Martedì, 16 Luglio 2024


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Buona vittoria #nogender a #scuola. Governo approva odg n° 9/2994-B/5. @PietroLaffranco, @alepaganotwit, Eugenia Roccella

 

 

 

 


 

La Camera,

   premesso che:

    il comma 16 dell'articolo 1 del provvedimento in esame richiama l'articolo 5 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119 prevedendo che il Piano triennale dell'offerta formativa elaborato nell'ambito dell'autonomia scolastica, debba assicurare l'attuazione dei principi di pari opportunità «promuovendo la parità tra i sessi e la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni...»;

    l'esperienza applicativa delle indicazioni comunitarie a cui il citato articolo 5 del decreto-legge n. 93 del 2013 ha dato risorse economiche e forza di norma dell'ordinamento interno, ha comportato una serie di storture applicative, che sono andate ben al di là dell'istanza, da tutti condivisa, di «prevenire la violenza di genere e le discriminazioni»;

    nell'aprile 2013 l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), ente governativo istituito all'interno del Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato la «Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere»; per la definizione delle linee della suddetta «Strategia nazionale» l'UNAR si è avvalso della consulenza del Gruppo nazionale di lavoro istituito con decreto firmato il 20 novembre 2012, composto non da esperti di settore, ma unicamente da rappresentanti di ventinove associazioni LGBT, senza altra qualifica che il proprio orientamento sessuale;

    ne sono seguiti i fascicoli «Educare alla diversità a scuola» redatti per le scuole elementari, medie e superiori con il concorso dell'istituto Beck, dove invece di educare al rispetto, ci si poneva domande del tipo (pag. 22-23 del Fascicolo per le elementari) perché alcuni individui sono attratti da persone dello stesso sesso ? Come si diventa gay ? Come si capisce di essere gay o lesbiche ?»; peraltro occorre segnalare che l'UNAR, in merito alla diffusione dei fascicoli, ha inviato una lettera ufficiale di scuse al Ministero dell'istruzione, per aver agito senza sua autorizzazione;

    il 7 maggio 2015 è stato presentato il «Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere», applicativo dell'articolo 5 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, che deve ritenersi un superamento della precedente «Strategia»; al punto 5.2 del Piano, redatto dal Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, c’è scritto: «Obiettivo prioritario deve essere quello di educare alla parità e al rispetto delle differenze, in particolare per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell'essere donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini nel rispetto dell'identità di genere, culturale, religiosa, dell'orientamento sessuale, delle opinioni e dello statuseconomico e sociale, sia attraverso la formazione del personale della scuola e dei docenti sia mediante l'inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa e didattica»;

    innumerevoli atti di sindacato ispettivo e di indirizzo politico, pro e contro, indicano che c’è uno scontro culturale, religioso (non relativo alla sola religione cristiana) e politico sulle modalità applicative dell'obiettivo di contrastare la violenza di genere;

    nonostante il blocco dei fascicoli «Educare alla diversità a scuola», alla «Strategia» sono seguite iniziative, deliberate da collegi di docenti di singoli istituti o da Provveditorati, come il «gioco del rispetto», nelle quali si è sostenuto che «...occorre insegnate ai bimbi di superare gli «stereotipi di genere...»»; tali iniziative sono state fortemente contestate, anche perché spesso adottate all'insaputa o carpendo la buona fede dei genitori. Ciò ha ingenerato nella scuola un clima di conflittualità che è opportuno evitare;

    in sostanza le norme sono state erroneamente utilizzate non per insegnare la non violenza e la tolleranza nella diversità, ma l'intolleranza in una sorta di eguaglianza forzosamente indotta; ne è prova lampante l'evidente stortura consistente nella soppressione in diversi istituti dell'uso delle parole: «madre e padre» sostituite con; «genitore 1 e genitore 2» e la conseguente soppressione delle feste della mamma e del papà;

    tale stortura della «Strategia» non appare superata con il «Piano» del 7 maggio, laddove si chiede «l'inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa e didattica», una formulazione ambigua che necessita di essere chiarita per non dare luogo ad ulteriori forzature,

impegna il Governo:

   in sede, di applicazione del comma 16 dell'articolo 1 del provvedimento in esame, a chiarire cosa effettivamente s'intenda per «approccio di genere nella pratica educativa e didattica», formulazione contenuta nel punto 5,2 del «Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere» del 7 maggio 2015, escludendo ogni interpretazione che apra alle cosiddette «teorie del gender»;

   a prevedere che le disposizioni applicative del comma 16 dell'articolo 1 del provvedimento in esame e delle parti del suddetto Piano destinate alla scuola, siano adottate con il concorso di tutti gli attori del mondo scolastico, di esperti sociologi e psicologi di molteplice orientamento e delle diverse realtà sociali e religiose.

9/2994-B/5. Laffranco, Altieri, Pagano, Roccella.

 Sull'ordine del giorno Laffranco n. 9/2994-B/5 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «in sede di applicazione del comma 16 del provvedimento in esame, ad escludere ogni interpretazione ento in esame, ad escludere ogni interpretazione che apra alle cosiddette teorie del gender. A prevedere che le disposizioni applicative del comma 16 del provvedimento in esame e delle parti del cosiddetto piano destinate alla scuola siano adottate con il concorso di tutti gli attori del mondo scolastico e sociale». Quindi, cambiando l'ultima parte in social

                                           

 

Comunicato stampa:

Scuola, Pagano (Ap): “Approvato odg, da Governo nuovo impegno contro teoria gender”

"Altro significativo e importante passo in avanti contro la teoria di gender a scuola. Ieri sera il Governo ha dato parere favorevole a un ordine del giorno al ddl Buona scuola a firma dei deputati Laffranco, Altieri, Roccella, Pagano con il quale non solo si ribadisce che a scuola non ci sarà spazio per alcuna interpretazione che possa aprire alla teoria gender ma, soprattutto, viene stabilito che anche le relative disposizioni del tanto contestato ‘Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere’ dovranno essere ‘adottate con il concorso di tutti gli attori del mondo scolastico e sociale’. E’ un impegno chiaro e forte del Governo, che si traduce in un preciso atto di indirizzo per l’Esecutivo, perché si tratta di superare l'altro preoccupante appiglio normativo su cui i sostenitori della teoria di gender vorrebbero diffondere questa ideologia tra i nostri figli”. E' quanto comunica l'onorevole Alessandro Pagano, di Area popolare, tra i promotori del comitato 'Parlamentari per la Famiglia'.

“Dopo la circolare del Miur sul consenso informato dei genitori per le attività extracurricolari, adesso arriva dunque un altro significativo traguardo frutto della manifestazione del popolo di piazza San Giovanni, delle mediazioni dei deputati e senatori di Ap e delle pressioni dei ‘Parlamentari per la Famiglia’. Il ‘Piano’ in questione, infatti, redatto dalla dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, - spiega Pagano - è richiamato dal comma 16 dell’art.1 del ddl Buona Scuola, attraverso la legge 119 del 2013, facendo riferimento all'inserimento ‘di un approccio di genere nella pratica educativa e didattica’. Il coinvolgimento di tutti gli attori del mondo scolastico e sociale e quindi anche delle associazioni della famiglia è fondamentale per porre un argine a questa deriva. In merito – prosegue il parlamentare di Ap - continueremo a vigilare per garantire il diritto dei genitori all’educazione dei propri figli. Allo stesso tempo va aperta una seria riflessione sulle funzioni dell'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali che al 90% ormai si occupa di gender, le cui attività tanto disagio e tante preoccupazioni hanno generato nelle famiglie italiane".

@alepagano...

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