Martedì, 05 Dicembre 2023


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Beni Culturali e Scuola. Conoscere per "leggere", capire e "raccontare" opere d’arte, città e territorio

Beni Culturali e Scuola. Conoscere per "leggere", capire e "raccontare" opere d’arte, città e territorio

(Convegno organizzato da: Liceo Scientifico Statale "E. Basile"; 2^ Circoscrizione del Comune di Palermo)

Relazione dell’On.le Alessandro Pagano – Assessore Regionale ai Beni Culturali, Ambientali e alla Pubblica Istruzione.

Come la cultura può trasformarsi in potenziale risorsa di sviluppo ed opportunità di lavoro

Una profonda complessità caratterizza la società ed il nostro tempo.

Spesso i cambiamenti ci appaiono disordinati e caotici, anche se percepiamo che rispondono a logiche di una dinamica economica e culturale che ci sovrasta.

Cè necessità di riflessione sulla natura delle mutazioni in corso e sul senso delle loro necessità. Il luogo di riferimento più appropriato per conoscere e capire la realtà che ci circonda è da sempre stato la scuola. È questa la risposta da dare alla domanda: "...ma a che serve questa scuola?" La risposta va anche data non in termini generici ma "qui e ora".

Mondo del lavoro e professioni sono il campo di sperimentazione di innovazioni non sempre positive o favorevoli al corretto integrarsi delle legittime aspettative individuali nel divenire della società complessa e del mercato del lavoro globalizzato.

Nella realtà italiana meridionale, la nostra insularità è stata spesso motivo di ulteriore ritardo culturale e quindi di marginalizzazione economica e sociale.

Agli svantaggi storici si sono così sommate occasioni perdute ed errori di valutazione strategica per lo sviluppo dei nostri tenitori.

E' clamoroso, per l'evidenza devastante delle sue conseguenze sociali, il caso della crisi FIAT che ha coinvolto migliaia di famiglie siciliane per il rischio di chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. Si tratta del capolinea di un percorso che partì con il miraggio dell'industrializzazione forzata, e "sovvenzionata" dallo Stato, in un'area che invece aveva prevalenti vocazioni turistico-ambientali, per la straordinaria presenza di dodici chilometri di costa bassa e sabbiosa, ben servita dai collegamenti stradali, ferroviari e marittimi, oltre alla presenza, appena a ridosso, dell'area archeologica dell'antica città e del tempio di Himera, delle collezioni del suo antiquarium-museo, nonché dell'ambiente naturalistico delle Madonie, con la bellezza dei suoi piccoli centri storici, oppure, per esempio ulteriore, del fascino del castello di Caccamo o dei complessi monumentali delle rovine di Solunto o di Cefalù.

I livelli di responsabilità per lo sgretolamento di sistemi ambientali che spesso presentano caratteri di unicità, come per l'esempio citato, spesso tendono a confondersi e ricadono semplicisticamente sull'intero corpo sociale, per le conseguenze dirette ed immediate del principio di delega dei poteri proprio delle democrazie rappresentative.

Peraltro il livello di aggressione della "modernità" più inquietante e disgregante in Sicilia ha mostrato il suo volto proprio nelle quattro aree di civiltà che, in antico, avevano conservato più evidenti i caratteri della "bellezza" arcaica e classica: Agrigento, Himera, Gela e Melilli/Thapsos nel Siracusano.

Per quanto riguarda nello specifico il mercato del lavoro siciliano, l'esperienza maturata ci ha consentito di riflettere sulla necessità di ripartire dalla valorizzazione culturale dei nostri comprensori artistico-monumentali, mirando essenzialmente alla formazione di sensibilità "alte" ed al consolidamento del senso civico complessivo delle popolazioni insediate.

La valorizzazione di tutto il resto potrà venire solo dopo, come effetto di ricaduta culturale conseguente.

È perciò necessario ed urgente costruire una "cultura dello sviluppo", cercando di porre fine ad usi impropri e devastanti di ciò che resta del grandissimo patrimonio paesaggistico-ambientale siciliano, con i suoi sottosistemi antropologici, archeologici, urbanistici e museali.

Questa "nuova frontiera" della sicilianità potrà trasformarsi in autentico volano di sviluppo, con la connessa filiera del settore agro-alimentare, se opportunamente valorizzata da adeguate strutture scolastiche, turistico-alberghiere ed infrastrutture per il trasporto e la vivibilità dei luoghi. A noi tocca occuparci della qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento. Ad altri toccherà fare il resto.

