Lunedì, 11 Dicembre 2017

 

 

 

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Convegno Nazionale Unione Giovani Dottori Commercialisti - "Tra economia e legalità: un equilibrio possibile. Il Dottore Commercialista quale garante dell'economia legale"




Sintesi dell’intervento dell’On. Alessandro Pagano
L’economia e il capitalismo stanno vivendo un momento di difficoltà perché i loro principali fattori si sono snaturati:
Imprenditore: non rischia più investendo direttamente, ma si affida ai FONDI, che ormai indirizzano e influenzano le politiche di un’azienda e perfino i loro utili.


Governo: nella competizione tra Stati pur di vantare il livello di PIL più alto, i Governi  “drogano” il PIL per risultare vincitori. 
PIL: le politiche per farlo crescere sono state dissennate perché non hanno tenuto conto della crisi demografica. 
Finanza: la crescita degli ultimi 20/30 anni è stata basata tutta sull’indebitamento. 
Crisi del principio di Sussidiarietà: non è più lo Stato che aiuta le famiglie, ma sono i risparmi delle famiglie che sostengono lo Stato.  
È cambiato il concetto di rischio: prima lo si calcolava a priori e in ogni caso era tenuto sempre sotto controllo, ora non è più così! 
Lavoro: è diventato un “bene scarso”; la disoccupazione è diventata un grave handicap.
Competitività di un Paese: si realizza quando i prodotti di un Paese hanno uno o più dei seguenti fattori:

1. bassi costi;

2. elevata qualità tecnologica;

3. sono “pezzi unici” (nel senso di beni o servizi unici);   

La crisi del capitalismo dovuta a tutti i motivi sopra elencati ci impone di ripensare le nuove regole.
La nuova Governance non può più essere centrata sugli strumenti finanziari ma sull’uomo, attualmente bistrattato dal nichilismo e dalle politiche  neo-malthusiane che lo ritengono un “mangia risorse”. La Governance pertanto non può prescindere dall’etica.

La dottrina economica insegna che i meriti del capitalismo sono tre:

-       consente l’impiego efficiente delle risorse disponibili;

-       determina una crescita integrale;

-       distribuisce la ricchezza.

Oggi però stiamo assistendo alla negazioni di tutti e tre questi benefici.
L’unica via che abbiamo innanzi è la lotta al debito attraverso politiche economiche di austerità. 
Dopo questa analisi di quadro, immagino che il nuovo ruolo dei dottori commercialisti nel momento storico attuale sarà rilevante, purchè gli stessi si sappiano superare alcune anomalie:

-         ci sono troppi fiscalisti.

-         ci sono pochi esperti di finanza in grado di gestire i rapporti tra le PMI e le Banche

-         ci sono pochi esperti nella gestione di patrimoni (ad esempio: chi gestisce oggi i beni confiscati alla criminalità organizzata, ad oggi ammontano circa 16 miliardi di euro?) ritengo altresì che il nostro Paese potrebbe trarre giovamento da una devoluzione di alcune competenze da parte dello Stato ai professionisti e in particolare ai professionisti che si occupano di economia e finanze, cioè i Commercialisti.

 

 

 

 

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