Giovedì, 13 Giugno 2024


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La Corte dei Conti nei Paesi del Mediterraneo. Funzioni giurisdizionali in materia di contabilità pubblica

 Convegno Internazionale di Studi:

La Corte dei Conti nei Paesi del Mediterraneo. Funzioni giurisdizionali in materia di contabilità pubblica.

(Convegno organizzato da: Provincia Regionale di Agrigento; Istituto Documentazione Ricerche e Formazione per gli Enti Locali)

Fra gli intervenuti: Prof. Francesco Staderini (Presidente della Corte dei Conti d’Italia); Prof. Salvatore Buscema (Presidente Onorario della Corte dei Conti d’Italia); M. Abdelkader Zouied (Censeur General – Cour des Comptes – Algèrie); Dña Ana Marià Pèrez Tortola (Presidenta de la Secciòn de Enjuiciameinto Tribunal de Cuentas-España); M. Jean-Pierre Bonin (Conseiller Maître, Chef du service des relations internationales et des affaires europèennes – Cour des Comptes – France); Mr. Costantinos Efentakis (Second-Rank judge – Ellenic Court); M. Ahmed El Midaoui (President de la Cour des Comptes – Maroc); Dott. Vincenzo Apicella (Procuratore Generale Corte dei Conti d’Italia); M. Amàvel Raposo (Conseiller Tribunal de Contas – Portugal); Mr. Dan Drosu Saguna (President of Court of Accounts – Romania); Mr. Ömer Karamollaoğlu (Senior Auditor Court of Accounts – Turkey); Dott. Giorgio Clemente (Decano della Corte dei Conti dell’Unione Europea).

Sintesi della relazione dell’On.le Alessandro Pagano – Assessore Regionale al Bilancio e Finanze.

Da giornate come quella odierna che tratta non un evento celebrativo ma contributi di autorevoli studiosi su argomenti di fondamentale importanza per l'evoluzione del sistema democratico che vede il ruolo della Magistratura contabile sempre più al centro delle attese di giustizia della comunità, è da considerarsi importante per la nostra Regione che come a voi tutti noto, per le sue prerogative statutarie ha avuto fin dalla nascita dello statuto, un particolare ordinamento per quanto attiene l'organizzazione della Corte dei Conti ed in particolarmente all'art. 23 dello Statuto è previsto che, "Gli organi giurisdizionali centrali avranno in Sicilia le rispettive sezioni per gli affari concernenti la regione" e che la Sicilia è stata la prima regione ad avere riconosciuta una giurisdizione decentrata.

L'importanza per la politica di avere forti riferimenti per orientare la gestione pubblica a regole economiche di efficienza, efficacia ed economicità ed al raggiungimento di risultati non può che indurci a osservare con particolare attenzione sia il dibattito che i contributi che emergeranno in queste due giornate di studio. Ciò nella considerazione che nella società contemporanea da un lato vi è una progressiva e sclerotizzante burocratizzazione, dall'altro vi è la voglia delle collettività a partecipare alla gestione degli affari pubblici; entrambe le istanze fanno assurgere la funzione giurisdizionale ad un livello sempre più qualificante e necessario non tanto per la soluzione di situazione di conflitto ma prioritariamente per l'affermazione della giustizia.

Se è mutato il modo di amministrare non più per soli atti ma anche per piani, programmi e progetti da realizzare su direttive impartite dagli organi di governo e quindi è mutato anche la funzione di controllo, per certi aspetti per la politica sono venuti meno momenti di collaborazione preventiva che comunque aiutavano ad attuare le decisioni nel miglior modo possibile, oggi tutto si concentra sul controllo di gestione per misurare e valutare i risultati delle politiche pubbliche.

Tutto ciò anche a seguito dell'evolversi delle fasi di riforma amministrativa e di bilancio conclusasi nel corso degli ultimi anni, che hanno portato nell'ambito della Regione siciliana alla riforma del ruolo della dirigenza, alla adozione di nuovi modelli di organizzazione e procedimento alla gestione delle innovazioni sul terreno delle tecniche e tecnologie informatiche di amministrazione.

In una visione unitaria delle funzioni della Corte, pur se attiene alla funzione di controllo, è importante sottolineare l'obiettivo posto dal Trattato di Maastricht basato sul rispetto delle regole della Costituzione fiscale europea. Il Trattato pone i principi di una "sana gestione" delle finanze pubbliche e della "sostenibilità della situazione della finanza pubblica che risulterà dal conseguimento di una situazione di bilancio pubblico non caratterizzata da un disavanzo eccessivo". Regole di politica fiscale rese più stringenti dal Patto di stabilità e crescita interno.

La funzione della Corte dei Conti oltre a quella di vero e proprio controllo sulla regolarità della gestione è quella di fornire un flusso di informazioni qualificate, attendibili, rese da un organo neutrale, che consente di realizzare quella particolare attività definita "controllo-indirizzo", finalizzato al miglior andamento dell'azione amministrativa e di spesa.

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