Anno 2025
PUTIN E TRUMP NON SONO SEMPLICI ALLEATI TATTICI, MA UN UNICO BLOCCO CULTURALE CON UNA VISIONE STRATEGICA.
PUTIN E TRUMP NON SONO SEMPLICI ALLEATI TATTICI, MA UN UNICO BLOCCO CULTURALE CON UNA VISIONE STRATEGICA.
Lunedì 18 Agosto 2025 13:23
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Premessa: Non parlerò del risultato del summit Trump-Putin in Alaska perché quello che dovevo dire l’ho anticipato (e non per motivi divinatori) nei miei post del 10 agosto, ben 5 giorni prima dell’evento.
1) Non sto con PUTIN. Non sto con TRUMP. Sto con i POPOLI.
Sto con i popoli perché sono convinto che i popoli hanno dentro di sé, la forza delle loro identità, della loro storia e della loro cultura. Tutte forze positive e sufficienti per sbarazzarsi del potere diabolico di chi li vuole schiacciare e dominare.
2) Prendo atto però che “i due” stanno dalla parte dei loro rispettivi popoli e che invece la sinistra globalista, alleata con le multinazionali della tecno finanza odia i popoli e ama le élite (li definisco “comunismo 3.0”),
3) il comunismo 3.0 ovviamente odia sia Putin che Trump. La prova viene da ciò che dicono i media a loro asserviti (99%) che in questi anni ci hanno raccontato tutte le più improbabili frottole pur di mettergli contro (senza peraltro riuscirci), l’opinione pubblica mondiale:
“La Russia è sull'orlo del fallimento economico ed è completamente isolata. È senza armi ed è Inevitabile la sua sconfitta militare. Putin ha mali incurabili e sta morendo”.
“Trump è un corrotto e i giudici americani lo stanno arrestando. I suoi attentati sono bufale e se anche fossero veri, peggio per lui che se li è cercati. Persino la moglie Melania lo odia e si stanno separando”.
4) Le reazioni scomposte e pieni di livore di questi giorni (dai grandi giornali, ai piccoli e medi politici od opinionisti) sugli accordi di PACE in Alaska fra i due leader, sono la conferma che le cose per i sostenitori della GUERRA vanno (per fortuna nostra) molto male.
E adesso facciamo la vera domanda che nemmeno i sapientoni che ci leggono di nascosto hanno il coraggio di farsi:
QUAL È IL MOTIVO REALE PER CUI PUTIN E TRUMP NON SONO SEMPLICI ALLEATI TATTICI, MA UN UNICO BLOCCO CULTURALE CON UNA VISIONE STRATEGICA DI LUNGHISSIMO PERIODO.
Per dare questa spiegazione userò tre fonti:
-il primo discorso ufficiale del vice presidente degli Usa JD Vance, subito dopo l’insediamento di Trump, tenuto a Monaco nel Febbraio 2025, davanti a tutti i leader europei.
-il post pubblicato ad Aprile 2025 dal segretario di stato Usa Marco Rubio, sul sito ufficiale del Dipartimento di Stato Americano dal titolo “la necessità di alleati di civiltà in Europa”.
-I discorsi tenuti più volte in patria (forum economia a San Pietroburgo per esempio) da Vladimir Putin sulla decadenza della civiltà occidentale.
All’unisono I due leader sono coesi nell’affermare che i governi europei da decenni hanno tradito l’Occidente, abbracciando il multiculturalismo e il laicismo anticristiano La rinascita dell'Occidente avverrà attraverso:
I VALORI RELIGIOSI
Il primo asse è la ridefinizione dell’Occidente non più in termini illuministi e massonici, ma in termini spirituali, con un’ideologia basata sui “valori cristiani”. In questa visione, l’Amministrazione Trump ritrae gli Stati Uniti come una nazione che difende un ordine morale divinamente ordinato.
