Mercoledì, 13 Dicembre 2017

 

 

 

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Interrogazione a risposta scritta concernente l’approvazione della risoluzione sui diritti dei bambini nell'ambito dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite

 

 

 

 

 

 

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale


 

 

 

 

- Per sapere - premesso che:

alla conclusione dei lavori della sua 72° sessione, il Terzo comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite - che si esprime sulle materie sociale, umanitaria e culturale - ha approvato tra il 21 ed il 22 novembre 2017 cinque progetti di risoluzione, uno dei quali dedicato ai diritti dei bambini;

l’approvazione della risoluzione sui diritti dei bambini, stando allo stesso resoconto redatto dai servizi tecnici delle Nazioni Unite, è stata oggetto di un aspro confronto;

l’oggetto del contendere sono stati i ruoli rispettivi di Stato e famiglia nell’educazione dei bambini, con particolare riferimento alla salute sessuale e riproduttiva;

la bozza originaria del documento sottoposto all’attenzione del Terzo comitato non prevedeva il riconoscimento del ruolo spettante in questi campi delicati alla famiglia, che è stato invece introdotto grazie ad un emendamento presentato dall’Egitto e commentato favorevolmente dai rappresentanti di Singapore e della Federazione Russa, contro il diverso avviso di Uruguay e Sud Africa;

obiettivo dell’Egitto e dei Paesi che hanno sostenuto l’emendamento era quello di porre un argine al tentativo di imporre su scala mondiale un modello educativo che sottrae alla famiglia la responsabilità di educare in materia sessuale i figli secondo i propri valori, per rimetterla interamente agli Stati, con l’effetto di sostenere globalmente l’affermarsi della teoria gender ed incoraggiare oltremodo la propaganda della promiscuità sessuale anche tra bambini di età inferiore ai dieci anni;

sottoposto ai voti, l’emendamento egiziano ha ottenuto 90 voti favorevoli e 76 contrari, mentre altri otto Stati si sono astenuti;

risulta incredibilmente che l’Italia sia stata tra i Paesi che hanno votato contro l’emendamento egiziano, malgrado il ruolo decisivo nell’educazione dei figli che l’articolo 30 della Costituzione della Repubblica assegna ai genitori:

se il voto espresso dal rappresentante italiano al Terzo comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sia il frutto di una decisione personale del diplomatico o piuttosto l’esito di una precisa direttiva politica impartita dai vertici del Ministero degli Affari Esteri;

in che modo si giustifichi il voto del rappresentante italiano, che pare in chiara contraddizione con la lettera e lo spirito della Costituzione italiana;

qualora la decisione sull’emendamento egiziano sia stata presa dal rappresentante italiano senza alcuna direttiva dalla Farnesina, quali misure si conta di assumere nei suoi confronti.

Alessandro Pagano

@alepaganotwit

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