Venerdì, 22 Settembre 2017

 

 

 

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#sancataldo: no alla iniziativa del #sindaco di sostituire la festa del patrono con la #festaprimavera

 

 

 

 

 

 

L’ultima iniziativa dell’amministrazione comunale di San Cataldo, ci lascia sgomenti.


 

Il sindaco pro-tempore Modaffari, forse consigliato da consulenti atei, ha rinnegato la storia e lo stesso nome della città, trasformando la festa del Santo Patrono in una “esoterica” festa di primavera, agganciandosi a quei riti pagani propri alle civiltà megalitiche.

La bizzarra idea suggerita dall’ennesimo crac mentale del sindaco, si è concretizzata in un atto amministrativo gravissimo ai danni di una comunità con una identità forte, legata al santo vescovo cui è devota, che ha radicati valori e principi ispirati alle radici cristiane. Principi, fede e valori che certamente non possono essere negoziati, ridimensionati o soppressi con una delibera comunale.

Quest'anno il 10 maggio si celebrerà la festa della primavera (la cosiddetta festa dell’equinozio di primavera anche se in ritardo) e non la Festa di San Cataldo.

Prono al politicamente corretto, per non offendere nessuno, il sindaco Modaffari sta rinnegando secoli di storia e tradizioni della città. Questa amministrazione sta letteralmente svendendo la nostra identità, la nostra cultura, come se ci fosse da vergognarsene. Tutto ciò è chiaramente inaccettabile e lo condanniamo con forza e determinazione, nella più assoluta certezza che la stragrande maggioranza dei sancataldesi la pensa come noi per il semplice fatto che a decine ci hanno contattato.

La Festa dell’artigianato di San Cataldo, così come conosciuta, nacque dieci anni fa per iniziativa dell'allora amministrazione di Di Forti. Una fiera all'insegna della qualità, tesa a realizzare una economia virtuosa di tipo produttivo del nostro centro Sicilia.

Tutto ciò è la prova concreta di un'amministrazione miope, che ha svenduto il passato senza essere riuscita a dare una visione e una prospettiva alla città. Un'amministrazione insensibile ai temi economici, incapace di saper cogliere il treno dei finanziamenti europei, di dare risposte alla popolazione. Un'amministrazione, dunque, che ancora una volta dimostra la distanza e lo scollamento con il sentimento della comunità di San Cataldo.

 Alla prossima il sindaco tenterà di abolire pure il Natale sostituendolo con la festa dell’inverno? La nostra città non merita tutto ciò.

Alessandro Pagano

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