I morti nelle Foibe e nel Gulag, morti di serie B.
Sabato 13 Febbraio 2010 11:27
Per il sesto anno con la Giornata del Ricordo sono state ricordate le vittime delle foibe. Qualcuno però ha fatto notare che ancora questa è una giornata svalutata. Evidentemente ci sono morti di serie A e morti di serie B.

È di grande attualità la polemica che in questi giorni ha coinvolto giocatori di calcio che sono stati colti dalle telecamere a bestemmiare in campo come se fosse la cosa più normale del mondo.
Quante volte abbiamo imprecato per le difficoltà a trovare un idraulico o un bravo falegname. Quante volte abbiamo visto artigiani geniali che non hanno avuto la fortuna di tramandare i propri saperi alle nuove generazioni e noi ci siamo dispiaciuti per la perdita di mestieri millenari che forse tra un po’ non esisteranno più.
In piena epoca di terrorismo rosso (era il 22 maggio 1975) fu emanata la Legge dello Stato n. 152, recante “Disposizioni in materia di ordine pubblico”, la quale dispose che non era consentito l’uso dei caschi protettivi quando questo rende difficoltoso il riconoscimento delle persone nei luoghi pubblici.
Da mesi gli studenti iraniani, la cosiddetta Onda Verde, scendono in piazza per manifestare e contestare il regime di Ahamadinejad. Questa volta il regime ha paura di questi giovani perchè mettono in questione l'esistenza stessa dell'intero sistema. Gli studenti lottano contro il Presidente Ahmadinejad e contro Khamenei, la guida suprema Islamica che rappresenta il fondamento stesso del regime.
Non crediamo di esagerare ma la campagna di odio contro Silvio Berlusconi, per certi versi assomiglia alla campagna di diffamazione che allora subì il povero commissario Luigi Calabresi. Stesse violenze verbali, stesse pressioni mediatiche, stesso odio e cattiveria.
A Copenhagen l’ONU si è riunita per darsi due obiettivi: diminuire le emissioni di Co2 nell’atmosfera, che a dire di questi pseudo-scienziati è arrivata a livelli insostenibili, e soprattutto diminuire la temperatura del pianeta che sembra sia aumentata di 2° centigradi negli ultimi anni.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’art. di Marco Zatterin apparso sulla Stampa del 24 novembre 2009
Si è celebrato in questi giorni l’anniversario del ventesimo della morte di Leonardo Sciascia, uno dei più grandi intellettuali e letterati del ventesimo secolo e Caltanissetta (città dove ha vissuto per vent’anni e che per sua stessa dichiarazione tanto influì nella sua formazione umana e sociale), l’ha celebrato con un convegno di due giorni di autentico valore nazionale e che ha esplicitato ai contemporanei alcune valutazioni sul valore formativo del pensiero sciasciano, e precisamente:
Da tempo in Europa e nel mondo occidentale imperversano dei giudici che interpretano a modo loro il senso della giustizia e soprattutto se ne infischiano dei diritti delle maggioranze e delle leggi parlamentari.




