nome del bilanciamento dei diritti delle donne, della scienza e degli embrioni umani concepiti in provetta.

Questa legge ha sicuramente ribadito dei punti fermi sulla dignità della persona umana e sulla questione dell’importanza della vita ai suoi primi stadi, e ha fissato delle regole e dei paletti che pongono fine al disordine che in materia ha regnato negli ultimi trent’anni in Italia. Esistono mille motivi per non andare a votare al referendum che vorrebbe cancellare i risultati ottenuti con questa legge. Sono motivazioni che affondano le radici nella medicina e nel diritto, nell'etica e nel buon senso. Innanzitutto mi chiedo come mai i promotori del referendum non abbiano aspettato di vedere la concreta attuazione di questa legge, che deve ancora produrre i suoi effetti nel lungo termine".

"Questa legge, infatti, rappresenta un grande passo avanti che riguarda innanzi tutto il diritto naturale, tanto che contro la lobby della procreatività anarchica si sono schierati anche tanti atei e agnostici di buon senso. Dal pioniere della bioetica, l'ateo Daniel Callahan, a Judy Norsigian, storica femminista americana, o per restare in Italia, Giuliano Ferrara e Oriana Fallaci, certamente non dei cattolici praticanti. Il fronte referendario sta esagerando, se è vero come è vero, che è stato proposto dai gruppi anticlericali di portare in chiesa il "registratore" per "smascherare" i parroci che annunciano il pensiero della Chiesa e segnalarne i nomi attraverso un apposito sito internet quasi come una moderna lista di proscrizione: siamo di fronte ad un grande attacco alla libertà religiosa.

Un altro falso messaggio – ha continuato l’assessore Pagano - è quello secondo il quale l'abolizione della legge 40 darebbe il via ad una ricerca risolutiva per un elenco sterminato di malattie. Questa tesi è smentita dalla scienza seria e non ideologica, come sostiene tra i tanti il prof. Angelo Vescovi, luminare della ricerca sulle cellule staminali, scienziato illuminista e sicuramente non cattolico. Fare campagna elettorale dicendo falsità, creando attese e speranze in tanti malati, giocando sulla loro malattia, è il più sporco e malvagio comportamento che si possa immaginare. Bisogna quindi moltiplicare gli sforzi perché attraverso la scelta dell’astensione si ribadisca il no al contenuto dei quesiti referendari e all’uso distorto dei referendum in materia di fecondazione. L’astensione è prevista dalla Costituzione Italiana che ha previsto l’importanza e la legittimità del raggiungimento del quorum per abrogare una legge approvata nelle aule del parlamento nazionale. Il giorno del referendum, per ribadire la sacralità della vita e per testimoniare il mio impegno contro il far west della procreazione selvaggia, mi recherò a far visita a un disabile o a un bambino".

All’incontro di oggi erano presenti il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Guido Lo Porto, il capogruppo dell’UDC, Nino Dina, il capogruppo della Margherita-Democratici per la Libertà, Giovanni Barbagallo, il capogruppo di Alleanza Nazionale, Santi Formica, il deputato dell’UDC, Giusy Savarino ed il deputato della Margherita per L’Ulivo, Giovanni Manzullo.

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