Anno 2025
L'Italia militare serve davvero solo per un motivo: siamo i più bravi di tutti nelle PeaceKeeping (missioni di pace).
L'Italia militare serve davvero solo per un motivo: siamo i più bravi di tutti nelle PeaceKeeping (missioni di pace).
Venerdì 11 Luglio 2025 23:51
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Nel momento in cui una certa stampa fa a gara a dire che i russi sono cattivi e che vogliono invadere l’occidente, e che bisogna dare ancora soldi e armi all’ucraina (conferenza per la ripresa dell’Ucraina a Roma dei giorni scorsi), il sospetto è che si voglia creare consenso intorno alle politiche di guerra dell’Unione Europea e (in prospettiva) della Casa Bianca.
Premesso che in caso di guerra gli italiani verrebbero massacrati da chiunque per il semplice fatto che non abbiamo, nè un esercito numericamente adeguato (la crisi demografica vale anche in campo militare, o no?! ), né una popolazione adeguata da un punto di vista del temperamento.
Premesso altresì che il mainstream italia è tutto (tv pubbliche, private e giornaloni) popolato dai propagandisti della Nato e della Ue, che odiano la #Russia e che costruiscono paure infondate per manipolare l'opinione pubblica.
Premesso ancora che la Russia che voglia attaccare i Paesi europei della Nato è una bufala gigantesca utile solo per innescare e sostenere il teorema del 5% del Pil destinato alla difesa, la qual cosa servirebbe ad arricchire le aziende produttrice di armi, a far aumentare le scorte di magazzino di armi della Casa Bianca nel nostro quadrante geografico, al fine di “girarle” a gratis a qualcuno, oggi all’Ucraina, domani a chissà chi.
In verità l’Italia militare serve davvero solo per un motivo e sono il primo a sostenerlo: gli italiani sono i più bravi di tutti nelle PeaceKeeping (missioni di pace).
Tutte le volte che l'Italia è entrata in una guerra negli ultimi trent'anni (Iraq, Afghanistan, Libia, Serbia ) l'ha fatto sempre per dare una mano all'esercito americano. Avendo gli americani infatti, così come i francesi e gli inglesi una mentalità da colonizzatori (si ritengono, chissà perché, superiori ai paesi soggiogati), nei loro processi di distensione
post conflitto, chiedono proprio la presenza dei soldati italiani in quanto portatori di una cultura di pace, di solidarietà, di attenzione all’altro (in altre parole, cultura cristiana).
Quindi noi il potenziamento del esercito italiano ha un senso solo se manteniamo lo status di neutralità così da essere utili agli altri nei processi di mediazione tra paesi che si fanno la guerra.
Ecco perché il Presidente Giorgia Meloni non si deve fare trarre in inganno dalle lusinghe delle sirene esterne (paesi ue e nato) e interne (ministro della difesa e presidente della Repubblica in primis) e ascoltare soltanto la maggioranza del popolo italiano, da sempre contrario ad ogni forma di riarmo.
Regina pacis, ora pro nobis!