Emerge evidente il bisogno di professionalità adeguate nel settore dell'accoglienza, dei servizi al turismo, con il ruolo chiave della categoria di operatori che dovranno guidare e "raccontare" bellezze artistiche ed ambientali.

A monte di questo è strategico l'insegnamento/apprendimento che si propone e si impartisce nelle scuole "umanistiche".

I campanili dei nostri centri storici potranno essere le ciminiere delle nuove fabbriche dell'accoglienza turistica se sapremo "confezionare e vendere", assieme all'alta cultura, anche i silenzi ed i profumi , gli odori ed i sapori della nostra campagna, oltre lo stereotipo delle vacanze sole-mare.

L'attore fondamentale di questo scenario in costruzione è il cittadino comune, nostro contemporaneo, che deve essere reso partecipe al progetto di valorizzazione, per un effettivo cambiamento dei comportamenti pratici nelle ordinarietà della vita (dalla raccolta differenziata dei rifiuti al rispetto dei valori estetici nella gestione dei beni comuni, anche quando si tratta della parte di godimento pubblico dei beni privati, come per esempio nel caso dei finimenti esterni degli edifici prospicienti su strade o piazze...), finalizzando tutto al miglioramento estetico della qualità ambientale oltre che all'attitudine per l'accoglienza diffusa del turista o del visitatore.

Emerge fortissimo perciò il ruolo di formazione che possiamo svolgere a scuola, anche per semplice dovere istituzionale.

L'azione didattica ed educativa di formazione permanente extrascolastica è tanto più necessaria ed urgente quanto più alto è il rischio di dispersione scolastica o di abbandono del sistema educativo di frequenza tradizionale.

Occorre allora finalizzare gli interventi educativi e formativi anche per il target dei giovani a rischio, guardando al mondo del lavoro che li potrà potenzialmente assorbire, fornendoli di una preparazione di eccellenza, per fare fronte in modo vincente alle incognite del domani, soprattutto in contesti ambientali come il nostro. Ma Solo così potremo aderire pienamente alle "Conclusioni del Consiglio di Lisbona" che riconosce ai sistemi di istruzione e formazione un ruolo importante nella costruzione della coesione sociale, quindi nel contrasto alle cause dell'emarginazione e dell'esclusione.

Per questo obiettivo sono a nostra disposizione, fino al 2006, i fondi previsti dall'Unione Europea con le Misure e le Azioni dei Fondi Strutturali/PON scuola.

Il consolidamento del senso di appartenenza ad una comunità, con le sue culture, le dinamiche e le contraddizioni, ha un campo di indagine privilegiato nella trattazione delle tematiche storico-artistiche.

Si può sempre iniziare ad affrontare queste problematiche dall'esemplificazione pratica di un viaggio per mare da svolgere lungo le coste del Mediterraneo, "mare nostrum" dei romani, di cui la nostra insularità costituisce punto baricentrico e snodo storico importante di contatti e traffici per genti e culture:

Lo storico F.Braudel ha elaborato una interessante visione complessiva del Mediterraneo come luogo "unico" della Terra. Esso è ".. .mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, la preistoria in Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l'Islam turco in Jugoslavia, Significa sprofondare nell'abisso dei secoli, fino alle costruzioni megalitiche di Malta o alle piramidi d'Egitto. Significa incontrare realtà antichissime, ancora vive, a fianco dell'ultramoderno. ...... Significa immergersi nell'arcaismo dei mondi insulari e nello stesso tempo stupire di fronte all'estrema giovinezza di città molto antiche aperte a tutti i venti della Cultura e del profitto, e che da secoli sorvegliano e consumano il mare."

C'è in questo percorso magistrale tracciato da Braudel, tutto il fascino della cultura vera, che aspetta spio di essere ri-vista da un punto di osservazione privilegiato che può essere Palermo, con tutte le sue contraddizioni, fra miserie e grandezze, toccata da quel mare nel quale tutti ci siamo immersi innumerevoli volte d'estate senza, probabilmente, mai pensarlo in termini di civiltà e di percorso di "lunga durata" che, a partire dalla preistoria, arriva fino a noi.

Questo "racconto" dovrà evidenziare i segnali forti del nostro paesaggio, con le sue stratificazioni artistiche, i segni i simboli e le figure elaborate dagli uomini che lo hanno abitato.

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