Lunedì, 16 Maggio 2022


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Cerimonia di premiazione del Concorso Ricerca Recupero Tradizioni Popolari Siciliane

Cerimonia di premiazione del Concorso Ricerca Recupero Tradizioni Popolari Siciliane

"Il passato spiega il presente, fonda il futuro e arricchisce sempre l’umanità"

Relazione dell’On.le Alessandro Pagano – Deputato regionale

La Sicilia ha mantenuto inalterato un ricco patrimonio di "memorie" che, attraverso le tradizioni popolari, giunge sino ai nostri giorni, offrendoci non solo l’opportunità di dare uno sguardo indietro per capire il presente, ma di comprendere e trasmettere "l’identità" culturale delle nostre radici.

Da dove vengo? Dove vado? Sono queste le domande che attanagliano l’esistenza dell’uomo. In questo caso le tradizioni aiutano a dare una risposta e a non perdere le "memorie", perché l’uomo senza memoria è un uomo senza futuro.

Oggi tutti vivono intensamente e unicamente il proprio presente, assaporandone ogni attimo.

Carpe diem sembra essere il motto dei giovani d’oggi che così bruciano la loro essenza. Quando si vive senza la propria cultura e le proprie tradizioni popolari la vita diventa un’esperienza svuotata e senza senso.

Parlo di quella cultura popolare per cui è colto anche colui che, sia pure ignaro di lettere e di scienze e sia pure chiuso nel proprio ambiente, ha una sua esperienza della vita e una saggezza che gli vengono da un’eredità di pensiero trasmesso il più delle volte attraverso i secoli, per via orale, e maturata attraverso una consuetudine di riflessione e da una relativa conoscenza degli uomini.

La tradizione popolare, prescindendo tuttavia dal suo aspetto come fatto e fenomeno di massa, è esperienza e consapevolezza della vita, incontro che avviene nel presente attraverso coloro che ne hanno fatto esperienza e possono testimoniarlo nell’intento di salvaguardare, conservare e perpetuare un patrimonio di cultura e di tradizioni popolari importantissimo e fondamentale della vita della nostra comunità: ".

Pur tuttavia bisogna stare attenti perché le tradizioni popolari attendono di essere messe alla prova.

Per esempio, per la nostra gente la processione religiosa rappresenta un momento in cui l’adesione agli aspetti formali del culto è manifestazione di fede, ma dove anche la superstizione, il folklore, la cultura e il sentimento religioso si fondono al punto che risulta quasi impossibile dire dove finisca un aspetto e dove comincia l’altro.

È una considerazione, questa, che mi nasce spontanea dentro, e mi suggerisce l’immagine delle generazioni future che si fermeranno a discutere, ammirare e trasmettere la nostra cultura attraverso le tradizioni popolari.

In questo senso la tradizione non è mai una trasmissione di valori o di nozioni astratte, ma è essa stessa testimonianza, quasi un’osmosi da persona a persona, tra un uomo che ha già vissuto il proprio tempo e un altro uomo che si appresta a riscoprirlo per poi riproporlo e trasmettere.

In altri termini è un comunicare se stessi e più precisamente un modo diverso di giudicare la realtà, coinvolgendosi con essa in maniera nuova.

Ogni area, città o paese della Sicilia conserva intatta una propria tradizione popolare carica di valori morali e culturali rispettabilissimi e degni di sopravvivere.

Non si tratta, nelle uniformità indifferenziata della civiltà consumistica e industriale, di disperdere e di dissolvere l’eredità di tradizioni valide sotto tanti punti di vista a vantaggio di feste estranee alla nostra cultura come quella di halloween; si tratta di conservarle, confrontandole con i valori più validi e più alti della civiltà moderna, per cui la varietà delle diverse tradizioni presenti in Sicilia, nella consapevolezza politica e culturale di questa diversità, diventi capace di rinnovarsi, pur restando fedele a se stessa.

Ognuno deve conservare del suo ambiente quello che va umanamente e culturalmente conservato; non è necessario sommergere il proprio passato in un’inevitabile e inesorabile valanga di modernità. La vera ricchezza dell’uomo non consiste certamente in una civiltà assolutamente indifferenziata da una parte all’altra della terra né consiste nell’essere assolutamente l’uno uguale all’altro.

Le tradizioni popolari, infatti, quando vivono e resistono come fatto cosciente di sensibilità culturale e di tradizione storica non è più espressione di una condizione spirituale attardata e anacronistica, ma diventa testimonianza autentica presente e futura per le nostre generazioni.

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