Domenica, 05 Luglio 2020


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Atto Camera sulle iniziative del Governo a tutela degli iscritti Enasarco e del loro diritto a una previdenza integrativa

 

 

 

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Interrogazione a risposta orale 3-01355; presentato da PAGANO Alessandro testo di Giovedì 5 marzo 2020, seduta n. 316


ALESSANDRO PAGANO e BUBISUTTI.

— Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze.

— Per sapere – premesso che:

l'Enasarco, istituito nel 1938 quale Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio, per dare copertura di welfare alla categoria, ha assunto un ruolo di previdenza integrativa alla previdenza statale dell'Inps con legge n. 613 del 1966 ed è stato privatizzato con il decreto legislativo n. 509 del 1994, assumendo l'attuale forma giuridica di Fondazione;

pur essendo un soggetto di diritto privato, l'Enasarco persegue finalità di pubblico interesse, mediante la gestione di un fondo pensionistico integrativo obbligatorio a favore degli agenti e dei rappresentanti di commercio nonché dei promotori finanziari;

ne consegue l'anomalia per cui Enasarco è un ente di previdenza complementare obbligatorio, che vincola gli iscritti a un duplice versamento contributivo, all'Inps e all'Enasarco stesso, senza però avere garanzie di ritorno da parte di quest'ultimo; la contribuzione integrativa versata ad Enasarco, infatti, non viene automaticamente riconosciuta al momento in cui il soggetto acquisisce il diritto al pensionamento in Inps o in altro ente similare, come previsto dagli articoli 20-21 della legge n. 613 del 22 luglio 1966;

gli iscritti ad Enasarco risultano essere a tutt'oggi circa 975.000, di cui 230.000 attivi, 120.000 pensionati e 650.000 divenuti silenti, in seguito a regolamenti approvati da Enasarco e di interpretazioni della Fondazione e dei Ministeri vigilanti;

si rammenta, all'uopo, che gli ex agenti divenuti silenti, al 31 dicembre 2014, a quanto consta agli interroganti, hanno versato nelle casse di Enasarco euro 7.250.000.000, somma pari all'intero patrimonio Enasarco, risorse sottratte da ciascun agente al proprio reddito familiare in prospettiva di una vecchiaia serena ma che, invero, hanno contribuito solo al sostentamento dell'Ente;

l'altra anomalia consiste nel fatto che gli agenti pagano il più alto contributo previdenziale, rispetto a qualsiasi altro lavoratore del commercio, senza condizioni equiparate di welfare;

i contributi previdenziali obbligatori, da versare all'Enasarco, infatti, sono calcolati tramite un'aliquota del 17 per cento (l'aliquota contributiva dovuta per il 2020 è pari al 17,00 per cento, di cui l'8,50 per cento a carico dell'agente e l'8,50 per cento a carico della casa mandante) in base al totale delle somme percepite dall'agente, che versa circa il 48 per cento di contribuzione previdenziale, rispetto al 37 per cento del lavoratore dipendente del commercio;

l'Enasarco, inoltre, è l'unico ente privato di pensione integrativa a non aver recepito la normativa in materia di totalizzazione o di cumulo dei periodi contributivi, pur riconosciuti dagli articoli 20-21 della legge n. 613 del 1966;

a parere degli iscritti, altra grave irregolarità riguarda l'obbligo della «quota 92» per ottenere il diritto alla pensione integrativa. L'Enasarco riconosce il 55 per cento di tutto il monte versato, vale a dire che trattiene su ogni contributo per ogni lavoratore il 45 per cento all'anno per 20 anni –:

se e quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, i Ministri interrogati intendano adottare a tutela degli iscritti Enasarco e del loro diritto a una previdenza integrativa a fronte dei versamenti obbligatori effettuati durante l'arco temporale dell'attività lavorativa;

se non ritengano di adottare iniziative affinché i versamenti effettuati dagli agenti di commercio vengano riconosciuti a prescindere dagli anni di versamento, stante l'anomala natura integrativa-obbligatoria dei versamenti medesimi;

se intendano adottare le opportune iniziative di carattere normativo per consentire, in mancanza del requisito minimo in ciascuna cassa, il ricongiungimento dei contributi versati all'Enasarco con quelli versati all'Inps o ad altro ente di previdenza obbligatoria, considerata anche l'alta percentuale di contribuzione versata.

(3-01355)

 

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