Sabato, 11 Luglio 2020


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Mostra archeologica Sikania ad Amburgo

Sarà inaugurata venerdì 13 gennaio, alle 18, all’Helms Museum di Amburgo, in Germania, la mostra "Sikania, Tesori archeologici della Sicilia centro-meridionale" promossa dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e Ambientali e alla Pubblica Istruzione e coordinata dal Servizio Archeologico della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, diretto da Carla Guzzone, in collaborazione con la facoltà di Scienza della Formazione dell’Università Degli Studi di Catania. La mostra, dopo il successo riscontrato nei mesi scorsi a Wolfsburg, resterà aperta fino al prossimo 19 marzo.

"Per la prima volta – ha affermato l’assessore regionale ai Beni Culturali ed Ambientali, Alessandro Pagano – sono presentati all'attenzione del pubblico europeo, in un contesto di sintesi complessiva, reperti di grande valore storico e qualità artistica provenienti dalla "Sikania", dal cuore cioè della Sicilia centro-meridionale. La Sikania è il centro geografico della più grande isola del Mediterraneo, anch’essa con posizione baricentrica rispetto alle vicende storiche che caratterizzarono il nostro mare nel mondo antico. La mostra racconta, dal punto di vista delle popolazioni indigene, la fase finale dell’età del Bronzo, quella del Ferro ed il consolidarsi in tempi storici dell’inculturazione greca. E’ questo il particolare momento di sintesi che definisce l’identità culturale delle comunità insediate sul territorio. Viene fuori una dimensione storico-culturale poco nota ed un’immagine della Sicilia antica di grande fascino e bellezza. La documentazione di ricerca ed i reperti archeologici in mostra sono curati esemplarmente dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta".

I reperti esposti (circa 150 tra esemplari ceramici, metalli e materiali vari, quali osso, avorio e ambra) provengono dai musei archeologici presenti sul territorio interessato, vale a dire il Museo Archeologico di Caltanissetta, il Museo Archeologico di Marianopoli, il Museo Archeologico Regionale di Gela, l’Antiquarium di Milena, e sono stati scelti tra quelli ritrovati a Sabbucina, a Vassallaggi, nella necropoli di Dessueri, a Polizzello, a Marianapoli e a Butera, tutti databili tra l’XI ed il VI secolo A.C. La mostra si avvale del supporto di prestigiose Istituzioni Museali locali, quali l'Helms Museum di Amburgo e dell'insostituibile opera di mediazione svolta dagli Istituti Italiani di Cultura di Wolfsburg e Amburgo diretti rispettivamente da Marcello Matera e da Maria Mazza, che hanno anche allacciato rapporti con gli istituti scolastici tedeschi per far sì che gruppi di studenti frequentino, nella prossima primavera per un mese, le scuole di Mussomeli e Caltanissetta: successivamente gli studenti siciliani ricambieranno la visita frequentando le scuole di Amburgo e Wolfsburg. Diverse ditte del territorio nisseno, nelle sale appositamente allestite del Museo, esporranno i prodotti tipici dell’entroterra siciliano con la speranza che possano essere allacciati rapporti commerciali con la Germania.

La scelta del tema si spiega con la ricchezza di spunti che si accavallano e si intrecciano all'interno dell'arco cronologico sopra definito, nel quale confluiscono e si evidenziano le persistenze egee in area sicana. Riconferme in tal senso emergono dalla recente ripresa degli scavi archeologici a Polizzello, cuore religioso della Sikania e sede di un vero e proprio santuario pansicano, dove non finiscono di sorprenderci la ricchezza e la qualità delle offerte e dei depositi votivi scoperti, in cui elmi bronzei, armi e ornamenti da parata si affiancano a statuette votive in bronzo e terracotta, a preziosi monili in ambra e in avorio, tutti materiali che potranno per la prima volta essere globalmente presentati ad un vasto pubblico, non solo strettamente locale ma europeo.

"La mostra si svolge in Germania – ha affermato la Soprintendente ai Beni culturali e Ambientali di Caltanissetta, Rosalba Panvini – perché è stato trovato, in una deposizione all’interno di un sacello del sito indigeno di Polizzello, un elmo cretese databile al VII-VI secolo A.C., che è l’unico manufatto di tale genere proveniente da una ricerca archeologica, ed è identico ad un altro elmo cretese, che non proviene da contesti di scavo ma da una collezione privata di Arkades, a Creta, ed è stato acquistato dal museo delle Arti e dell’Industria di Amburgo. Il recente ritrovamento di questo elmo, che risale allo scorso anno, dà ragione di credere che i cretesi si siano stanziati con nuclei di popolazioni non solo nell’area centro-meridionale della Sicilia, ma anche a Polizzello, e questo dato dà la certezza dei contatti intercorsi tra i sicani di questo periodo e Creta. Si è colta quindi l’occasione per presentare ad un palcoscenico internazionale anche altri oggetti che possano testimoniare, in virtù della propria originalità, il livello culturale delle popolazioni sicane dell’entroterra la cui vivacità artistica fu determinata anche dai contatti con le popolazioni transmarine e dalla capacità di rielaborare, secondo una propria visione, i modelli cui attingevano".

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