Giovedì, 21 Marzo 2019

 

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La valorizzazione


L’allestimento del Museo archeologico di Caltanissetta

E’ stato firmato il decreto per il finanziamento del progetto di allestimento didattico e didascalico del Museo Archeologico di Caltanissetta, nella nuova sede di Contrada Santo Spirito, pari a 274.421,88 euro, di cui 168.250,22 per i lavori a base d’asta. Questo intervento è di rilevante importanza perché nasce dall’esigenza, ormai non più rinviabile, di proporre alla pubblica fruizione le antiche collezioni del Museo Archeologico di Caltanissetta in una veste rimeditata, ampliata e adeguata alle più recenti acquisizioni tecnologiche. Il rilancio del Museo Archeologico è inserito in quel programma di valorizzazione dell’eredità culturale della Provincia di Caltanissetta, volto a riqualificare le ricchezze di una terra che molto ha da offrire ai turisti. Bisogna operare nella maniera giusta affinché queste bellezze vengano sempre più valorizzate per essere conosciute anche al di fuori dei confini siciliani e apprezzate nelle maniera che meritano.

Il percorso espositivo messo a punto, che contempera criteri di tipo topografico e cronologico, si adeguerà all’articolazione strutturale caratteristica dell’edificio: l’arco cronologico abbracciato si estende dalla preistoria (fine IV-III millennio a.c.) all’età tardo antica (V-VI secolo a.c.). Nei nuovi locali saranno trasferiti circa 2000 esemplari (tra ceramiche, monete, monili e utensili vari in pietra terracotta e metallo) provenienti in parte da ritrovamenti e recuperi effettuati tra gli anni ’50 e ’60 dall’associazione Archeologica nissena, e per la maggior parte dalle regolari campagne di scavo archeologico successivamente condotte, con fondi dell’Amministrazione Regionale, dalle Soprintendenze di Agrigento e Caltanissetta.

Il progetto di allestimento prevede di dotare le vetrine, all’interno delle quali saranno ubicati i reperti archeologici, di luci e fibre ottiche, indispensabili per ottimizzare l’illuminazione dei reperti all’interno dei contenitori. Inoltre, saranno previste didascalie in vetrina e grandi pannelli esplicativi collocati esternamente, in inglese e italiano, che illustreranno la storia e le caratteristiche del territorio, corredati da adeguata cartografia, e introdurranno i diversi segmenti in cui si articolerà l’esposizione. Verranno realizzate infine delle postazioni telematiche in grado di offrire ai visitatori una ricostruzione, sia reale che virtuale, della storia dei reperti, con relativa simulazione degli ambienti urbani risalenti all’epoca, e delle fasi che hanno condotto ai ritrovamenti.

Il nuovo allestimento della sala del "ritratto d’uomo" di Antonello da Messina

Il nuovo allestimento del dipinto "Ritratto d’uomo" di Antonello da Messina al Museo Mandralisca di Cefalù è un rilevante esempio di innovazione nel campo della museografia, sia dal punto di vista della corretta conservazione, sia dal punto di vista dell’approccio del visitatore all’opera d’arte. Il dipinto ligneo, tra i più conosciuti ritratti realizzati dall’insigne pittore siciliano, sarà in questo modo conservato ed esposto in condizioni più consone al suo splendore, permettendo ai visitatori di poterlo ammirare più da vicino in una sala interamente dedicata all’opera di Antonello Da Messina. Questo progetto, e stato realizzato in collaborazione con il Centro Regionale per la Progettazione ed il Restauro della Regione Siciliana, cancella decenni di inadeguatezza ai quali abbiamo voluto porre riparo consegnando al museo Mandralisca un esempio di rivalutazione di un bene che può diventare un modello di fruizione per tutti i siti siciliani.

L’opera, conosciuta per lungo tempo come "Ritratto di ignoto marinaio", è sicuramente fra i più celebri ritratti realizzati da Antonello da Messina: proveniente secondo la tradizione da Lipari, fu acquistato nell’Ottocento dal Barone Enrico Piraino di Mandralisca per la sua collezione, donata poi alla città di Cefalù.

Si tratta della prima teca climatizzata con controllo del microambiente che esiste in Sicilia la tavola è stata continuo oggetto di osservazioni e controlli che ci hanno permesso di progettare un nuovo sistema di sicurezza che consentirà ai visitatori di osservare da vicino l’opera di Antonello da Messina. Sono stati previsti anche un nuovo sistema di climatizzazione, con una speciale macchina che filtrerà l’aria, mantenendo costante il livello di umidità, ed un nuovo sistema di illuminazione a fibre ottiche che permetterà di osservare il dipinto in ogni suo particolare.