Questa prospettiva fa sì che Trump inquadri sempre più la “difesa della civiltà occidentale come un dovere sacro fondato sull’Autorità divina, non solo come un impegno politico per la libertà e la democrazia”. Il libro del segretario alla Difesa americano Pete Hegseth “American Crusade” proclama che il futuro dell’America dipende dall’ “esorcizzare lo spettro della sinistra che domina l’istruzione, la magistratura, la religione e la cultura: una guerra santa a 360 gradi per la giusta causa”. ESATTAMENTE LO STESSO MOTIVO PER CUI PUTIN COMBATTE L’OCCIDENTE MASSONICO-ILLUMINISTA.
L’ALLEANZA SPONTANEA
Il secondo asse è dato dal temperamento e dal pragmatismo di Trump e Putin che li ha portati ad allearsi fra loro senza che nemmeno ci fosse un disegno, ma semplicemente osservando quello che dicevano e facevano reciprocamente.
Da qui per Donald Trump il riordino delle alleanze, la ridefinizione di Occidente e il progetto di ricostruire la civiltà cristiana. E tutto questo senza sconti e senza perdita di tempo. Perché i nemici da decenni stavano scientificamente distruggendo tutto e a questo punto della storia si lotta per la sopravvivenza.
Ecco spiegata la campagna aggressiva dell’America trumpiana contro i vecchi alleati europei. Gli amici di un tempo sono diventati nemici e l’antagonismo si estende a 360°, dai capi di governo, al mainstream, ai leoni da tastiera dei social. Esattamente lo stesso metodo di Vladimir Putin.
In campo politico Trump salva solo Giorgia Meloni perché sa che il nostro presidente del consiglio (memore dell’esperienza di Berlusconi 2011 in cui lei era un ministro del gabinetto) la pensa come lui e che in Ue e nella Nato fa solo buon viso a cattivo gioco, anche se talvolta è risultata più realista del re per non perdere di credibilità agli occhi della Ue.
L’EUROPA ILLUMINISTA E MASSONICA.
Gli attuali leader europei, in continuità con tutti i loro predecessori, non appartengono soltanto alla sinistra. Sono presenti anche componenti di una falsa, quanto melliflua, destra iper capitalistica, fortemente gestita dai poteri forti del turbo capitalismo tecno finanziario (Rothschild e Blackrock fra tutti), che enfatizzano il multiculturalismo e il superamento, mediante persecuzioni subdole, del cattolicesimo neanche tollerato a livello “intimo”.
Esattamente il contrario dell’Amministrazione Trump che non va per il sottile nell’integrare il cristianesimo nelle sue politiche. Ci sono membri del gabinetto di Trump che durante le audizioni di conferma al Senato, hanno menzionato “Dio” o “Gesù”, 13 volte.
Questi atti, apertamente religiosi, compiuti in pubblico, segnalano il desiderio di confermare l’antica identità americana attorno al nazionalismo teocratico. In questo senso, Trump sta dicendo che il “neo socialismo finanziario dominante” dai tempi di Bill Clinton (1992), non è solo sbagliato, ma devastante.
L’Amministrazione Trump sta tentando di plasmare l’alleanza transatlantica per punire la resistenza liberale. Ecco perché Washington sostiene politici identitari come Giorgia Meloni, l’ungherese Viktor Orban, il polacco Karol Nawrocki, la francese Marine Le Pen e il rumeno George Simion come alleati della civiltà, mentre Trump prende letteralmente in giro i leader liberali europei.
A marzo i think-tank di destra di entrambe le sponde dell’Atlantico si sono incontrati per discutere su come indebolire l’UE dall’interno. Hanno salutato Trump
come il salvatore della civiltà cristiana e non hanno demonizzato Putin. Anzi !!
Nel frattempo giorno dopo giorno, l’Unione Europea appare sempre più debole sul piano economico-militare e assolutamente inesistente sul piano politico.
Le liberal-democrazie risultano sempre più minoritarie e bocciate dagli elettori.





