Domenica, 14 Luglio 2024


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Resoconto su intervento dl #tortura del 9 Aprile 2015

 

 

 

 

ALESSANDRO PAGANO. Presidente, questo provvedimento introduce un reato che non ci vede favorevoli.


 

Almeno questa era l'impostazione che sin dall'inizio abbiamo voluto dare, con una chiarezza esemplare. Ma il momento storico e una certa pubblicistica che ha cavalcato l'onda, secondo noi, strumentalmente dei fatti della Diaz ha fatto sì che il provvedimento arrivasse in Aula – non qui ovviamente, ma al Senato – e da qui la necessità di affrontare il tema.

  Non ci sono dubbi – e questa è una denuncia che facciamo, ma è noto, non ci stiamo inventando nulla, appartiene alle corde di tanti – che c’è un'ideologia forte, da un punto di vista culturale e anche di presenza nel Paese, che combatte le forze dell'ordine con chiarezza, non ne fa mistero. Taluni sono anche seduti in questo Parlamento e da qui la denuncia sociale che ci permettiamo di fare.

  Ma le forze dell'ordine sono cardine di un Paese civile. Non può esistere un Paese che abbia ambizioni di diventare o di essere tra i primi del mondo se non ha delle forze dell'ordine che sono non soltanto rispettate e tutelate, ma che hanno anche un decoro, da un punto di vista istituzionale, che deve essere garantito.

  Consentiteci di dire – parlo a nome del gruppo – che, talvolta, sentendo il dibattito di quest'Aula e leggendo il tenore di certi emendamenti, tutto questo non traspare e tutto questo ci dà preoccupazione, visto che questo è il Paese dove abbiamo deciso di vivere e dove vorremmo che anche i nostri figli vivessero. Ma tant’è, il provvedimento è arrivato, nonostante non ci fossero le condizioni; allora abbiamo giocato la nostra partita esattamente come la deve giocare un partito serio, che si sente forza di Governo e che, nello stesso tempo, senza scadere nelle facili demagogie, deve portare avanti un risultato e tutelare il bene supremo che, nel caso specifico, sono appunto le forze dell'ordine.

  Trovare l'equilibrio tra la lotta alla criminalità e la giusta tutela della forze dell'ordine è stato secondo noi il tema su cui ci siamo confrontati. E non c’è dubbio che, come abbiamo già detto, taluni vorrebbero le forze dell'ordine deboli per far sì che il tutto si trasformi in permissivismo e si faccia di tutto e di più. Va letta così la contemporanea presenza di un altro provvedimento al Senato sull'identificazione delle forze dell'ordine. E provo ad immaginare che cosa potrebbe succedere in certe aree geografiche del Paese o durante momenti di tensione come sono stati affrontati tante volte nel nostro Paese, con scontri con presunte forze politiche o parapolitiche.

  I riferimenti ai black block o comunque in generale alle forze più estreme di questo Paese non sono casuali. Come dicevo, provo ad immaginare che cosa potrebbe significare avere un numero identificativo che ti possa poi consentire di avere delle ritorsioni e altro. Tutto questo all'interno di un progetto che è chiaro e che noi vogliamo denunciare. Coloro che sono forze che si dichiarano democratiche non possono non essere attente e difendere le forze dell'ordine sempre e dovunque, ma non per partito preso, perché ci rendiamo conto che in alcuni momenti storici ci sono stati degli abusi. Anche i fatti della Diaz: questo nessuno lo può negare. Ma da lì a far diventare le forze di Polizia, i carabinieri e in generale le forze dell'ordine dei criminali o comunque additarli e volerli indebolire, da lì ne corre e questa è la missione che ci siamo posti e che assolutamente non possiamo consentire. Ecco perché rifiutiamo anche certe facili demagogie. Il riferimento è anche alla Lega che voleva qui il Ministro Alfano. Penso non sia opportuno continuare a sparare al bersaglio, un bersaglio troppo facile, sapendo che il posto più delicato nella storia della Repubblica dalla notte dei tempi è esattamente questo Ministero dell'interno che, ovviamente, non è un Ministero di potere, ma è un Ministero di servizio.

  Tuttavia, all'interno di questo ragionamento, devo dire, avviandomi alla conclusione di questa prima parte di intervento, che noi abbiamo lavorato, fianco a fianco con tutta la compagine di maggioranza, per far sì che il provvedimento fosse migliorato e siamo convinti che rispetto a come era arrivato al Senato, dove, consentiteci di dire, era quasi un obbrobrio, il testo è migliorato. Si è voluto che intenzionalmente deve essere reato presunto tale e, soprattutto, in Commissione si è legato il lavoro, da una parte la tortura, commessa da chicchessia, e, dall'altra, come aggravante delle forze dell'ordine, a dimostrazione che quando questo accade deve avvenire con le modalità di cui al secondo comma e, cioè, un abuso di potere e violazione di doveri inerenti alla funzione di servizio. Questa evidentemente è una cornice di correttezza che ci sentiamo di dire rappresenta un baluardo, pur all'interno di questa norma che, come ripeto, non era il momento storico di presentare...

   PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pagano.

   ALESSANDRO PAGANO. ... che riteniamo di civiltà. Detto questo, Presidente, ci avvieremo successivamente a spiegare meglio l'intero provvedimento.

 @alepaganotwit

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