Il nuovo allestimento ha interessato le due sale già destinate, dalla precedente sistemazione, alla fruizione del dipinto. Nella prima sala è stata collocata una quinta, sulla quale sono esposte copie fotografiche di quattro dipinti di Antonello e una serie di pannelli informativi sulla vita e la produzione pittorica del Maestro quattrocentesco, d’ausilio al visitatore per la comprensione dell’opera; nella seconda sala vi è il dipinto "Ritratto d’uomo", collocato all’interno di una teca climatizzata.

La teca è stata, dunque, appositamente studiata per consentire la conservazione dell’opera secondo i corretti parametri microclimatici ed illuminotecnici. Dotata di un dispositivo di umidificazione e deumidificazione ad effetto termoelettrico (Peltier), mantiene costante l’umidità relativa del microambiente ad un valore prestabilito con un sistema di allarme che ne segnala il superamento dei valori limite prefissati. L’impianto di illuminazione interno alla teca è realizzato con fibre ottiche.

L’intervento è stato realizzato da Museum Engineering di Gerenzano (VA) e dal Laboratorio Museotecnico Goppion di Milano, leader nel settore ed autore di prestigiosi allestimenti nazionali ed internazionali.

Progetto Rivive la Città di Calatafimi

Abbiamo partecipato a questa iniziativa poiché riteniamo il recupero del tessuto abitativo ed urbano delle città, possa ampliare l’offerta turistica: tutto questo aiuta a conoscere meglio la storia della nostra terra, che nel corso dei secoli è stata contaminata dalle diverse civiltà che ne hanno determinato grandezza e originalità che oggi ci sono invidiate in tutto il mondo

Se si investe nei centri storici, non solo si recupera la bellezza ambientale, ma si ritorna a vivere a misura d'uomo. Sinora è accaduto che la gente li ha abbandonati per andare in periferia, per cui le città si sono allungate, si è creato il caos automobilistico e i vecchi centri sono diventati luoghi di disagio. La valorizzazione dei centri storici, che sono il cuore pulsante di una società, è invece una delle linee portanti della filosofia del nostro assessorato: l'idea-forza è "identità è futuro", dove "è" è verbo, non congiunzione. Conoscendo la nostra identità possiamo programmare meglio il futuro.

Museo Mineralogico di Caltanissetta

Il museo, unico del suo genere in tutto il Meridione e tra i più ricchi d’Italia, ospita minerali e fossili di pregiata fattura, che meritano di essere ammirati in una sede prestigiosa come quella che sorgerà in Viale della Regione. Sono stati risolti i problemi di questa struttura museale così affascinante, purtroppo costretta ad essere ospitata ormai da diversi anni in una sede provvisoria certamente non consona alla sua importanza, e per dotare la città di Caltanissetta di un patrimonio inestimabile che conserva integralmente la documentazione riguardante le condizioni di vita nelle solfare, che in futuro potrà fungere da volano per l’intero comparto turistico cittadino

La Regione Siciliana ha stanziato la somma di 1.032.913,80 euro (poco più di due miliardi delle vecchie lire) per il completamento del Museo Mineralogico, Paleontologico e della Zolfara di Caltanissetta, progetto inserito nel P.I.T. n. 29, denominato "Bio Valley" divenuto decreto esecutivo nel settembre 2004.

Mostra sulle carrozze storiche "Strada Facendo"

I locali di Villa Napoli a Palermo, hanno ospitato la mostra delle Carrozze storiche siciliane "Strada Facendo, i luoghi, il giardino, le carrozze". L’esposizione, curata dalla Soprintendenza per i Beni Culturali di Palermo, è stata dedicata alla memoria di Nino Croce, ex assessore regionale dei Beni Culturali e della Pubblica Istruzione.

La collezione "Martorana", acquisita dall’amministrazione regionale negli anni ’80, è composta da carrozze d’epoca in uso in Sicilia nel XIX secolo, complete dei finimenti, delle livree e di quant’altro occorreva al loro arredo e al loro funzionamento.

Le carrozze, opportunamente restaurate, sono in cerca di una sistemazione definitiva che dovrebbe vederli in esposizione permanente nei corpi bassi di villa Raffo, una volta definiti i lavori di restauro. La mostra delle carrozze offrirà, inoltre l’opportunità di potere fruire anche del giardino adiacente la Villa Napoli che comprende la Piccola Cuba. All’interno di Villa Napoli sarà, infine, possibile ammirare il "giardino romantico" recuperato e restituito alla fruizione del pubblico. La mostra resterà aperta fino al 20 febbraio 2005.

