Lunedì, 20 Maggio 2019

 

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Identità è Futuro

Beni Culturali, Ambientali ed Educazione Permanente

La strategia di fondo che ci ha condotto in questa esperienza è una specie di "rivoluzione" percepita da tutti: Non più "l’utilizzazione" fine a se stessa dei Beni Culturali, ma una strategia capace di influire sui comportamenti.

Si tratta della continuazione del lavoro politico che abbiamo svolto nelle precedenti esperienze governative e della sua applicazione all’attuale ruolo.

Dostoevskij ci insegna che quando si cerca di togliere Dio dal cuore dell’uomo, rimane un vuoto enorme che si cerca poi disperatamente di riempire con surrogati illusori.

Nel nostro tempo, la via maestra per la perdizione, forse soprattutto in Politica, è quella che porta al "Grande Nulla", passando dall’ebbrezza narcotizzante del "caos organizzato": i nostri Valori, ereditati essenzialmente dalla Tradizione Cattolica, sono stati artificialmente sostituiti dal Nulla. E’ una linea di pensiero che ha un suo fascino perverso, fatto di edonismo, di mode, di "valori di mercato"…e basta!

Sono i caratteri di una società intrisa di malessere, dove, per dirla breve, "tutto ha un prezzo e niente ha più Valore".

La Storia, specie in Sicilia, dimostra che è necessario possedere identità forti. Una forte identità non è mai intollerante. Spesso l’intolleranza nasce dalla paura nel confronto con l’altro. E’ meno tollerante chi non è davvero forte nell’animo. Chi ha identità forte si guadagna sul campo il rispetto necessario, come base del dialogo.

Abbiamo l’impressione che il vero rischio del confronto, per esempio, con il mondo islamico dipenda dal fatto che gli islamici preferiscano avere interlocutori con profilo etico saldo per riuscire a rispettarlo. Il credente autentico può dialogare con chi ama Dio con un altro nome, ma non con chi non crede in nulla. Lo stesso discorso vale per le assurde censure anticristiane su cui si sta cercando a fatica di costruire la "nuova Europa".

Anche per quest’ordine di motivi abbiamo individuato nella tematica "IDENTITÀ è FUTURO" l’idea-forza a partire dalla quale elaborare la strategia culturale per la gestione dei Beni Culturali ed Ambientali in Sicilia.

Poniamo subito una questione fondamentale: oggi più che mai c’è la necessità di pensare globalmente e agire localmente.

Questo è tanto più evidente nel campo dei Beni Culturali, che sono il concentrato della memoria storica della Cultura che li ha espressi e della potenzialità di sviluppo che oggi essi ci prospettano.

La questione della "centralità" della memoria storica non consiste nella riproposizione del passato, ma nella consapevolezza che l’identità può costituire un progetto per il futuro.
Le società sono contesti di memoria trasmessi alle generazioni successive. La Cultura è esercizio di facoltà spirituali ed intellettuali; per svilupparsi ha bisogno di un adeguato contesto di memoria storica.

Qui sta il vero problema del presente: l’Europa, il cui patrimonio culturale è la memoria dell’Occidente, attraversa oggi una fase di profonda crisi d’identità.

L’identità europea nasce dalle identità nazionali e regionali, le deve favorire e non sovrapporsi ad esse.

La caratteristica peculiare dell’Italia nasce dalla sua vocazione universale, che è conseguenza della presenza in Italia, nel suo cuore a Roma, della Cattedra di Pietro, cioè del sommo Magistero Universale religioso e morale.

Per noi che ci occupiamo di Beni Culturali in Sicilia questa scelta si traduce nella necessità di recuperare la memoria storica della nostra Cultura e dell’uso che è stato fatto del nostro patrimonio nel corso del tempo .

"L’Italia senza Sicilia non lascia alcuna immagine nell’anima: questa è la chiave di tutto" (J. W. Goethe)

La riflessione sulla diffusione impressionante di opere d’arte sul territorio siciliano ci porta alla conclusione che bisogna coinvolgere nei processi di sviluppo le comunità locali, che devono essere messe in condizione di progettarsi e proiettarsi verso il futuro a partire dalle radici storiche e dai Valori condivisi.

Leggere e spiegare il tessuto culturale della Sicilia è impresa ardua, anche per chi da anni opera in questo settore.

La storia della nostra Isola, contaminata dalle diverse civiltà che ne hanno determinato grandezza e originalità, si presta infatti a interpretazioni le più varie, in un susseguirsi di riti e tradizioni che rimandano a quello straordinario principio d’integrazione tra popoli che rappresenta l’essenza di una terra come nessun’altra capace di assorbire il nuovo e miscelarlo con i contesti precedenti.

