Martedì, 18 Settembre 2018

 

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PAGANO (Lega): “Massimo rispetto per gli #avvocati, ma lobby avvocati d’ufficio dei #migranti esiste davvero”.

 

 

 

 

 

Leggo sui quotidiani di questi giorni di una presa di posizione del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Caltanissetta, l’Avv. PL. Zoda che mi taccia, con riferimento al mio comunicato sulle “lobby” degli avvocati che assistono i migranti, di “pressapochismo” e di parlare per slogan, accusandomi di disconoscere la differenza tra Difesa d’Ufficio e Gratuito Patrocinio.


Devo ammettere che non mi sarei mai aspettato che la “difesa di ufficio” di alcuni avvocati, non tutti ovviamente, da me definiti lobbisti, sia stata fatta addirittura dal Presidente dell’Ordine.

Il che mi fa un po' pensare…

Andiamo per ordine, l’Avv. Zoda nel suo intervento mi fa una lezione sulla differenza strutturale dei due istituti indicati, difesa d’ufficio e gratuito patrocinio, che non sembra comunque incidere sull’oggettiva portata delle mie dichiarazioni, appare evidente quindi ad ogni lettore che se il Presidente si è trincerato dietro il diritto della difesa costituzionalmente garantita, che non avevo in alcun modo messo in discussione, significa continuare a negare un problema reale che investe le aule dei Tribunali e che incide negativamente sul concetto di parità sostanziale dei bisognosi, che siano essi migranti o italiani, oltre che delle clamorose uscite di denaro pubblico che incidono pesantemente nei nostri conti pubblici e che vanno ad arricchire qualcuno appartenente a ben individuati circuiti culturali ed economici.

indubbiamente è dovere dello stato sociale garantire a tutti i bisognosi la difesa, il cui costo oggi è divenuto, a seguito di un costante ed indiscusso aumento del ‘contributo unificato’ e di ogni altra spesa necessaria per iniziare un procedimento giudiziario, quasi insostenibile.

Ma tra i “bisognosi” la sinistra mondialista, che ha voluto questo caos super costoso ed ingiusto solo per tutelare gli immigrati, si è scordata volutamente e completamente degli italiani.

Per essere più chiari, una famiglia media italiana mono reddito non può accedere al patrocinio a spese dello Stato poiché quasi sempre supera il limite reddituale ivi previsto, che per il 2018 è di € 11.493,18. Vale a dire che per poter usufruire della difesa a spese dello Stato una famiglia, e sottolineo di nuovo una famiglia, non deve avere un reddito complessivo di circa € 957 mensili. E’ evidente che in molti superano tale soglia, con la conseguenza che non solo questi cittadini non possono accedere all’assistenza a spese dello stato, ma non possono nemmeno permettersi una difesa competente. E non mi venga a dire, il Presidente dell’Ordine,  che le famiglie che percepiscono meno di 1000 euro al mese, non  sono meritevoli di questo beneficio, perché benestanti.

D’altro canto invece, lo Stato, lo stesso che ha reso la giustizia un privilegio per pochi, assicura la difesa gratuita a tutti gli immigrati che si rivolgono al Tribunale facendo richiesta di asilo politico o di protezione internazionale, iniziando una causa civile, innanzi le sezioni specializzate, che durerà almeno due anni, e che li vedrà alla fine del percorso giudiziario larghissimamente soccombenti.

Non so se sia corretto o no, utilizzare il termine “lobby”, però è chiaro che gli avvocati che si inseriscono in tali circuiti, magari attraverso le solite cooperative, si assicurano un reddito, anche a tariffe dimezzate, che è notevole, considerando che a fine processo presenteranno una richiesta di liquidazione che va dagli 800 alle 1.200 € circa per ogni singolo processo, come facilmente verificabile nelle cancellerie dei Tribunali.

Le statistiche inoltre dicono che gli avvocati di questo discutibile “segmento di mercato” si accaparrano decine e decine, spessissimo centinaia, di queste pratiche ogni anno. I conti quindi sono facili da fare.

Non dimentichiamo fra l’altro che il business è favorito dalla semplicità dei ricorsi, meramente standard, iscritti a ruolo in assenza del preliminare filtro sulla fondatezza della domanda, così come confermato dall’altissimo numero dei ricorsi rigettati. Insomma, come si suol dire in gergo, trattasi di ‘ricorsi ciclostilati’. Della serie,  minimo sforzo massimo risultato…..

Concludo: è evidente, al di là del “buonismo peloso” che impera in molti ambienti, che anche sulla materia della tutela dei diritti degli immigrati urge trovare una regolamentazione differente rispetto all’attuale, tale da non “intasare” le aule dei tribunali e che contemporaneamente non rappresenti costi smisurati e scandalosi per lo Stato per come oggi invece è. E che infine non diventi uno strumento di speculazione da parte di pochi ma disinvolti avvocati, una lobby appunto.

Senza contare che la tutela giuridica degli immigrati oggi nelle aule dei tribunali vede gli immigrati garantiti  e al solito gli italiani che guadagnano meno di 1000 euro al mese per nucleo familiare, essere discriminati. Matteo Salvini lo dice da sempre e questo governo Lega--M5S  certamente se ne farà carico per riequilibrare giustizia e diritti a vantaggio di chi ne ha realmente bisogno.

ALESSANDRO PAGANO

(deputato Lega-Salvini Premier)

@alepaganotwit

 

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