N. 22 - Novembre 2006
La scomparsa di monsignor Cataldo Naro
La scomparsa di monsignor Cataldo Naro
Onore, gloria e vanto della nostra terra e della Chiesa - (Editoriale)
«Vi sono nella storia dei popoli, date emblematiche, che ricordano le gesta di questa o di quella generazione, ma soprattutto, per chi sappia capirle, richiamano scelte significative e cariche di conseguenze, che i ritmi temporali, nelle ricorrenze, ripropongono non solo come memorie ma anche come virtualità storiche, offrono cioè di nuovo come esempi e come possibilità.
Queste date, nelle orbite percorse dal loro puntuale ricorrere, si dispongono talora in modo enigmatico, e fatti lontani nel tempo si sfiorano, si affiancano, si scontrano perfino, vanno cioè a comporre fuggevoli figure, brevemente illuminate, che richiamano o ancora suggeriscono coincidenze, conferme alternative». (cfr. G. Cantoni, saggio introduttivo a Rivoluzione e Contro-Rivoluzione di Plinio Correa de Oliveira, ed. Cristianità, 3° ed. accresciuta, 1977).
A queste parole, scritte per descrivere altri contesti, riguardanti soprattutto la storia dei popoli e delle Nazioni ma validissime anche per la vita dei singoli uomini, è corso subito il mio pensiero appena raggiunto dalla notizia che il 29 settembre 2006 veniva a mancarci e a mancarmi, un padre, un maestro di vita, una guida illuminante. Ed a proposito di ?date emblematiche", ho subito pensato a quel 1976, anno in cui ho incontrato Alleanza Cattolica e pochi mesi dopo ho conosciuto don Cataldo Naro.
Fu Alberto Maira, fin da allora mio primo Maestro, a presentarmelo. Alberto era ed è ancora, il Reggente provinciale di Alleanza Cattolica. Era anche cugino di don Cataldo e negli ultimi trent’anni è stato una delle persone più vicine al compianto Arcivescovo. Egli capì intelligentemente che il carisma personale, la spiritualità mai sdolcinata e il tratto culturale di Cataldo Naro ben si adattavano all’Associazione e ai singoli componenti, pertanto fece diventare il suo rapporto con Naro da personale ad associativo. Trenta anni esatti quindi di frequentazioni, "carichi di conseguenze" straordinariamente positive per me, per tutto quello che ho ricevuto.
Nelle parole di Padre Naro ho trovato la intelligente inflessibilità nell’indicare quali fossero le vie che conducono alla santità per chi è stato chiamato da laico a ?combattere la buona battaglia", l’incoraggiamento paterno nei momenti di difficoltà, le conferme di quanto insieme ad altri giovani amici andavamo facendo per il trionfo anche sociale del Regno di Cristo e di Maria.
Non tutti gli anni, dopo quel primo incontro furono facili, anzi. L’orizzonte internazionale, nazionale e locale si profilava difficile. Spesso e volentieri quel gruppo di giovani che si era posto sotto le insegne dell’aquila di S. Giovanni e del Sacro Cuore di Gesù, che tante insulse ironie hanno suscitato, sembravano spesso i reietti della società, stretti da una parte dal secolarismo avanzante, dal laicismo arrogante, da un comunismo che appariva trionfante nel mondo intero e dall’altra da una incomprensione all’interno di un certo mondo ecclesiale che talvolta si trasformava in disarmante poco caritatevole ostilità.
All’interno di questo quadro, senza guardare a equilibrismi di sorta, fu proprio don Cataldo Naro a portare, ad organizzare conferenze, nella nostra provincia, per trattare i più svariati argomenti, i massimi esponenti di Alleanza Cattolica. Ne cito alcuni: il grande psichiatra Ermanno Pavesi che tenne una conferenza in seminario, il compianto storico medievista Marco Tangheroni, il sociologo delle religioni Massimo Introvigne al quale ha affidato la ricerca commissionata dal Centro Studi Cammarata sulle nuove credenze e le nuove appartenenze religiose nel territorio della diocesi nissena, culminata con la pubblicazione nel 1994 del volume La sfida infinita, per giungere finalmente alla conferenza con lo stesso fondatore di Alleanza Cattolica, Giovanni Cantoni, poi raccolta in volume delle collane sempre del Centro Studi Cammarata dal titolo "Aspetti in ombra della legge sociale dell’islam".
Don Naro, anche sul fronte dell’analisi politica, prese posizioni chiare su Alleanza Cattolica, cercando di valorizzarne l’opera con due articoli apparsi a Sua firma sul quotidiano La Sicilia. Il primo, il 12 luglio 1995, dal titolo "Da Coblenza a qui: quale cultura per la destra nissena" nel quale ricordava ai tanti che equivocavano o volevano farlo, che l’associazione civico culturale non aveva nulla da "spartire col vecchio clerico-fascismo o coll’idealismo gentiliano" e specie all’interno del nuovo clima politico creatosi in Italia, "l’indubbio dinamismo dei militanti di Alleanza Cattolica" poteva svolgere un grande ruolo.
Poi a seguito della mia elezione a deputato regionale, due anni dopo il 10 gennaio 1998, scrisse in ?Riflessione sul nuovo ruolo di Alleanza Cattolica. Quella cultura politica e quei successi elettorali degli ex emigrati di Coblenza?, e disse che era stato "smentito dai fatti chi, riprendendo la mia analisi, scrisse poi su questo stesso giornale dei membri di Alleanza Cattolica come di "fantasmi"o "epigoni"che si muovevano su una scena virtuale".
Negli anni successivi ha continuato a guardare con attenzione e simpatia al mio lavoro e a quello del nostro gruppo umano e culturale, illuminandoci sempre con i suoi saggi consigli, con il suo conforto, con la sua amicizia. Tutto ciò anche negli anni del Suo impegnativo ministero episcopale, quando insieme si decise di far nascere anche in Sicilia, con sede proprio a Monreale, quell’organismo internazione non confessionale, il Centro Studi sulle Nuove Religioni (Cesnur) fondato da Massimo Introvigne e nella nostra regione diretto ancora una volta da Alberto Maira. Tantissimo potrei aggiungere, ma per comprensibili motivi di brevità mi fermo.
Voglio solo porgere un grazie straordinario a questo mio e nostro Maestro di vita, a questo direttore spirituale, a questa luminosa figura di storico autentico e di cultura vera.





