L’ASSENZA DI DEMOCRAZIA DELL’UNIONE EUROPEA
Mercoledì 19 Novembre 2025 21:00


SULLE CAUSE PROFONDE DELL’ASSENZA DI DEMOCRAZIA DELL’UNIONE EUROPEA.
(Fonte: Prof. Mauro Ronco, presidente del Centro Studi “Rosario Livatino”)La UE è un organismo tecnocratico caratterizzato dall’intreccio incestuoso di interessi pubblici-privati che danneggiano la proprietà privata, la privacy e la libertà dei popoli europei e che scientificamente cerca di svuotare la stessa sovranità nazionale per andare, complice un clima di paura e uno stato di eccezione continuo, verso uno super-Stato europeo (Confronta anche “il pifferaio di Davos” di Maurizio Milano).
“la governance reale della UE non sta nelle mani degli organi previsti dai Trattati, bensì in quelle di tecnocrati ed esperti che rappresentano gli interessi dei soggetti economici e finanziari che traggono enormi profitti dalle decisioni assunte dalla Commissione o dal Parlamento; le decisioni non sono assunte in funzione del bene comune delle popolazioni, bensì della presunta qualità scientifico-tecnica dei dati prescelti come premesse fattuali dei processi deliberativi da parte di comitati arbitrariamente formati, senza che alcuno sia messo in grado di valutarne la correttezza scientifica e, ancor meno, di apprezzare la convenienza e la proporzionatezza delle scelte rispetto alle esigenze delle singole nazioni europee.
Se si tiene conto, infine, che il funzionamento della macchina è alimentato dalla pratica istituzionalizzata del lobbismo, i cui componenti (una massa di 50.000 lobbisti, secondo Baldan, è accreditata a Bruxelles) mirano professionalmente a influenzare le decisioni, le azioni e le politiche dei rappresentanti del potere esecutivo, legislativo e persino giudiziario della UE, si comprende come e quanto la governance di questa sia distante dalla cura solerte degli interessi delle imprese e dei cittadini esclusi dai processi ‘comitologici’ di Bruxelles.
L’esperienza impone pertanto di guardare con diffidenza alla governance della UE, dirigendo piuttosto la nostra preoccupazione a salvaguardare gli interessi nazionali tramite una prudente riappropriazione dei poteri politici propri degli organi del nostro Stato.
Non si tratta in modo ‘populista’ di disprezzare l’Europa, bensì di compiere un’opera di discernimento alla luce dei valori fondamentali inscritti nella Costituzione italiana”.