"La mostra sulle carrozze d’epoca, oltre ad offrire un interessante spaccato culturale, consentirà a ciascun visitatore di rivivere quel patrimonio di tradizioni, di memoria e di storia della Sicilia del XIX secolo, che è unico al mondo e di cui andiamo giustamente orgogliosi. Attraverso l’esposizione delle carrozze vogliamo infatti gettare un ponte ideale per riscoprire la nostra identità del passato e proiettarla nel futuro nella consapevolezza che la sfida di oggi si chiama promozione, fruizione e valorizzazione della nostra memoria storica.

Investire sul futuro dei Beni Culturali, anche attraverso un’intensa attività di marketing, fa parte delle linee guida del nostro programma politico-culturale. La mostra sulle carrozze e la possibilità di visitare Villa Napoli e di godere del suo giardino all’interno del quale è custodita la piccola Cuba, va proprio in questa direzione. Il nostro progetto si basa sulla certezza di non essere secondi a nessuno nello scenario internazionale, sia per quantità che per qualità dell’offerta culturale, e attraverso il concetto di "identità ritrovata", sul quale abbiamo incentrato la campagna di comunicazione, vogliamo proiettare all’esterno l’immagine di una Sicilia che è cresciuta e che si propone come modello da seguire. Il mondo delle carrozze è quindi solo un pretesto per rendere possibile questa operazione di riscoperta delle nostre radici che era partita grazie all’ex assessore ai Beni Culturali, Nino Croce, alla cui memoria è dedicata questa iniziativa.

Il completamento del Museo Diocesano di Caltanissetta

E’ stato finanziato per un importo di 408.000,00 Euro il completamento del Museo Diocesano di Caltanissetta.

Si chiude un laborioso iter, che rende giustizia ad un’opera che onora la città di Caltanissetta e tutta la diocesi di cui è espressione.

Il Museo Diocesano, aperto nel 1987, accoglie opere di scultura, pittura, argenteria e parati sacri. Si tratta di un patrimonio di straordinaria bellezza, che altrimenti sarebbe andato perduto. L’opera paziente di tanti anni ha sollevato dall’oblio pittori locali di particolare significato, come il nisseno Vincenzo Roggeri, pittore del sec. XVII e tanti parati sacri rivelano un raffinato artigianato nel nisseno, durante i secoli XVII e XVIII. I locali del museo, accoglienti e belli, sistemati nel piano terreno del Seminario Vescovile, fin dal primo momento sono apparsi inadeguati per tanto patrimonio d’arte. Da anni, un progetto di ampliamento iniziato, ma non completato, mostra un’ala del museo non sistemata e nell’impossibilità di accogliere tutti i preziosi reperti. Il Museo Diocesano con il finanziamento decretato, darà il volto autentico all’opera, che diventerà ancor più un polo culturale per lo studio dell’arte nissena nello scenario internazionale. Un’attenzione già dimostrata con l’esposizione "l’isola dei tesori" inaugurata a Praga l’ottobre scorso, dove erano esposte molte opere del Museo Diocesano di Caltanissetta insieme ad altre di alcune chiese della Sicilia, proseguita poi a Stoccolma, a dicembre, e che è continuato nel mondo per tutto il 2005. In queste occasioni ho sottolineato l’importanza della Sicilia, come luogo di incontro della storia e delle profonde radici cristiane per le nazioni d’Europa.

Centenario della realizzazione Villino Basile di Palermo

Si sono svolte a Palermo le manifestazioni per celebrare il centenario della realizzazione del Villino Basile, costruito in via Siracusa dall’architetto Ernesto Basile (Palermo, 1857-1932) come dimora per sé e per la sua famiglia. Le celebrazioni hanno previsto un convegno, la realizzazione di una mostra oltre che la successiva pubblicazione di un volume con il catalogo della mostra.

L’iniziativa si è svolta in collaborazione con l’Archivio Famiglia Basile di Palermo.

La celebrazione dei cento anni del Villino Basile è stata un’occasione per riscoprire la nostra identità e riproporla alle generazioni future.

Le nostre linee guida per il 2005 puntano proprio su questi due temi ed hanno l’ambizione di dare vita ad un dibattito culturale per creare nuovi stili e tendenze. Per questo motivo è stato aperto un tavolo di confronto con l’obiettivo di gettare le basi per una sperimentazione che coinvolga l’Università, tutte le categorie professionali e anche gli enti economici perché solo così si potranno creare le premesse per una reale valorizzazione del nostro patrimonio.

