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Atto Camera concernente «regime dei minimi», applicabile agli esercenti attività d'impresa e arti e professioni in forma individuale. 22 Gennaio 2015, seduta n. 368

 

 

 

 

Risoluzione in commissione 7-00576,  presentato da  Pagano Alessandro


 

La VI Commissione,

premesso che:

l'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge di stabilità per il 2015 (legge n. 190 del 2014) ha innovato, a decorrere dal 1o gennaio 2015, il cosiddetto «regime dei minimi», ovvero il regime forfetario di determinazione del reddito da assoggettare a imposta sostitutiva, applicabile agli esercenti attività d'impresa e arti e professioni in forma individuale;

il nuovo regime fiscale agevolato sostituisce i previgenti regimi «di favore» in materia, costituiti dal regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo di cui all'articolo 13 della legge n. 388 del 2000, il regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all'articolo 27 del decreto-legge n. 98 del 2011, e il regime contabile agevolato di cui all'articolo 1, commi da 96 a 115, e comma 117, della legge n. 244 del 2007;

la nuova disciplina introdotta dalla legge di stabilità 2015, il quale opera come regime tributario naturale, prevede, in sostanza, che, entro un tetto massimo di ricavi e compensi variabile tra 15.000 e 40.000 euro in base all'attività esercitata, il reddito imponibile sia determinato in modo forfetario, applicando all'ammontare dei ricavi e compensi il coefficiente di redditività individuato a seconda del codice ATECO 2007 dichiarato: al reddito imponibile così ottenuto, una volta dedotti i contributi previdenziali obbligatori, viene applicata un'imposta sostitutiva dell'IRPEF, delle addizionali e dell'IRAP del 15 per cento; inoltre, per i contribuenti che avviino una nuova attività, il reddito imponibile è ridotto di un terzo per i primi tre anni di attività;

le predette norme della legge di stabilità introducono inoltre un regime di franchigia ai fini IVA, oltre a esonerare i contribuenti interessati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, nonché dall'obbligo di presentazione della dichiarazione IRAP e dall'applicazione degli studi di settore;

tale nuovo regime, pur costituendo una misura certamente positiva e condivisibile nei suoi elementi essenziali, non può tuttavia di per sé, nella sua attuale conformazione, rispondere adeguatamente all'esigenza, decisiva per le prospettive di rilancio dell'economia italiana e per l'avvio di una stagione di ripresa duratura tale da consentire finalmente al Paese di superare una crisi economica che ha determinato la perdita di oltre il 10 per cento del prodotto interno lordo in circa 5 anni;

nonostante gli elementi certamente positivi insiti nel nuovo regime, quali, in particolare, l'eliminazione del limite anagrafico dei 35 anni di età, l'innalzamento da 15.000 euro a 20.000 euro, rispetto al regime di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, della soglia massima di costi complessivi dei beni mobili strumentali, nonché l'estensione del nuovo regime anche ai soggetti operanti con l'estero, occorre infatti segnalare come esso presenti alcuni evidenti limiti, quali l'innalzamento dal 5 al 15 per cento dell'aliquota dell'imposta sostitutiva, e, soprattutto, la fissazione di limiti all'ammontare dei ricavi o compensi che, per talune categorie di contribuenti, risultano eccessivamente bassi (pari in alcuni casi a 15.000 o a 20.000 euro), per risultare effettivamente attrattivo ed efficace;

appare dunque evidente la necessità di intensificare gli strumenti di agevolazione tributaria in favore delle piccole e piccolissime attività imprenditoriali e professionali, compiendo innanzitutto un primo passo in questa direzione attraverso un intervento che aumenti l'incisività del regime dei minimi;

tale esigenza appare particolarmente urgente anche alla luce del progressivo incremento delle aliquote contributive pensionistiche relative ai lavoratori iscritti alla gestione separata INPS non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie già previsto a legislazione vigente, che inevitabilmente incrementerà la pressione fiscale complessiva su tali soggetti, aggravandone ulteriormente la condizione;

in tale contesto è necessario che il Governo adotti ulteriori iniziative legislative, o sostenga iniziative legislative parlamentari in materia, volte a incrementare l'efficacia agevolativa del nuovo regime dei minimi, superando una serie di limitazioni attualmente vigenti che ne riducono la capacità di sostenere un'importante fascia del tessuto economico nazionale, ovvero a introdurre strumenti di sostegno ancora più incisivi,

impegna il Governo

ad assumere o a favorire tutte le iniziative utili a rafforzare gli strumenti tributari per sostenere le piccole e piccolissime imprese e i professionisti, valutando a tal fine in primo luogo l'opportunità di estendere l'ambito di applicazione della disciplina tributaria dei minimi, innalzando in particolare i tetti massimi dei ricavi e compensi stabiliti per accedere a tale regime tributario agevolato, in un quadro di progressiva e concreta riduzione della pressione fiscale su tale settore dell'economia italiana.

(7-00576) «Pagano».

 

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