Sabato, 14 Dicembre 2019

 

-

 

 

-

 

 

 

Seguimi su Facebook e Twitter

Crisi dell'Agricoltura italiana

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01820

presentata dai deputati PATARINO, PAGANO, FRANZOSO, LO PRESTI, DIVELLA, CRISTALDI, MARINELLO, LEHNER, MOFFA, ANTONIO PEPE, DI VIRGILIO, DE CORATO, PALUMBO, VERSACE, PROIETTI COSIMI, LAMORTE, BIAVA, SCAPAGNINI, LISI, FORMICHELLA, FUCCI e ANGELA NAPOLI. -

giovedì 4 dicembre 2008, seduta n.098

Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dello sviluppo economico.

Per sapere, premesso che:

la pesantissima crisi dell'agricoltura italiana ha superato ormai i limiti di guardia determinando in tutti gli operatori uno stato di angoscia, se non proprio di disperazione, per il presente e il futuro di un comparto dal quale dipende gran parte del reddito di vaste aree geografiche, in particolar modo del mezzogiorno;

i prodotti ortofrutticoli, anche per l'anno 2008, hanno registrato una pesante riduzione nei consumi e un calo dei prezzi ai produttori, tali da non garantire nemmeno il costo di produzione;

i prezzi praticati al consumatore, al contrario, diventano anno dopo anno, ingiustificatamente sempre più alti;

tutti i prodotti dell'agricoltura italiana, oltre a subire la crisi di mercato devono fare i conti con una pesantissima concorrenza dovuta alla invasione di prodotti provenienti da Paesi terzi e dagli stessi Paesi europei come la Spagna, la Grecia, il Portogallo, eccetera, in cui i costi di produzione sono molto più bassi rispetto a quelli italiani;

sorte particolarmente avversa sta toccando in queste settimane alla produzione delle olive, dell'olio e degli agrumi (specialmente delle clementine);

l'olivicoltura italiana (soprattutto quella pugliese, famosa nel mondo per la qualità del suo olio extra vergine) è costretta a scontrarsi con una delle più difficili congiunture degli ultimi decenni, sia per eventi naturali che per condizioni di mercato. Gli olivicoltori della provincia di Bari con proprio documento, inviato in data 12 novembre 2008 ai rappresentanti delle più alte cariche istituzionali nazionali e regionali, ai parlamentari, al Prefetto e al Questore di Bari, hanno denunciato la gravità della situazione chiedendo adeguate e tempestive iniziative a sostegno del settore;

il clementino, che trova la più alta specializzazione e la migliore qualità lungo tutto l'arco jonico: le primizie in Calabria (nella zona di Rossano-Corigliano Calabro) e le tardive in Puglia (nella zona di Palagiano-Massafra IGP la clementine del «Golfo di Taranto»), pur avendo qualità organolettiche superiori, tanto da riscuotere il maggiore gradimento del consumatore, corre il rischio di essere preferito da quello spagnolo, importato in condizioni «rinfusa» e spacciato come quello jonico, dopo essere stato confezionato ed etichettato come prodotto di produzione di origine italiana;

secondo una indagine Ismea la produzione di arance per la campagna 2008/09 si attesterà su livelli inferiori a quelli raggiunti nelle ultime tre campagne. Il raccolto, stimato intorno a 1,7 milioni di tonnellate accusa infatti una perdita del 29 per cento rispetto al triennio 2005-2007 e del 33 per cento rispetto all'anno 2007;

la flessione produttiva (Calabria -38 per cento; Puglia e Sicilia -35 per cento) è da imputare ai problemi causati dalle gelate primaverili del 2008 in molte aree particolarmente vocate alla produzione agrumicola (Piana di Catania, Piana di Gioia Tauro, Piana di Sibari e Golfo di Taranto). Tuttavia, nonostante questa oggettiva flessione di resa e produzione di arance e clementine, sui mercati tradizionali e GDO si registra un aumento dell'offerta di prodotti, indicati come italiani. Tutto ciò è determinato da una attività illecita messa in atto da alcuni operatori italiani che importano prodotti da paesi terzi per immetterli sui mercati nazionali ed europei spacciandoli per produzione italiana, trasgredendo i principi della normativa comunitaria e nazionale in materia di identificazione e tracciabilità dei prodotti -:

se non ritengano di intervenire con la massima urgenza per mettere in atto tutte le iniziative necessarie, partendo innanzitutto dall'attuazione di serrati e severi controlli su tutto il territorio nazionale per: a) difendere la specificità delle produzioni italiane; b) impedire l'immissione sul mercato di prodotti di bassissima qualità e dubbia provenienza, contrabbandati come prodotti italiani; c) facilitare il consumatore nel riconoscere l'origine di produzione del prodotto, magari imponendo l'obbligo di riportare in etichetta o sull'imballaggio di confezionamento, oltre alla dicitura del Paese di origine, anche i colori del Paese di produzione; d) documentare con evidenza oggettiva (fatture d'acquisto, etichettatura, eccetera) l'identificazione e la traccia dei prodotti importati ed immessi sul mercato (al fine di verificare che la quantità di prodotto importato corrisponda alla quantità immessa sul mercato) con forti sanzioni pecuniarie per gli inadempienti e pena la cancellazione dalla banca dati degli operatori ortofrutticoli per i recidivi; e) avviare, magari da parte dell'Antitrust, un'accurata indagine volta ad individuare le distorsioni del mercato ed il ruolo di gruppi che assumono posizioni determinanti nella commercializzazione dell'olio d'oliva extravergine; f) istituire un tavolo di confronto nazionale e regionale con i soggetti del mondo della distribuzione per individuare strategie condivise di rilancio dell'intero settore agricolo. (4-01820)

Cerca nel sito

Appuntamenti

Mese precedente Dicembre 2019 Prossimo mese
L M M G V S D
week 48 1
week 49 2 3 4 5 6 7 8
week 50 9 10 11 12 13 14 15
week 51 16 17 18 19 20 21 22
week 52 23 24 25 26 27 28 29
week 1 30 31

Social Network

diventa Amico di Alessandro Pagano su Facebook diventa supporter di Alessandro Pagano su Facebook Alessandro Pagano su You Tube Alessandro Pagano su Flickr Alessandro Pagano su Twitter