Il Villino Basile (di proprietà dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali), progettato nel 1903 da Ernesto Basile e ultimato nel 1904, oltre ad essere una delle architetture italiane di inizio Novecento più conosciute e più accreditate dalla critica internazionale dell’epoca e dall’attuale storiografia, sia specialistica che divulgativa, è una delle espressioni più valide del Liberty siciliano.

La mostra è articolata in sei sezioni. Una sezione specifica sul Villino Basile, costituita dai disegni originali conservati nell’Archivio della Dotazione Basile dell’Università degli Studi di Palermo e nell’Archivio Famiglia Basile di Palermo.

In questa sezione saranno esposti i disegni autografi del progetto, riproduzioni di disegni e di fotografie dell’epoca di realizzazione del villino. Due sezioni, una documentata attraverso disegni autografi (anch’essi conservati nell’Archivio della Dotazione Basile dell’Università degli Studi di Palermo e nell’Archivio Famiglia Basile di Palermo) e una attraverso riproduzioni fotografiche di disegni e fotografie storiche, sull’attività progettuale di Ernesto Basile negli anni compresi fra il 1899 e il 1907 che rappresentano l’arco temporale in cui Ernesto Basile, nel progettare con originalità e modernità, si fa interprete del movimento internazionale di rinnovamento dell’architettura (vi sono compresi, tra l’altro, i progetti per il Villino Vincenzo Florio, per il Grand Hôtel Villa Igea entrambi a Palermo, il primo progetto per la sede dell’Aula dei Deputati a Montecitorio, l’ordinamento della mostra "Napoli e Sicilia" alla V Biennale di Venezia e i progetti per il Villino Fassini e per il Villino Monroy a Palermo, il padiglione della Casa Florio all’esposizione internazionale del Sempione a Milano).

Una sezione, che documenta l’interesse di Ernesto Basile per l’editoria europea negli anni compresi fra il 1899 e il 1907, è stata dedicata all’esposizione di libri e riviste facenti parte della biblioteca di Ernesto Basile.

Una sezione interamente fotografica, con riproduzione di disegni e fotografie storiche, sarà destinata a documentare l’attività di Ernesto Basile nella progettazione di mobili e arredi realizzati in collaborazione con la ditta Ducrot di Palermo negli anni compresi fra il 1899 e il 1907.

Infine, una sezione ha riguardato l’esposizione dei mobili originali prodotti dalla ditta Ducrot su progetto di Ernesto Basile negli anni compresi fra il 1899 e il 1907.

Il convegno, al quale hanno partecipato alcuni dei maggiori studiosi del settore, si è articolato in quattro parti incentrate, rispettivamente, sul significato del Villino Basile nell’esperienza progettuale di Ernesto Basile, sul ruolo delle case degli architetti e degli artisti in Italia e in Europa nella formulazione della nuova cultura dell’abitare della società civile del periodo modernista e, infine, sul contesto urbano e socio-culturale durante il quale avviene la creazione del quartiere in cui sorge il Villino Basile.

Siracusa e Pantalica inseriti nella Word Heritage List dell’Unesco

L’inserimento di Siracusa e delle necropoli rupestri di Pantalica nella World Heritage List dell’Unesco è un risultato che premia la nostra azione volta a costruire il futuro dei beni culturali puntando su un’offerta completa che sappia coniugare e valorizzare i tesori della nostra terra e le nostre tradizioni. Non è un caso, infatti, che la scelta dell’Unesco sia caduta su Siracusa e Pantalica: l’organismo internazionale ha inteso premiare non solo la bellezza incomparabile di questi luoghi ma anche il nostro tentativo di fare conoscere al mondo le testimonianze ancora vive del grandioso passato millenario della Sicilia. Recuperare la nostra memoria non significa una fuga nel passato, semmai è un’occasione preziosa per la promozione dei veri valori che possono trasformarsi in un vero e proprio marketing culturale indirizzato verso una profonda riflessione sull’aspetto del ritorno turistico e quindi anche economico.

Progetto "Teatri di Pietra Sicilia 2005" il rilancio delle aree archeologiche

Grazie al progetto Theatrum Theatron – Teatri di Pietra il sito archeologico di Morgantina vivrà un momento di rinnovato splendore. Infatti, in concomitanza con il cinquantesimo anniversario dell’inizio degli scavi dopo 2300 anni tornerà ad essere fruibile il teatro ellenistico di Morgantina che ospiterà otto spettacoli di teatro, musica e danza tornando alla sua funzione originale. Grazie a questa iniziativa, che ha coinvolto anche il Parco Archeologico di Selinunte e l’area archeologica di Palmintelli a Caltanissetta, si riuscirà a rilanciare delle aree magari poco conosciute ma che per la loro bellezza ed il grande valore storico, artistico e culturale meritano un’adeguata attenzione sia da parte degli addetti ai lavori che da parte dei lavoratori.

