Lunedì, 10 Dicembre 2018

 

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La Soprintendenza si insedia nell'edificio che per decenni ospitò le Poste

(Tratto da "La Sicilia") - L'ex Palazzo delle Poste Centrali dì Caltanissetta sarà la nuova sede della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta. Grazie all'accordo siglato oggi alla presenza dell'assessore regionale Alessandro Pagano, il presidente della Banca di credito cooperativo del Nisseno di Sommatino e Serradifalco, proprietaria dell'immobile, Giuseppe Di Forti, e dal soprintendente di Caltanissetta Rosalba Panvini, un'ampia porzione dei locali saranno destinati agli uffici centrali della Soprintendenza di Caltanissetta.

"Questa operazione - ha affermato l'assessore Pagano - consentirà di dare una sede funzionale e prestigiosa alla Soprintendenza che, finalmente, vedrà risolto il problema della sistemazione degli uffici attualmente dispersi in un plesso condominiale di via Sardegna". "E' stato predisposto - ha affermato il presidente della Banca, Giuseppe Di Forti - un progetto di restauro strettamente conservativo, approvato dalia Soprintendenza di Caltanissetta, che vedrà l'avvio nelle prossime settimane sotto la stretta sorveglianza dell'Ente tutore. I lavori saranno finanziati interamente con il capitale della Banca ma il bene sarà fruito in buona parte dall'amministrazione pubblica". Il fabbricato, sito in Via Francesco Crispi - Piazza Marconi, fu edificato intorno al 1920 dopo la demolizione della Chiesa di Sant'Antonino con attiguo omonimo convento. L'Amministrazione dello Stato destinò l'area alle Poste di Caltanissetta. I lavori di costruzione durarono fino al 1937; da allora e fino al 1992 lo stabile, di proprietà delle Poste, fu utilizzato come sede centrale e sportello per i cittadini. Successivamente, dopo il trasferimento della sede centrale nell'edificio di via Leone XIII, la maggior parte degli spazi dello stabile rimasero inutilizzati; solo la parte centrale, nota per i pregiati affreschi del pittore palermitano Gino Morici che arricchiscono i soffitti e le pareti, fu continuata ad essere utilizzata per i servizi di sportello. Nel 1999 la Regione Sicilia ha apposto sull'intero edificio il vincolo a salvaguardia del valore monumentale, artistico e architettonico. L'immobile, rimasto per anni in stato di semiabbandono anche a motivo dei cospicui capitali necessari per il risanamento, nell'agosto del 2003 è passato nelle mani della Banca di Credito Cooperativo dei Nisseno di Sommatino e Serradifalco che ne ha acquisito la proprietà.

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