Domenica, 16 Giugno 2024


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Convitto, lo stemma rischia di crollare «Entro l'anno i soldi per il restauro»

È tanto rovinato, e adesso rischia di cadere, mettendo a repentaglio l'incolumità dei passanti, lo stemma dei Savoia in cima al Convitto Nazionale Giovanni Falcone, a Piazza Sett'Angeli. Ma all'inizio del prossimo anno tornerà all'originario splendore.

«Entro il mese - assicura l'Assessore regionale alla Pubblica istruzione e ai Beni culturali, Alessandro Pagano - stanzieremo gli 11 mila euro necessari per i lavori già programmati dalla Soprintendenza».

Le parole dell'Assessore rincuorano il rettore Domenico Pocorobba, che da mesi lancia l'allarme sulle condizioni precarie di uno dei maggiori simboli artistici del Convitto.

Oltre alla ristrutturazione e al consolidamento dello stemma, la Regione l'anno prossimo finanzierà il restauro di due tele del Seicento custodite all'interno della scuola.

Dipinti che tutti potranno ammirare nei primi giorni di maggio, in occasione della manifestazione "Palermo adotta un monumento", quando gli studenti apriranno le porte del Convitto ai visitatori.

L'assessore Pagano è stato invitato dall'istituto per discutere di legalità coi ragazzi ed è stato nominato dal rettore Domenico Pocorobba «convittore onorario. La sua firma nel prestigioso registro si aggiunge a quelle, fra gli altri, di Luciano Violante, Oscar Luigi Scalfaro e Francesco Cascio, l'attuale vicepresidente della Regione che è passato dal Convitto per salutare gli studenti.

"L'anno prossimo - annuncia Pagano -, in occasione del quindicesimo anniversario della morte del giudice Livatino, patrocineremo il libro dedicato a lui della sua professoressa Ida Abate". Nel frattempo potrebbe essere arrivata una svolta la querelle Provincia-Demanio sulla gestione del Convitto e dell'Educandato Maria Adelaide.

Una legge sull'edilizia scolastica, la 23 del 1996, trasferisce le spese della manutenzione di convitti ed educandati femminili, oltre che quelle per le utenze elettriche e telefoniche, alle Province attraverso un accordo che fra Palazzo Comitini e il Demanio non è stato ancora stipulalo: il risultato è che nessun « mantiene» queste due strutture.

"Altre istituzioni dello stesso tipo - spiega l'assessore provinciale al Patrimonio, Marcello Caruso - non sono passate alle Province e a breve, tenendo conto di come la vicenda sarà affrontata in questi giorni in campo nazionale, decideremo se prendere in gestione o meno il Convitto e l'Educandato".

Luca La Mantia

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