Il progetto "Teatri di Pietra Sicilia 2005" ha previsto un fitto calendario di rappresentazioni (dal 12 luglio al sette agosto) caratterizzato per i temi classici e l’attinenza con le matrici culturali proprie dei territori del Mediterraneo.

La conservazione delle strutture teatrali antiche si sposa perfettamente con il contemporaneo utilizzo per ospitare attività culturali che, attraverso le arti, consentono l’incontro di molteplici culture, recuperando la memoria e la coscienza di una storia condivisa. E’ importante, quindi, fruire degli spazi teatrali antichi rispettando il patrimonio archeologico, paesaggistico e ambientale preesistente.

Beni Culturali al Vinitaly

Lo stand allestito dall’Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali della Regione Siciliana, alla 39° edizione di Vinitaly, salone dei vini doc italiani e internazionali, che si è tenuto a Verona ha riscosso un grande successo. Circa 100.000 visitatori, infatti, hanno affollato la sala riservata all’assessorato dove hanno ricevuto in regalo una borsa raffigurante la Venere di Marsala, recentemente ritrovata nella città lilibetana, con all’interno un calendario del 2005 dal nome Sicilian Heritage raffigurante il Satiro danzante di Mazara Del Vallo, e il volume "Le Strade dell’arte", una guida ai musei, ai siti archeologici, parchi e riserve della nostra regione.

"Ancora una volta il binomio tra vino e cultura si è rivelato vincente. Lo ha testimoniato l’enorme partecipazione dei visitatori del Vinitaly allo stand dei Beni Culturali. La Sicilia è terra originale e straordinaria in quanto ogni aspetto della vita sociale ed economica, nonché ogni testimonianza del suo passato, è espressione di cultura. Non fa eccezione il vino, le cui strade incrociano la millenaria storia della nostra evoluzione culturale. La sinergia con l’assessorato all’Agricoltura ha prodotto risultati importanti per promuovere i Beni Culturali accanto a un settore fondamentale per l’economia e lo sviluppo turistico siciliano come quello eno-gastronomico. La rivoluzione che nella nostra regione ha determinato negli ultimi anni il cambiamento radicale del modo di pensare la produzione vitivinicola è frutto di una presa di coscienza che appartiene alla capacità tipica dei siciliani di sapere mettere a frutto con intelligenza la tradizione con la modernità.

IV Edizione del concorso "Conosci il tuo museo"

Dieci gli istituti premiati, quattro per le scuole elementari, tre per le scuole medie inferiori e tre per le scuole medie superiori, oltre 1500 ragazzi che hanno partecipato: sono questi i numeri della quarta edizione del Concorso "Conosci il tuo Museo", organizzato dall’Assessorato ai Beni Culturali, Ambientali e alla Pubblica Istruzione, in collaborazione con la Soprintendenza di Caltanissetta, la cui giornata conclusiva si è tenuta al Teatro Bauffremont del capoluogo nisseno.

Per questa edizione del concorso sono stati coinvolti tutti gli istituti di ogni ordine e grado della Regione Siciliana per la realizzazione di elaborati grafici con lo scopo di pubblicizzare i musei presenti nel territorio. I ragazzi sono stati chiamati a riflettere sulla centralità del Museo come serbatoio della memoria storica, potenziando la propria sensibilità artistica acquisendo la capacità di ricavare informazioni dai reperti museali. La lettura del territorio è necessaria per produrre riflessioni, interrogativi e riferimenti il cui valore pedagogico deve essere supportato dall’analisi delle sedimentazioni storico-culturali sulla base di precise metodologie conoscitive. In questo senso, i Beni Culturali costituiscono il supporto simbolico attraverso cui trasmettere le testimonianze di un contesto sociale e umano che consenta ai giovani di ripercorrere eventi del passato, di operare confronti con l’attualità e di orientarsi nella realtà che li circonda. I musei, in particolare, costituiscono un luogo privilegiato dove poter osservare ed entrare in contatto con i molteplici aspetti della Cultura diventando sussidio didattico indispensabile per la promozione della conoscenza del territorio.

