N. 15 - Aprile 2004
Evoluzionismo
Evoluzionismo
Favola o realtà? - (Cultura e Libri)
Promuovere un sereno dibattito su un argomento per nulla scontato
Tutti noi siamo abituati a considerare la teoria dell'evoluzione darwiniana dell'uomo un vero e proprio dogma, e questo deriva dagli insegnamenti scolastici e dalle informazioni forniteci dai cosiddetti programmi scientifici, trasmessi in TV. In realtà, pochi sanno che questa teoria è solo un'ipotesi (fra le tante sull'origine dell'uomo), che la biologia e la paleontologia non riescono a dimostrare, ma di cui anzi mettono a nudo tutti i "buchi neri" e le erroneità.
Contro l'ipotesi evoluzionista darwiniana si sono mossi, negli anni, i più grandi esperti nelle varie discipline scientifiche, come il biologo Giuseppe Sermenti, il paleontologo Roberto Fondi e il fisico nucleare Antonino Zichichi, cercando di fare un po' di luce sulla questione, dato che il vero problema sta nel fatto che non esiste un vero e proprio dibattito sull'argomento. Infatti, gli evoluzionisti considerano il dibattito chiuso e privo di ogni fondamento scientifico.
Quando, nel 1980, Giuseppe Sermonti e Roberto Fondi scrissero il loro libro dal titolo "Dopo Darwin", si scatenarono su di loro campagne denigratorie a mezzo stampa, in modo tale da non far diffondere "idee dannose per la mentalità collettiva"; sfortunatamente per gli evoluzionisti, i libri sull'argomento, da allora, si sono moltiplicati.
Ma cosa dice la teoria evoluzionista darwiniana?
Essa ci insegna che la vita è nata sulla terra casualmente dalla materia inanimata; quando è stato invece dimostrato da vari esperimenti, già nel 1660 da F. Redi e nel 1861 da L. Pasteeur, che ogni vivente deriva da un altro vivente.
Inoltre, alcuni biologi hanno calcolato che in 300 miliardi di anni il caso cieco non riuscirebbe a mettere insieme neanche una proteina, e considerato che il pianeta terra si è formato solamente da 4 miliardi di anni, non ce ne sarebbe stato neanche il tempo.
L'evoluzionismo ci spiega che l'uomo non è apparso sulla terra così come lo conosciamo oggi, ma è frutto di un'evoluzione, durata quattro milioni di anni, da esseri scimmieschi, passando, quindi, da organismi meno complessi ad organismi più complessi, tramite mutazioni genetiche (che si sono avute casualmente negli individui) e Selezione Naturale (sopravvive l'organismo le cui mutazioni genetiche si adattano meglio all'ambiente in cui vive, un sorta di lotta per l'esistenza); però, per dimostrare ciò, servono i cosiddetti anelli di congiunzione (specie intermedie) necessari per il passaggio da una specie all'altra, che in realtà non sono stati mai rinvenuti.
Infatti, la paleontologia insegna semplicemente che le varie specie sono indipendenti l'una dall'altra e che se di esse non vengono più ritrovati fossili, oltre un dato periodo geologico, vuol dire che si sono estinte e non evolute, e ciò permette di trarre la conclusione che l'uomo deriva dall'uomo.
Inoltre, la Selezione Naturale darwiniana è contraria al 11° Principio della Termodinamica, interpretando il quale, si evince che le forme viventi abbandonate al corso della natura, col passare del tempo, tendono a decadere e non a risalire verso il più perfetto; infatti, se l'ipotesi evoluzionista fosse vera si dovrebbe avere un passaggio dal più perfetto e complesso al meno perfetto, ossia dall'uomo alla scimmia. La selezione Naturale è contraria, anche, alle scoperte della biologia moderna, la quale dimostra che ogni forma di vita è apparsa sulla terra già complessa e non si è evoluta.
Infine, a fare un dispetto agli evoluzionisti ci pensano i cosiddetti "fossili viventi": diverse specie, come scorpioni, opossum, pesci celacantidi, si sono mantenute inalterate per centinaia dì milioni dì anni, passando con caratteristiche immutate attraverso diverse condizioni ambientali (una sorta di sfida sperimentale alle leggi evolutive).
Il processo evolutivo per essere dimostrabile dovrebbe essere osservabile e riproducibile, ma esso non lo è, in quanto è avvenuto una volta sola (se è avvenuto), quindi la scienza, probabilmente, non potrà mai dimostrare se l'uomo deriva dalla scimmia o se è apparso sulla terra così com'è oggi; e forse, non potrà neanche dirci se la vita è stata creata da Dio o se è scaturita dal caso cieco; però, a questo riguardo voglio citare il pensiero del premio Nobel Prof. J. Monod, scienziato di fama mondiale, che non credeva in Dio e attribuiva tutto al caso cieco, ma che ebbe l'onestà di riconoscere che, se si nega Dio Creatore, all'origine della vita c'è un "enigma insolubile".
Questo intervento non ha la pretesa di essere esaustivo e di dimostrare la verità sull'origine dell'uomo, ma ha solo lo scopo di insinuare il dubbio nei lettori e fare da spunto per eventuali approfondimenti, e per l'apertura di un sereno dibattito sull’argomento.
Matteo Alessandro Caruso





