Sabato, 08 Agosto 2020


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Interrogazione concernente il ritardo di consegna dei lavori sul raddoppio della ss 640 e i danni irreversibili di errate valutazioni progettuali

 

 

 

 

Interrogazione a risposta scritta 4-04555 presentato da PAGANO Alessandro: Testo di Lunedì 27 gennaio 2020, seduta n. 293


 

 

 

ALESSANDRO PAGANO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

il raddoppio della strada statale 640 che collega Agrigento-Caltanissetta fino all'A19, ai fini dell'ammodernamento stradale, nasce grazie al programma di finanziamento delle importanti infrastrutture strategiche della legge obbiettivo n. 413 del 2001;

la progettazione del raddoppio della strada statale 640 ha avuto lo scopo di risolvere il problema dell'attraversamento del centro abitato di Caltanissetta. Il tracciato di progetto arriva a Caltanissetta e oltrepassa tramite due gallerie sotto la zona Sant'Elia, sede di espansione urbana già danneggiata in superficie dalla costruenda viabilità sotterranea; l'ammodernamento ha previsto anche viadotti, gallerie artificiali e naturali, la doppia galleria di 9 chilometri, svincoli nuovi e l'adeguamento di quelli già esistenti;

il lavoro è stato gestito da Anas come contraente generale ed affidato prima alla Cmc ed ora al «Consorzio Italia». Ad oggi si è in ritardo di circa 5 anni per la fine dei lavori e il progetto prevede ancora, con riguardo alle gallerie Sant'Elia, il loro ripristino per gravissimi danni; la fine dei lavori si prospetta al dicembre 2022;

i ritardi causano gravissimi danni alle popolazioni interessate e alle imprese subappaltatrici, che, da quanto si apprende dai giornali, sono creditrici di decine di milioni di euro non versati dalla Cmc;

proprio per le gallerie Sant'Elia emergono apprensioni, poiché si conferma la pericolosità del sito, per i due grossi tunnel sotto la collina di «Sant'Elia», già dichiarata in fase d'inizio dei lavori; sono stati infatti provocati ingenti danni dalla presenza, in corrispondenza delle accertate faglie sempre presenti, di abbondantissime infiltrazioni di acqua originariamente emunta artificialmente in fase di cantiere. Si prospetta la necessità di ulteriori ingenti risorse per risolvere tali problemi e per la realizzazione dei passaggi di sicurezza tra le due gallerie;

all'interrogante risulta che i singoli conci prefabbricati, per entrambi le gallerie, conterrebbero inglobati le guarnizioni perimetrali per ognuno in neoprene, che avrebbero la funzione di tenuta stagna tra tutti gli elementi portanti della galleria;

nonostante ciò, risulta costante la presenza di acqua a grandissima pressione, a causa di migliaia di metri cubi di acqua in pressione sopra le gallerie, per la indefessa asportazione con smisurati sistemi di pompaggio delle acque sorgive da un intero territorio di decine di ettari;

si ribadisce, come l'interrogante ha già riportato e contestato nell'interrogazione 5-04772 del 18 maggio 2011 (XVII Legislatura), di cui era cofirmatario, che l'area geografica individuata per la realizzazione delle gallerie Sant'Elia-Caltanissetta è caratterizzata da una serie di faglie, di cui si è ignorata la presenza in fase progettuale. Seguendo il progetto finale è facile notare che le stesse faglie di fatto si intersecano in corrispondenza e perpendicolarmente all'asse delle due canne della galleria e che la presenza incontrollata ormai di acqua lascia presagire danni futuri, irreversibili e tali da compromettere l'utilizzo della stessa e non ultimo delle sovrastanti strutture;

fino ad oggi, sono stati rivelati inutili «i tentativi» effettuati già dall'impresa per l'impermeabilizzazione di una delle due gallerie con materiali sovrapposti ai conci in corrispondenza dei giunti; della seconda galleria, non si hanno notizie, al di fuori della presenza di enormi quantità di acqua dovuta alla «patologia geologica» del territorio –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se, nell'ipotesi di conferma dei dati non corrispondenti al progetto definitivo, che recherebbero peggioramenti al progetto, non ritenga utile adottare iniziative, per quanto di competenza, affinché siano effettuate una perizia di variante e suppletiva per la realizzazione dell'opera.

(4-04555)

@alepaganotwit

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