La manifestazione riveste una grande importanza vista la partecipazione di tanti allievi delle scuole di tutta la Sicilia con la produzione di elaborati davvero originali che mostrano come gli insegnanti abbiano saputo trasferire ai ragazzi le conoscenze del patrimonio culturale siciliano facilitando il loro approccio a tali beni con una nuova sensibilità. La scelta di Caltanissetta per ospitare l’evento si è rivelata azzeccata, per la centralità del territorio della provincia nissena, facilmente raggiungibile da ogni parte della nostra regione, prova ne sia il fatto che un migliaio di ragazzi sono intervenuti assieme ai loro docenti e ai dirigenti scolastici.

Per la Sezione Scuola elementare la Commissione ha assegnato il primo premio di euro 3.000,00 all'Istituto comprensivo "V. De Simone" di Villarosa (EN) classe 3 B, plesso "Silvio Pellico", con la seguente motivazione: "la scelta iconografica è occasione per elaborare anche in chiave simbolica l'oggetto "Treno Museo" che è anche una delle caratteristiche più importanti del territorio di Villarosa". Il secondo premio di euro 2.000,00 è invece andato alla Direzione Didattica "F. Crispi" di Messina, classi IV A e IV B, mentre il terzo premio di euro 1.250,00 è stato assegnato alla Direzione Didattica del 2°circolo "G. Falcone" di Piazza Armerina, classi IVA e IV N. Infine il quarto premio di euro 1.250,00 al 4° Circolo Didattico "Sappusi" di Marsala Classi 2° A, B, C, 3 C, D, 4 E, 5E.

Per la Sezione di Scuola media inferiore il primo premio di euro 3.000,00 è stato assegnato all'Istituto Comprensivo "G. Castronovo" di Erice, classe III B, perchè: "Il manifesto su Mothia rappresenta efficacemente il viaggio iniziatico in un territorio complesso per reperti archeologi e misterici ed è reso in maniera perfetta: dalle tenebre di fondo emergono e baluginano le grandi forme della natura e dell'uomo". Il secondo premio di euro 2.000,00 è stato appannaggio dell'Istituto Comprensivo "Nello Lombardo" di Tortorici, classi 2 A e B, 1 C, 2 D, il terzo premio di euro 1.250,00 è andato all'Istituto Comprensivo "Armaforte" di Altofonte, classe I media, sez.A.

Per l'ultima Sezione riguardante la Scuola media superiore il Primo premio di euro 3.000,00 è stato assegnato all'VIII Istituto di Istruzione Secondaria "Quintiliano" di Siracusa, classe IV A per "l’ideazione e la reinvenzione dei luoghi e dei paesaggi che invitano alla visione dei beni culturali con uno sguardo che si rinnova". Il secondo premio ex aequo di euro 1.000 è andato al Liceo Scientifico "Damiani Almeyda" di Palermo, classe II A, e all'Istituto Superiore "Gorgia" di Lentini, classe II A "per l'esecuzione e la ricerca del tema".

Dopo la premiazione degli Istituti vincitori e la consegna degli attestati alle scuole partecipanti, gli studenti ed i loro docenti sono stati accompagnati alla Cattedrale Santa Maria La Nova per una visita ai gruppi sacri delle "Vare"..E’ stata inaugurata la mostra degli elaborati prodotti dalle scuole.

L’arte contemporanea: La mostra di Odile Decq alla galleria EXPA

Questa mostra segna l’inizio dell’attività di EXPA, nuovo spazio espositivo nel cuore di Palermo, che si occuperà di osservare le nuove tendenze nella creazione contemporanea. Si tratta della prima galleria in Sicilia interamente dedicata all’architettura, alla grafica e al design e sicuramente l’unica nel suo genere in tutto il sud Italia. L’Assessorato ai Beni Culturali promuoverà l’attività espositiva di questo nuovo spazio perché si trova in linea con la nostra decisione di dare un grande slancio alla promozione dell’arte e dell’architettura contemporanee, anche attraverso il protocollo d’intesa che abbiamo stipulato con la DARC (Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) per diversi progetti futuri. Uno spazio che siamo molto orgogliosi di sostenere anche per l’impegno che EXPA ha preso nella promozione della Sicilia in un circuito culturale a cui parteciperanno architetti locali e stranieri, cercando di sviluppare scambi professionali e puntando molto sulla formazione attraverso la collaborazione con la Facoltà di Architettura di Palermo e quella dell’Università di Roma Tre.

La rassegna EXPA.01, ha avuto come ospite d’onore Odile Decq con la sua installazione "Sensual Hyper-Tension", già presentata a New York nel novembre 2004.

