Martedì, 16 Luglio 2024


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Lettera aperta al Ministro Sandro Bondi

Ieri 8 luglio in quel di Roma hanno sfilato i Girotondini (per chi non lo sapesse sono quella parte della "cosiddetta" intelligencija schierati sempre dalla stessa parte cioè a sinistra) contro il tiranno Berlusconi. L’ultima perla dell’antiberlusconismo apocalittico, l’ha pronunciata Paolo Flores d’Arcais che, intervistato da Il Riformista, con tono grave ha asserito: "Non siamo mai usciti dal regime, e ci stiamo affondando sempre di più" (sic!).

Alla sfilata hanno partecipato tutti da Umberto Eco e Andrea Camilleri a Sabina Guzzanti. Si tratta proprio di quei signori con cui qualche mese fa il ministro Bondi ha cercato di intavolare una discussione di "lavoro".

 

Questi uomini di cultura, puntualmente ad ogni elezione, fanno sapere che se vince Berlusconi, loro se ne andranno dall’Italia. Lo hanno fatto anche agli inizi d’aprile 2008, ma ce li ritroviamo sempre davanti. Fanno come Stanlio e Onlio, in quel film nel quale passavano cinque minuti a salutarsi. «Arrivedorci!», «Arrivedorci!», facevano. Però nessuno se ne andava, restavano fermi lì, con il fazzoletto in mano.

Sono quegli intellettuali, scrive Luca Telese su Il Giornale "di quell’accademia ad alta tensione morale (e alto reddito), che per semplicità si definisce con l’etichetta di «radical chic»". Quelli che ogni volta che Berlusconi va al governo sono lì ad affermare che la democrazia si è estinta, la libertà è a rischio.

Intervistato da Luigi Amicone direttore di Tempi, il neo ministro dei Beni culturali Sandro Bondi sosteneva che siccome "la cultura non è di destra né di sinistra: è cultura", porgeva l’altra guancia ai vari Moretti e compagni. Certamente la cultura è di tutti, ma ci saremmo aspettati un po’ di prudenza dal ministro, non un elogio nei confronti di quel simbolo del nulla cinematografico italiano che è Nanni Moretti.

Riteniamo che non sia possibile porgere la guancia a chi utilizza solo offese e insulti.

Il famoso giornalista Rino Cammilleri, scrive: "qualcuno dovrà far sapere al ministro che la gente ha votato il suo schieramento giusto per far cessare un’egemonia. [Questo] Si chiama democrazia". E’ inutile dialogare con questa gente. Per loro chi ha votato centrodestra è un inferiore e chi è eletto da questi elettori sarà sempre disprezzato. C’è in loro un odio antropologico, atavico.

L’elettorato di centro destra «legge pochi quotidiani e pochissimi libri». Dunque un’accozzaglia di criminali, individui abietti e cerebrolesi: ecco cosa è, secondo Umberto Eco, il Popolo della Libertà.

Basta con i complessi d’inferiorità, quello che conta è avere la legittimazione degli elettori, ci sono tantissime cose da fare, molto più serie che perdere tempo dietro a certa gente.

A dispetto di una classe giornalistica stabilmente ostile, di un sistema scolastico intriso di mitologia marxista, nell’università, nella ricerca, persino nella cinematografia - intenta al perenne lamento contro i "barbari"-, il centrodestra è diventato maggioranza effettiva e attiva nel Paese, "nonostante" la cultura dominante. Gli elettori, spesso più scaltri di molti intellettuali, hanno saputo riconoscere come stavano le cose.

Ministro Bondi, una cosa è certa la grande maggioranza del Paese sta con voi, non con loro, e personaggi simili, per quello che rappresentano e per come vi trattano, non dovreste inseguirli e adularli. Spiace dirlo, ma finché continuerete ad inchinarvi davanti a simili reliquie non avrete alcuna speranza di cambiare l’Italia. Buon lavoro.

Alessandro Pagano

Domenico Bonvegna

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