Giovedì, 23 Maggio 2019

 

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Arte. Ieri pomeriggio il critico Sgarbi ha osservato da vicino l'Annunciazione di Antonello da Messina

(Tratto da "Giornale di Sicilia") - È arrivato all'interno della chiesa San Giuseppe quasi sorpreso della presenza di decine di cameraman e giornalisti. Ma Vittorio Sgarbi, da vero critico d'arte ha subito saltato le transenne per osservare da vicino l'Annunciazione di Antonello Da Messina.

Il vero personaggio dell'evento di ieri sera è stato sicuramente lui. C'erano centinaia di persone ad attenderlo. E Sgarbi, prima si è concesso all'opera d'arte con la massima attenzione, si è quasi isolato dalle tante persone che lo circondavano, ha alzato gli occhiali, ed ha osservato la pittura del pittore secentesco millimetro dopo millimetro. Ma la sua attenzione, subito dopo, è anche andata alla cupola della chiesa di San Giuseppe e all'abside e, poi, ha detto qualcosa all'orecchio del sindaco Raimondo Torregrossa.

«Sgarbi mi ha detto che la chiesa è un piccolo gioiello - ha spiegato poi il primo cittadino - gli piace la cupola, l'altare, è rimasto davvero entusiasta e mi ha detto che è una struttura da curare attentamente, un consiglio che terrò caro». Poi la conferenza stampa e l’europarlamentare, con la sua solita «verve» ironica ha subito rotto il ghiaccio davanti a tenti cronisti quasi impauriti di porgere una domanda sbagliata e si è rivolto all'assessore Alessandro Pagano. «Dai, tutti vogliono sapere perché ti sei portato quest'opera d'arte nella tua città - ha detto - te lo dico io cosa devi rispondere: a San Cataldo come a Ragusa o Trapani, un centro vale l'altro, le opere d'arte devono andare dai cittadini». Poi il sindaco ha voluto ricordare che di mezzo c'è anche la festa per i 14° anni dalla proclamazione di San Cataldo a città. Ma Vittorio Sgarbi, con un sorriso lo ha subito bloccato facendolo arrossire «Risposta sbagliata, caro sindacai devi dire un'altra cosa». Risata generale e poi il critico è subito tornato serio ed ha iniziato a parlare del progetto dell'assessorato. - «C'è solo un modo per fare capire al mondo che la Sicilia non è solo mafia o coppole - ha concluso - far conoscere questo immenso patrimonio che avete in tutti i continenti. Prima il Satiro, poi le altre opere di Antonello Da Messina, la strada è quella giusta».

«Dopo la mostra L'Isola del Mito - ha affermato Pagano - Caltanissetta nell'ex Palestra Bilotta, un'altra grande esposizione allieterà le festività natalizie di quanti vorranno accostarsi alla cultura con la C maiuscola».

s.ca.

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