Al di là dei grandi progetti architettonici che Odile Decq ha firmato in tutto il mondo condividiamo nel suo modo di intendere l’architettura, il fatto che questa sia intesa come una "scienza viva", concepita per gli uomini che la abitano. Inoltre, soprattutto in Italia, l’architettura si deve porre sempre il problema di come confrontarsi con il patrimonio, con i monumenti storici e con la grande eredità dei valori del passato. La grandezza dell’architettura contemporanea si compie quando questa riesce a confrontarsi con la nostra eredità culturale e rielaborarla in chiave moderna, nel rispetto dei grandi valori della tradizione.

Biblioteca archeologica. Studi antiquari e archeologici in Sicilia dal Cinquecento all’Unità d’Italia

La rassegna, pur non avendo la pretesa di offrire al pubblico, in modo esaustivo, tutte le opere di interesse archeologico che fanno parte del patrimonio della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana "Alberto Bombace", ripercorre le tappe più significative della storia degli studi dell’archeologia in Sicilia e sulla Sicilia dal Cinquecento all’Unità d’Italia, prendendo l’avvio dall’Opusculum de autore, primordiis & progressu felicis urbis Panormi di Pietro Ranzano e dal De rebus Siculis decades duae di Tommaso Fazello.

E’ un momento importante di recupero della memoria perché attraverso la conoscenza del passato si comprende meglio il presente e si progetta il futuro. La storia siciliana è intrisa di cultura e noi abbiamo l’obbligo morale di tramandarla di generazione in generazione per sottolineare il valore della nostra identità".

Attraverso le opere di autori quali Giovanni Giacomo Adria, Francesco Maurolico, Vito Amico, Ignazio Paternò Castello, Gabriele Lancillotto Castelli, Salvatore Maria Di Blasi, Alfonso Airoldi, Domenico Lo Faso, Antonio Salinas, viene tracciato un exucursus storico fino all’imporsi dell’archeologia in Sicilia come disciplina autonoma, strumento d’indagine storica che applica un metodo sistematico, conciliando filologia ed esegesi delle testimonianze materiali.

Nella Bibliotheca archaeologica trovano naturale collocazione anche opere di viaggiatori stranieri, tra i quali Jean Houel, Henry Swinburne,Gorge Russel, Alexis de Tocqueville,William Harris e Samuel Angell. Completano la rassegna, opere che ragguagliano sui due musei palermitani fondati nel secolo XVIII° : il Salnitriano dai Gesuiti nel Collegio Massimo ( oggi sede della Biblioteca Centrale) ed il Martiniano dai Benedettini nell’Abbazia di San Martino delle Scale, le cui collezioni sono confluite dopo il 1860 nel Real Museo di Palermo (oggi Museo archeologico regionale Antonio Salinas) e successivamente in parte destinate all’attuale Galleria regionale di Palazzo Abatellis. Il testo del catalogo della mostra è corredato dalla ristampa anastatica della sezione Archeologia della Bibliografia sicola sistematica di Alessio Narbone, pubblicata a Palermo tra il 1850 ed il 1855.

Museo Diocesano di Catania convegno di Studio "Le biblioteche Ecclesiastiche tra passato e futuro"

Le Biblioteche di proprietà ecclesiastica, presso le quali sono custoditi e resi accessibili i monumenti della cultura umana e cristiana di ogni tempo, rappresentano un tesoro inesauribile di sapere, dal quale l'intera società civile può attingere. La Sicilia è una regione ricca di una antica e complessa eredità culturale che custodisce un consistente e diffuso patrimonio librario, proveniente in buona parte da istituzioni ecclesiastiche, al quale si deve guardare in chiave progettuale con gli altri ambiti del patrimonio artistico isolano, e precisamente archivi e musei.

Lo scopo di questo convegno è soprattutto quello di mettere in sinergia le biblioteche ecclesiastiche, che sono tra le più importanti della Regione, con le biblioteche pubbliche, in maniera tale da trasferire competenze e conoscenze sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista della moderna tecnologia. L’Associazione dei Bibliotecari Ecclesiastici Italiani, che anima e coordina il servizio svolto dalle biblioteche che fanno capo a istituzioni ecclesiastiche, valorizzandone e tutelandone il patrimonio e promuovendo la preparazione professionale degli addetti, si pone come interlocutore privilegiato nello sforzo che la Regione Siciliana ed in particolare l'Assessorato di cui sono titolare, sta compiendo in ordine alla valorizzazione della sua eredità culturale e alla fruizione più ampia e diffusa possibile del patrimonio librario, attraverso anche la selezione e la scelta dei mezzi e dei canali più adatti ed effettivamente utili. Lo sforzo per custodire e salvaguardare il patrimonio librario diventa così investimento per un futuro di ricerca libera e responsabile, di dialogo a partire dalla conoscenza della propria identità in vista di una società che, valorizzando le differenze che in questa maniera diventano ricchezza, punti a costruire una pace autentica fondata sulla collaborazione e solidarietà fra i popoli.

