Mercoledì, 17 Giugno 2026


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Come il "catto-mormo-evangelico RUBIO si sta mangiando TRUMP

 

 

 

 

 

Accade di rado che un presidente scelga, come suo vero secondo, quanto a potere, un suo avversario interno, l'uomo che l'apparato repubblicano aveva scelto come suo avversario nel 2016.


 

Eppure è successo: Trump si è messo accanto, dopo l'ultima vittoria, un uomo del vecchio partito repubblicano cui Trump aveva dato la scalata. Si è messo al fianco un notorio neocon, cioè una persona con un' agenda di politica estera opposta a quella da lui dichiarata. E mentre per ottenere il palcet del senato per vari candidati isolazionisti e trumpiani, come Tulsi Gabbard, Trump ha penato (Gabbard ha avuto 52 a favore e 48 contrari), con Rubio non è andata così: il Senato americano ha approvato con 99 voti a favore la nomina di Rubio a segretario di Stato. Lo hanno votato tutti, all'unanimità, sia i democratici, sia i repubblicani avversi a Trump. Il che la dice lunga sulla continuità di Rubio con le vecchie amministrazioni e con le loro guerre.

Oggi Trump è all'angolo: si è messo da solo, tradendo di continuo le sue promesse. Ma è anche diventato del tutto ridicolo, non solo nelle parole, ma anche nei fatti. Con un effetto positivo: mentre i Clinton, i Biden, gli Obama facevano disastri ma mantenevano l'estetica, nelle parole e nei gesti, Trump svela al mondo in modo limpido, senza infingimenti, la malvagità di certi poteri.

Rubio no. Rubio è l'anima delle operazioni guerrafondaie di Trump, ma non parla, non si scopre, mantiene un profilo apparentemente alto. E viene mandato pure in Vaticano. Non si sceglie Vance, che con tutti i suoi limiti aveva quantomeno frenato sulla guerra all'Iran. No, si sceglie Rubio, che di questa guerra è forse più protagonista di Trump. L'anomalia è triplice: non Vance, una nomina di Trump, ma Rubio, una imposizione del deep state; Rubio a fare ombra a Trump stesso (visti mai i narcisi che fanno spazio agli altri?); Rubio, infine, che viene accompagnato da un aggettivo, il "cattolico".

E qui permettetemi di innervosirmi un poco. Che tutti i giornali del mondo lo definiscano in quel modo, lascia basiti, e fa pensare una cosa: il deep state americano sta preparando una nuova operazione gattopardesca. Avendo il controllo quasi assoluto del partito democratico, cerca di prenderlo del tutto anche su quello repubblicano, facendo finta di cambiare tutto, per non cambiare nulla: dopo una sfilza innumerevoli di presidenti wasp, perchè non lanciare un latino cattolico, in un paese dove i latini e i cattolici sono in crescita, ma senza che ciò coincida con qualche forma di potere?

Ecco a voi il primo repubblicano latino e cattolico!

Pensate che discontinuità!

Invece Rubio è la perfetta continuità, con i Bush e con la storia dei repubblicani guerrafondai (l'episcopaliano McCain, il mormone Romney...).

Rubio, è, lo ribadisco, l'uomo che doveva unire i repubblicani contro il parvenu "pacifista" biondo!

Già allora Rubio tentò un'altra operazione: provare a presentarsi come il cattolico che dialogava con gli evangelici, o come l'evangelico che dialogava con i cattolici. Voleva portare sotto le sue ali anche il mondo cattolico, tradizionalmente dem, ma da tempo di difficoltà politica e in crescita demografica.

Ed ecco il buon Rubio cominciare allora, nel 2015, il giro elettorale  delle chiese, raccontando la sua storia: sono nato cattolico, poi sono diventato un fervente mormone, poi sono tornato cattolico, poi battista, infine cattolico, ma frequento entrambe le funzioni, quelle della Chiesa di Roma e quelle della Christ Fellowship di Miami! ( https://www.theguardian.com/.../marco-rubio-faith-christ... )

Rubio è, per finire, quel soggetto che per ottnere il voto dlela potente comunità di esuli cubani, si rpesnentava come il figlio di esuli cubani scappati dal comunismo, pur essendo i suoi genitori giunti negli Usa prima dell'ascesa di Castro!

Personalmente non credo che il papa americano, Leone, si faccia ingannare: il fatto che gli abbia regalato una penna di ulivo, l'ulivo della pace, l'ulivo della terra santa, la dice lunga. Significa, forse: "è per te, prima ancora che per Trump; a me non mi fai fesso, anche se smascherarti è più difficile".

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