IDENTITÀ è FUTURO, nelle sue varie declinazioni, è oggi la sintesi con cui si deve confrontare l’azione per determinare l'ottimizzazione delle risorse della nostra Regione e per consentire la loro valorizzazione in un contesto sociale consapevole del potenziale della Sicilia. Questa azione è realizzata in stretta sinergia con la Pubblica Istruzione, presso tutte le scuole di ogni ordine e grado, dando così attuazione alla straordinaria occasione che ci fornisce la legge di riforma "Moratti", che ci consente di inserire parti sostanziali di storia e cultura locale nei programmi scolastici ordinari (fino al 30% del monte-ore).

D’altronde nel nostro futuro troveremo capitalizzato quanto saremo capaci di portarci appresso, a cominciare dal qui e dall’ora.

Quello che segue è quanto stiamo attuando. In particolare occorre:

1. Rafforzare i rapporti per l’internazionalizzazione della nostra cultura, soprattutto nella prospettiva dello scenario Euro-Mediterraneo del 2010;

2. Promuovere la vocazione del territorio siciliano quale straordinaria location di produzioni cinematografiche e televisive di qualità, valorizzando l'interesse già manifestato a livello internazionale per il paesaggio, il patrimonio culturale e le potenzialità economiche dell'Isola.

3. Selezionare le indagini sui siti archeologici preistorici e protostorici soprattutto delle aree interne dell’isola. Questi interventi consolideranno la coesione culturale di quelle comunità che hanno necessità di rafforzare il profilo identitario.

4. Valorizzare le "civiltà rupestri" siciliane in tutti i loro aspetti, naturalistici, archeologici ed urbanistici.

5. Riprendere e/o intensificare le indagini sui siti archeologici ed i monumenti Paleocristiani e Bizantini, che possono rivestire autentico carattere di "scoperta" per viaggi euristici ed autenticamente conoscitivi, per la ricerca delle stesse radici Cristiane dell’Europa.

6. Valorizzare i monumenti di età medievale per il fascino che sono ancora in grado di suscitare, capaci come sono di dare senso al vivere "a misura d’uomo", nel tempo dello sradicamento e del disagio che si respira nelle aree urbane.

7. Recuperare il Patrimonio Culturale Immateriale della Sicilia. In proposito abbiamo già istituito, primi in Italia, il Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana con la relativa Commissione e le linee di Programmazione (Celebrazioni, Espressioni, Saperi).

8. Valorizzare adeguatamente quello che resta della "civiltà contadina", con le sue masserie, i bagli, le tradizioni e le devozioni, la sacralità e le vie di pellegrinaggio.

9. Costruire o potenziare un circuito conoscitivo per i siti minerari, i geositi/geotopi e i monumenti geologici che raccontano la storia fossile e stratigrafica della nostra terra e l’archeologia industriale.

10. Sviluppare azioni tendenti alla riqualificazione delle periferie delle nostre città e al recupero dei centri storici.

11. Definire l’iter dei Piani Territoriali Paesistici, di concerto con gli Enti interessati.
Abbiamo elaborato un apposito Disegno di Legge per fare nascere un nuovo stile architettonico e urbanistico. Dopo l’originalità del passato siamo passati alla triste "originalità" del presente (abusivismo) ma è nostra ambizione superare ciò ed arrivare ad una originalità del futuro e stimolare, coinvolgendo la comunità scientifica internazionale, un nuovo "Stile", che ci piace definire come "Futuro- Antico".

È ovvio che la riuscita nell’intento si sposta sul piano della qualità della progettazione che sapremo proporre o sapremo far produrre.

12. Affrontare il percorso storico che ha condotto la Sicilia a divenire e a sentirsi parte dell’Italia. Si tratta, per fare un’analogia con il tema della "purificazione della memoria storica" – caro a Papa Giovanni Paolo II – di guardare finalmente alla storia dei "vinti" e dei "vincitori" con uno sguardo autenticamente storico, desideroso di comprendere gli avvenimenti e le posizioni, non più al centro di passioni ideologiche.

13. Affrontare la questione dell’Arte e dell’Architettura Contemporanea in Sicilia. Abbiamo adempiuto alle previsioni della legge 9/2002 ed istituito il primo "Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea" a Palermo, a Palazzo Riso.

14. Valorizzare, mediante la realizzazione del Museo di Storia della Fotografia, il patrimonio di immagini storiche detenuto dal Centro Regionale del Catalogo.

Riteniamo queste indicazioni sufficienti a delineare il quadro d’azione nel quale ci stiamo orientando sul tema dell’identità.

Per ciò che riguarda gli aspetti più problematici della conservazione di opere luoghi e contesti, cioè le imposizioni vincolistiche, sarà necessario procedere con determinazione, sapendo però che non è possibile pensare ad un futuro irrealistico di sola conservazione, che servirebbe a distogliere l’attenzione dal vero problema: l’abusivismo edilizio.

Oltre alla cristallizzazione dell’esistente ed all’attenzione doverosa alle cose ed agli oggetti, occorre produrre idee e Valori.

E dove per Valori come ci dice Rosario Assunto, "non ci si può che riferire al Valore con l’iniziale maiuscola, [in antitesi] alla società di oggi che professa il pluralismo dei valori: tutti uguali perché tutti con la "v" minuscola".

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