“La cultura in Sicilia è profondamente legata ai valori e alla tradizione”

Palermo – "Non possiamo mantenere a lungo i nostri valori e la nostra civiltà se ignoriamo o rigettiamo le nostre radici culturali cristiane. L’uomo dell’avvenire deve avere memoria, regole condivise e solidi punti di riferimento, virtù che oggi sono combattute. Solo così si spiegano le violente contestazioni fatte al Presidente del Senato Pera, o al Cardinale Ruini, o, prima ancora al ministro Buttiglione proprio perché hanno esposto un "pensiero forte" contro i vari relativismi etici".

L’assessore regionale ai Beni Culturali e alla Pubblica Istruzione, Alessandro Pagano, ha aperto i lavori, a Palazzo delle Aquile, della sessione di studi su "Riscoprire le radici e i valori comuni della civiltà occidentale. Il concetto di legge in Tommaso D’Aquino" che si svolge a Palermo da oggi fino a sabato prossimo.

"In Sicilia – ha continuato l’assessore Pagano – la cultura è qualcosa che ha un significato profondo che si sposa fortemente con il senso dell’appartenenza. Se oggi pensiamo ai Beni Culturali in termini di valore sociale lo dobbiamo alle nostre radici cristiane. La conservazione e valorizzazione di qualcosa è una scelta, ed è nostra responsabilità trasmettere – è questo il senso profondo della tradizione – questa eredità alle generazioni successive. Anche il tema dell’educazione è profondamente connesso con la nostra identità.

Ogni attività educativa infatti si basa su di una presa di posizione esplicita sul senso e il valore della persona umana. Non c’è educazione senza Valori, né educazione senza modelli. Il dialogo stesso, che tutti noi promuoviamo e desideriamo con le altre culture, ha le proprie radici profonde nella nostra: nella stima profonda di ogni interlocutore, nella convinzione che la ragione aiuta a conoscere la verità, perché questa è posta nell’essere da un Creatore di cui noi portiamo l’immagine e la somiglianza. In assenza di ciò non c’è dialogo, né rispetto per le posizioni altrui".