Infiltrazioni mafiose, controlli nella Pubblica Amministrazione e semplificazioni

Infiltrazioni mafiose, controlli nella Pubblica Amministrazione e semplificazioni

(Organizzato da: Centro di studi ed iniziative culturali Pio La Torre;)

Relazione dell’On.le Alessandro Pagano – Assessore Regionale ai Beni Culturali e Ambientali e alla Pubblica Istruzione

Ogni iniziativa che si propone di incentivare il processo di formazione di una CITTADINANZA ATTIVA e CONSAPEVOLE è cosa molto positiva quando si tende a favorire non solo il trasferimento dei valori di legalità ma anche a studiare e rappresentare la concreta attuazione nei comportamenti quotidiani di questi valori all'interno dei sistemi politici, istituzionali e burocratici.

Partendo proprio dalla locuzione "infiltrazione mafiosa" e dalla gravita delle conseguenze che derivano per una società e per qualsiasi organizzazione pubblica che subisce un condizionamento della propria attività tendente ad avvantaggiare persone, gruppi o società collegate alla mafia è fondamentale avere chiaro alcune questioni:

In una democrazia il prezzo della fiducia tra elettori ed eletti si basa sul rispetto di alcuni standard a cominciare dell' APPARENZA per cui anche quando si agisce correttamente l'apparenza di una cattiva condotta equivale ad una condotta realmente cattiva.

L'altro aspetto fondamentale è quello delle REGOLE e più in generale dei meccanismi attraverso cui le decisioni amministrative si definiscono insieme ai controlli che sono messi in campo per accertare la legalità e la legittimità di atti o comportamenti.

Partendo però dall'importanza dell'affermazione che l'etica fornisce i prerequisiti per una buona amministrazione pubblica.

Infatti le regole etiche elaborate in modo ragionevole ed applicate in modo affidabile aumentano la probabilità che i funzionari prendono decisioni in base al merito delle questioni e non in base a fattori, come il profitto privato, che dovrebbero essere irrilevanti.

Se l'etica non è in ordine o se i cittadini hanno motivi ragionevoli per ritenere che non lo sia, non bisogna sorprendersi se le controversie in materia di etica prendano il sopravvento sulle discussioni politiche.

L'etica rende la democrazia sicura e consente il dibattito sulla sostanza della politica pubblica.

Qua si inserisce un'altra differenza che bisogna comprendere ossia che l’ETICA POLITICA e la MORALITA’ PERSONALE sono entità piuttosto diverse.

Diverse sia per le origini che per gli obbiettivi.

  1. La moralità personale ha origine dai rapporti diretti tra gli individui e mira a renderli moralmente migliori.
  2. L'etica pubblica persegue finalità che nascono dall'esigenza di fissare standard per i rapporti impersonali tra individui che potrebbero anche non incontrasi mai e cerca unicamente di rendere migliore la politica pubblica definendo con precisione la responsabilità dei funzionari.

Alcuni comportamenti encomiabili nell'etica personale (la restituzione di un favore o la preferenza per un buon amico) violano l'etica politica.

Così sono assolutamente rilevanti i problemi riguardanti l'efficienza e l'efficacia dell'attività delle istituzioni anche da un punto di vista di contrasto alle infiltrazioni malavitose perché determinano nei fatti una zona di oscuramento indecifrabile dall'esterno ed in grado di favorire situazioni inique.

Un altro tema che può accompagnarci nella trattazione di questo argomento riguarda la cosiddetta ASIMMETRIA INFORMATIVA tra i soggetti del processo decisionale cioè tra elettori e rappresentanti eletti, burocrati, gruppi di pressione o lobbies.

L'asimmetria informativa riguarda in primis il ruolo degli individui come elettori ai quali spetta esprimere le proprie preferenze ed esercitare il controllo politico sull'attività degli individui eletti sulla base di una rete di informazioni sufficienti. Si tratta così di amplificare e migliorare tutti quei meccanismi idonei a porre gli individui-lelettori-contribuenti e destinatari dei prodotti dell'attività pubblica nelle condizioni di essere informati sul comportamento di chi partecipa alle decisioni e sui risultati dell'azione pubblica

Vi è il rischio infatti che i rappresentanti eletti si pongono nelle condizioni di attuare una sorta di autoselezione delle informazioni da fornire alla collettività sottraendosi così ad ogni riscontro e controllo sostanziale di economicità e di efficienza da parte di chi deve rieleggerli determinando problemi che attengono il rispetto delle regole del gioco e quindi la corretta funzionalità del sistema democratico.

In questo senso un ruolo fondamentale viene svolto dall'applicazione del principio di Tocqueville della libera arte o della libera scienza dell'associarsi, che è un pezzo importante della teoria moderna del sistema di libertà ed un aspetto del pluralismo organizzato che consente spesso di avviare un meccanismo virtuoso dal basso di sensibilizzazione sociale su temi fondamentali quali il rispetto dei valori della legalità e nel contempo di condanna esplicita di atteggiamenti, comportamenti ed ammiccamenti di legalità debole o illegali.

Il progetto Livatino-Grasso che quest'anno come Assessorato alla Pubblica Istruzione Regionale abbiamo avviato insieme al Movimento delle Associazioni Antiracket ed Antiusura ed alla Fondazione " " per esempio, parte con l'obiettivo proprio di valorizzare non solo la scuola come incubatore dei valori comportamentali del futuro per contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio ma anche di valorizzare il ruolo e la funzione delle associazioni come fondamentale passaggio di progresso democratico.

Attivare gli anticorpi necessari per eliminare i fenomeni degenerativi derivanti dal controllo del territorio da parte delle organizzazioni mafiose che portano poi agli episodi di condizionamento sulle scelte pubbliche comporta una azione sinergica dove occorre avere buone regole ma anche un contesto civile capace di sviluppare una pressione positiva per pretenderne il rispetto oltre naturalmente ad un efficace sistema di controllo e di sanzioni.