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Interpellanza 2/00835 concernente adozioni internazionali nella Repubblica Democratica del Congo. 6 Febbraio 2015

 

 

 


Primo firmatario: PAGANO ALESSANDRO

presentato da

PAGANO Alessandro

Destinatari

Ministero destinatario:

•             PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

•             MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

•             MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 06/02/2015

Venerdì 6 febbraio 2015, seduta n. 373

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della giustizia, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per sapere – premesso che:

le, già poste in evidenza lo scorso anno in occasione del volo di Stato con cui il Ministro Boschi ha permesso a 31 bambini di ricongiungersi con le famiglie adottive italiane, tornano a richiedere oggi la massima attenzione per via della necessità di chiarire la fondatezza di alcuni fatti gravissimi di cui si sono interessati le Autorità competenti e i media del Paese straniero in questione;

alcuni giornali italiani hanno infatti riportato, nei giorni scorsi, notizie della stampa estera (in particolare di un articolo del giornale «Le Potentiel» del 19 gennaio 2015) su un fatto accaduto nella città di Kinshasa presso un orfanotrofio denominato «casa famiglia Ange Gabrielle». In questo istituto, infatti, la sera del 29 dicembre 2014 alle ore 22, tre operatori inviati dalla Commissione per le adozioni internazionali hanno prelevato alcuni bambini congolesi, ancora residenti nel Paese straniero e adottati da coppie italiane;

di tale operazione si stanno occupando le Autorità locali competenti per le adozioni che ne hanno denunciato l'illegalità e hanno aperto un'inchiesta;

la gravità del fatto risiede nei danni procurati ai bambini e nel fatto che questa operazione, ordinata dalla Commissione italiana per le adozioni internazionali, potrebbe essere avvenuta in assenza di autorizzazioni delle autorità locali, e dunque in contrasto con le stesse leggi locali (fatto ancor più grave dal momento che le procedure di adozione internazionale sono state sospese in Congo nel mese di settembre 2013 da parte del Governo congolese proprio a causa di alcune irregolarità nella materia);

la conseguenza di quel blocco delle procedure – originariamente limitata ad un anno ma poi rinnovato nel settembre 2014 «fino a nuovo ordine» – è che, ad oggi, numerose famiglie attendono ancora di potere fare entrare in Italia i loro figli adottivi: risulta evidente che in questo quadro la vicenda del 29 dicembre 2014 assume particolare rilevanza rispetto alla politica internazionale in generale e, in termini negativi, rispetto all'intero sistema ed al modus operandi italiano in particolare;

in seguito alle riportate notizie di stampa, la Commissione per le adozioni internazionali ha pubblicato il seguente comunicato: «Adozioni in RDC: notizie false riportate dai media (20/01/2015). Con riferimento alle notizie riportate oggi da alcuni media riguardanti le procedure adottive in Repubblica Democratica del Congo, la Commissione per le Adozioni Internazionali precisa che si tratta di notizie false e calunniose strumentalmente fatte veicolare nel non mascherato tentativo di pregiudicare il positivo esito delle procedure pendenti in RDC e nel deprecabile intento di allarmare i genitori adottivi in attesa dei propri figli dal Congo. La Commissione conta sulla responsabilità degli enti operanti in RDC, che hanno già manifestato la loro posizione di appoggio all'operato della CAI nei comunicati di novembre 2014, affinché siano isolate inaccettabili e ingiustificate posizioni di pregiudizio degli interessi dei minori adottati dalle famiglie italiane. La Commissione conferma gli ottimi rapporti con le Autorità della RDC nel perseguire la tutela dei diritti dei bambini e, certa della piena consapevolezza e responsabilità dei genitori adottivi, conferma il massimo impegno e la massima fiducia nel positivo esito delle adozioni in Repubblica Democratica del Congo»;

in altre parole, la CAI ha contestato la veridicità dei fatti del 29 dicembre 2014;

da documenti provenienti dalle Autorità congolesi competenti in materia di adozioni internazionali, – e già noti alle Autorità italiane –, risulterebbe al contrario confermata la veridicità di quanto avvenuto alle ore 22 del 29 dicembre 2014 su ordine della Commissione per le adozioni internazionali italiana attraverso un ente autorizzato;

negli stessi citati documenti si dichiara che la CAI non ha contattato alcuna autorità della Repubblica Democratica del Congo sia per spiegare le ragioni della propria decisione sia per chiedere l'intervento delle Autorità locali per l'applicazione della decisione medesima;

inoltre, sempre nei documenti in questione, si dichiara espressamente di attendere che la Commissione per le adozioni internazionali italiane si rivolga a loro ufficialmente sui fatti citati;

ne deriva che il comunicato della Commissione per le adozioni internazionali italiane, nel contestare genericamente la veridicità delle notizie riportate dai media, risulterebbe contrario alla verità dei fatti poiché nega che essi si siano verificati;

i gravissimi fatti accaduti nella Repubblica Democratica del Congo hanno sicuramente determinato gravi ripercussioni sia sulla salute dei minori che nelle relazioni diplomatiche fra l'Italia e le Autorità locali, compromettendo i già delicati rapporti con il Paese;

la Commissione per le adozioni internazionali italiane dovrebbe dichiarare se di tali iniziative, siano state o meno preventivamente informate le Autorità diplomatiche italiane competenti nel Paese estero;

il comportamento della Commissione per le adozioni internazionali italiane che, a conoscenza dei fatti avvenuti, ha smentito categoricamente nel comunicato sopracitato che gli stessi si siano verificati definendoli «notizie false e calunniose» determina la necessità di un urgente approfondimento da parte del Governo –:

ove venga accertata la veridicità dei fatti esposti, quali misure il Governo intenda porre in essere al fine di affrontare e risolvere le conseguenze negative determinate dai medesimi;

quali eventuali azioni l'Esecutivo intenda porre in essere nei confronti dei responsabili dei fatti esposti in premessa.

(2-00835) «Pagano».

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