Domenica, 19 Maggio 2024


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Disagio giovanile e minori a rischio. Il Progetto "NE VALE LA PENA"

Disagio giovanile e minori a rischio. Il Progetto "NE VALE LA PENA"

(Convegno organizzato da: Associazione Casa dell’Angelo)

Fra gli intervenuti: Dr. Alessandro Padovani (Direttore dei Servizi dei Minori Istituto Opera Don Calabria); Don Giuseppe Alessi (Presidente Associazione Casa dell’Angelo CL).

Relazione dell’On.le Alessandro Pagano – Assessore Regionale al Bilancio e Finanze

La Regione ben volentieri ha finanziato le iniziative in Sicilia dell’Associazione Opera Don Calabria giacché ne condivide le prospettive di fondo. In particolare qui a Caltanissetta sta nascendo l’iniziativa "Ne vale la pena" che sintetizza il pregevole lavoro fatto a favore dei minori a rischio e del disagio giovanile.

La finalità principale dell'impianto progettuale "NE VALE LA PENA...", attuata in questi due anni di lavoro, risiede nel tentativo di sviluppare una prospettiva di progettazione e realizzazione di interventi rivolti ai minori ed adolescenti che vivono un grado elevato di vulnerabilità alle condizioni di devianza e criminalità, con un'ampia possibilità di incisività e di ricaduta nel loro stile di vita.

Insieme alle realtà locali ed ai servizi sociali competenti si stanno sperimentando progetti e modelli di accompagnamento degli adolescenti devianti attraverso il loro protagonismo che si incontra con il protagonismo delle realtà sociali, occupazionali del territorio, con le agenzie della società civile con una cultura della riparazione e della gestione dei conflitti tra le persone e nei contesti sociali.

A livello di approccio culturale l'esigenza di innestare i valori ed i riferimenti pedagogici che richiamano la responsabilità dei giovani nella costruzione di un loro progetto di vita, il riconoscimento dell'altro, la riparazione e la possibilità dì trovare strumenti di accordo, significa concentrarsi sugli interventi rieducativi mantenendo in quota l'ottica della prevenzione e dell’integrazione nel proprio contesto sociale.

Significa coniugare le esigenza di controllo istituzionale con le necessità di valorizzazione di programmi di educazione alla convivenza, nel quale trovano il luogo anche le attività di mediazione viste come strumenti che attivano le capacità di comunicazione, ascolto, e quindi di intervento e prevenzione della violenza.

Significa inoltre evitare i fenomeni di allontanamento dei ragazzi successivi agli inserimenti in comunità alloggio ed in contesti residenziali.

L’esperienza ed i riferimenti orientativi

In questi due anni la condizione posta come prioritaria nella definizione delle scelte, dei contesti e delle modalità di intervento realizzati con il progetto "Ne vale la pena" è stata la centralità dei vari ambiti di vita dell'adolescente:

  • i contesti che si occupano del recupero della formazione e della acquisizione di una professionalità, per dare opportunità di costruzione di un futuro basato sullo sviluppo di competenze e di conoscenze culturali;
  • i contesti che riguardano il lavoro, per offrire reali esperienze di inserimento professionale;
  • i contesti che si occupano del tempo libero per la socializzazione e le relazioni amicali, per permettere di diventare partecipe di esperienze significative a livello di relazioni. emozioni, affetti e costruzione di legami sociali significativi;
  • i contesti delle relazioni con gli adulti, per favorire l'incontro creativo tra le generazioni e per sviluppare una cultura della comunicazione e dell'interazione reciproca;
  • i contesti che promuovono la cultura della legalità, per tentare di far diventare i luoghi e le persone che rappresentano le regole sociali di convivenza degli interlocutori che favoriscono le possibilità di riparazione e di riconoscimento del valore delle relazioni e dei legami sociali;
  • i contesti che agiscono attraverso il sostegno personale, per promuovere interventi di supporto ai percorsi educativi nell'ottica del recupero dell'impegno alla costruzione di sé e della propria socialità

Le proposte ed i progetti specifici nati e sviluppali nei vari territori derivano dalla considerazione dei bisogni dell'adolescente e dalle necessità dei contesti territoriali. I bisogni riscontrati in questi adolescenti richiamano le opportunità di costruzione del sé, della propria identità, le possibilità di promozione del benessere, le capacità di utilizzo delle modalità di interazione con le persone e l'ambiente, il senso dei comportamenti in uno sfondo di una cultura della legalità. Sono bisogni dell'adolescente, di ogni adolescente, e il comportamento/reato evidenzia quindi il fallimento temporaneo delle modalità e dei significati generali dati ai compiti di sviluppo personale e sociale.

Tutto ciò ci fa capire quali sono i principali obiettivi che si deve proporre un progetto serio:

  1. la sperimentazione di un modello di intervento integrato rivolto agli adolescenti inseriti nel circuito penale o con condizioni di rischio di devianza;
  2. lo sviluppo della cultura della riparazione e della responsabilizzazione come ambito significativo di prevenzione della violenza e dei fenomeni di devianza e di intervento rispetto ai reati e quale strumento che favorisce la possibilità di gestione dei conflitti a livello relazionale e sociale;
  3. la promozione di strumenti "moderni" di intervento orientati alla valorizzazione delle risorse umane;
  4. favorire una presenza maggiore delle categorie e delle istituzioni "non specifiche" negli interventi di integrazione degli adolescenti, in modo da avvicinare il mondo dell'agio con le esperienze del disagio.

CONCLUSIONI

La reciproca comprensione di sé e dell'altro, la ricerca di soluzioni congiunte (riparazione) attraverso l'utilizzo delle proprie potenzialità, la condivisione dei meriti e delle responsabilità, sono atteggiamenti indispensabili ad ogni pacificazione.

Comprensione, riconoscimento, responsabilità riparazione e condivisione sono gli obiettivi minimi del processo di mediazione attraverso i quali i soggetti hanno la possibilità di riaprire i canali comunicativi ostacolati dal conflitto.

Le attività dei centri e dei progetti locali realizzati nel "NE VALE LA PENA" si ispirano a questi elementi applicandoli nelle esperienze concrete.

Ecco il perché di questa scelta da parte della Regione.

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