Martedì, 16 Luglio 2024


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Lettera Aperta dell'On.le Alessandro Pagano al Ministro della Pubblica Istruzione On.le Mariastella Gelmini

Caro Ministro Mariastella Gelmini,

le racconto una storia vera. Un dialogo avvenuto fra un giovane sveglio, neo-diplomato e suo padre.

Un dialogo quasi duro fra il ragazzo, (che anziché essere raggiante per il buon voto raggiunto agli esami di Stato invece era quasi arrabbiato) e suo padre (che poi sarei io!), quest’ultimo accusato di essere collega di partito e quindi sia pure indirettamente, colpevole di aver avallato la decisione del Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini rea, a dire del ragazzo, di aver abrogato la pubblicazione ufficiale del voto finale di diploma in nome di una presunta privacy da rispettare. Lui si chiama Massimo, ha le idee chiare sul suo futuro, si iscriverà in Giurisprudenza e mi ha arringato per 15 minuti mettendomi all’angolo.

"Mi hai educato alla trasparenza e alla legalità – mi ha detto – e la non pubblicazione del voto di diploma invece alimenta la cultura del sospetto, non assicura nulla sulla limpidità della valutazione ed impedisce il controllo, magari solo morale, di un lungo percorso di studi. Senza contare – ha concluso – su quali basi sono fondate queste scelte? Neanche i comunisti che vi hanno preceduto potevano pensare ad una direttiva così egualitaria. Inoltre la pubblicità dei risultati degli scrutini oltre a rappresentare una forma di gratificazione del merito favorisce la responsabilità di noi studenti spingendoci ad una sana emulazione. Ancora, voi che propugnate le semplificazioni mi avete costretto ad un ulteriore adempimento: richiedere ufficialmente la presa visione del voto presso la segreteria amministrativa con tanto di fila da rispettare e oltre un’ora di spasmodica attesa".

Insomma Massimo si è preso la rivincita verso suo padre con una ramanzina che, parola!, mi ha annichilito stante le motivazioni fondate dello stesso.

A questo punto un po’ seccato ho cominciato ad indagare ed ho scoperto due cose: primo, che tutti, studenti e professori, la pensavano in ugual maniera; ma soprattutto ho scoperto che l’ordinanza ministeriale incriminata è la n. 30 del Marzo 2008, emanata dal Suo predecessore, il Ministro Fioroni. Sollevato dal fatto che ad emanare l’ingiusta direttiva non fosse un mio Ministro sono corso dal pargoletto (1,85 di mediterranea bellezza) e gli ho sbattuto l’ordinanza con in calce la colpevole firma.

E lui serafico: "questo solleva entrambi da non essere elettori e sostenitori di un Ministro ingiusto ma adesso convinci la bella Gelmini (ha detto proprio così) a rimediare ai danni causati dal governo Prodi, cambiando le cose sin dal prossimo anno scolastico".

Penso cara Ministro, che Massimo e l’intero pianeta scuola abbiano ragioni da vendere e siccome so quanto lungimirante ed efficace sia la Sua azione pedagogica, sono certo di un suo intervento risolutivo!

Grazie di cuore a nome di tutti i diplomati delle scuole italiane.

Alessandro Pagano

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