Mercoledì, 08 Luglio 2020


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Interrogazione a risposta scritta 4-05221;  PAGANO Alessandro, testo di Mercoledì 15 aprile 2020, seduta n. 326


ALESSANDRO PAGANO.

— Al Ministro dell'interno.

— Per sapere – premesso che:

qualche giorno fa nel porto di Pozzallo, nel Libero consorzio comunale di Ragusa, in Sicilia, sarebbero stati fatti sbarcare settantadue immigrati clandestini giunti a bordo di un piccolo natante, ma in realtà, secondo fonti locali, condotti a ridosso del litorale da una «nave madre» poco più al largo gestita, come noto, dai trafficanti di esseri umani;

secondo quanto riferito anche dalla stampa, si tratterebbe dell'ennesimo sbarco irregolare sulle coste siciliane registrato negli ultimi giorni che ha messo ulteriormente e legittimamente in allarme i cittadini e le autorità locali, anche in relazione alla grave emergenza sanitaria in corso da Covid-19 sull'intero territorio nazionale e nell'isola;

difatti, recentemente proprio a Pozzallo un migrante di nazionalità egiziana, arrivato clandestinamente a Lampedusa nei giorni scorsi e poi condotto nell’hotspot della cittadina, sarebbe stato trovato positivo al Covid-19;

pertanto, senza dunque transitare dall’hotspot per gli opportuni controlli previsti dalla legge, gli immigranti sbarcati a Pozzallo sarebbero stati trasferiti a Siculiana, un comune del Libero consorzio di Agrigento, come riferito telefonicamente al sindaco Leonardo Lauricella dalla prefettura, e collocati a Villa Sikania, un centro già chiuso lo scorso autunno ma riaperto nell'arco di poche ore per accogliere gli ultimi immigrati irregolari arrivati sull'isola;

nonostante l'articolo 11 del decreto legislativo n. 142 del 2015 preveda il parere preventivo dell'ente locale, tale decisione sarebbe stata, invece, adottata senza neanche avvertire il sindaco di Siculiana il quale, assieme alla popolazione, già aveva manifestato la propria contrarietà negli scorsi anni fino a ottenere la chiusura della struttura e che si è dunque ritrovato il centro di accoglienza riaperto da un giorno all'altro senza alcun preavviso;

le legittime proteste del sindaco e della cittadinanza di Siculiana non sono fatti isolate, poiché a causa dei continui sbarchi sulle coste dell'isola, nonostante la gravissima emergenza sanitaria in corso, numerosi amministratori di diversi schieramenti politici e comitati di cittadini hanno più volte denunciato, legittimamente preoccupati, una situazione che si sta sempre più aggravando;

difatti, mentre sono chiesti grandi sacrifici ai cittadini italiani, ormai da tempo chiusi in casa per arginare l'epidemia in corso, invece gli immigrati continuano a giungere illegalmente e indisturbati nei territori italiani, specificatamente nell'Italia del Sud, nonostante il recente decreto interministeriale del 7 aprile 2020 che classifica i porti italiani come non «place of safety», mettendo così a repentaglio la salute di tutti e vanificando gli sforzi finora fatti –:

se quanto riportato in premessa corrisponda al vero;

quali procedure di identificazione e di carattere sanitario siano state attivate prima del trasferimento degli immigrati nel centro di accoglienza di Villa Sikania;

se, prima del trasferimento, sia stata assicurata la doverosa attività informativa sui rischi della diffusione del virus, sulle prescrizioni anche igienico-sanitarie, sul distanziamento all'interno dei centri, sull'interdizione degli spostamenti e sull'esigenza del loro assoluto rispetto;

quali siano le convenzioni ad oggi in corso tra la prefettura di Agrigento e le strutture alberghiere nel territorio provinciale per valutare se sia stata considerata la possibilità di una equa ripartizione dei migranti, il cui numero per una sola struttura a Siculiana appare consistente relativamente alle esigenze di distanziamento in vigore;

quali iniziative si intendano adottare urgentemente, tenuto conto che la struttura individuata, ex Villa Sikania, ricade all'interno del centro abitato di Siculiana e valutato il rischio di interferenze con la popolazione residente, per individuare strutture alternative in contesti meno rischiosi per la salute pubblica;

se non si ritenga opportuno adottare le iniziative di competenza per lo sgombero immediato della struttura in questione;

quali iniziative il Governo intenda adottare nell'immediato per impedire gli arrivi e gli sbarchi irregolari sulle coste della Sicilia.

(4-05221)

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