VII edizione della Settimana della Cultura

La settimana della cultura è un evento che, se da un lato consente la piena fruibilità di tutti i nostri siti culturali, dall’altro darà la possibilità a ciascun visitatore di rivivere il nostro immenso patrimonio di tradizioni, di memoria e di storia, che è unico al mondo, e di cui dobbiamo essere giustamente orgogliosi. La nostra è una terra che affonda le sue radici nella cultura di popoli diversi che hanno lasciato testimonianze di civiltà sulle quali abbiamo saputo costruire la nostra identità. In Sicilia c'è, visibile e ben tutelato, un patrimonio unico nel mondo per interesse storico e oggettiva bellezza, un primato che rivendichiamo con orgoglio e che ci induce a promuovere al meglio il nostro territorio. Grazie alla settimana della cultura, che ha registrato in tutta Italia oltre un milione di visitatori, abbiamo dato vita ad una vera e propria operazione di marketing sul territorio per avvicinare il mondo della cultura a tutto il pubblico siciliano – oltre che con l’ingresso gratuito – anche con la scoperta dei musei, delle pinacoteche, dei parchi e delle aree archeologiche nelle quali saranno organizzati eventi e mostre, concerti, rappresentazioni teatrali, visite guidate, convegni, conferenze, presentazione di guide e libri d’arte e laboratori didattici per i più piccoli e per gli adulti".

La settima edizione della "Settimana della Cultura", che dal 16 al 22 maggio 2005 vedrà tutti i musei, le aree archeologiche, le gallerie ed i siti storici della Sicilia aperti al pubblico, nei normali orari di visita, sempre con ingresso gratuito.

I edizione "La notte dei Musei"

Alcuni tra i più importanti musei della Sicilia sono restati aperti anche di notte con ingresso gratuito il 14 maggio 2005. Abbiamo accolto l’invito della direzione dei musei della Francia, a partecipare alla prima edizione de "La notte dei musei", che si è tenuta in trenta paesi europei, dal tramonto sino all’una del mattino, i musei hanno aperto le loro porte cercando di sensibilizzare l’attenzione dei visitatori verso il patrimonio artistico rappresentato dalle collezioni museali. L’orario di visita è insolito ma è stato studiato per catturare l’attenzione anche di chi, soprattutto i più giovani, normalmente non si accosta a questo tipo di percorso culturale. Oltre alle esposizioni già presenti, i visitatori serali hanno potuto assistere a concerti, letture, spettacoli di danza e teatro, oltre a godere di speciali visite guidate".

"La notte dei Musei 2005", ha previsto l’apertura "in notturna" del Museo Archeologico Regionale di Camarina, in provincia di Ragusa, del Museo Archeologico Regionale di Gela, del Museo Archeologico Regionale "Luigi Bernabò Brea" di Lipari, del Museo Salinas di Palermo, del Museo Regionale di Storia Naturale di Palazzo D’Aumale a Terrasini, in provincia di Palermo, di Palazzetto Mirto a Palermo con iniziative a cura della Soprintendenza del Mare, e del Museo Archeologico di Lentini, in provincia di Siracusa.

La giornata del disabile

La Sicilia ha aperto le porte di musei e palazzi in occasione della "Giornata Internazionale del Disabile" e della "Giornata Nazionale del Volontariato", svoltasi il 5 dicembre 2004. L’Assessorato regionale ai Beni Culturali e Ambientali ha aderito all’iniziativa, promossa dal Ministero per i Beni Culturali e le Attività Culturali.

Per tre giorni sono stati visitati gratuitamente dai disabili e dai loro accompagnatori i monumenti, i siti archeologici, le ville e i musei.

Le bellezze del patrimonio artistico siciliano saranno a disposizione, gratuitamente, per tutto il fine settimana dei disabili e dei loro accompagnatori. E’ un segno di grande coscienza civile ed un evento sul quale crediamo molto perché, se da un lato consentirà ai visitatori di ammirare monumenti magari mai visti, dall’altro ripropone il tema della fruibilità dei siti culturali. L’impegno di ogni amministratore pubblico deve essere quello di garantire ai cittadini, specialmente a quelli che hanno problemi di handicap, il diritto di apprezzare il patrimonio di arte e di cultura che offre la Sicilia. Iniziative come questa offrono una possibilità in più per lavorare alla rimozione delle barriere architettoniche e per dare la possibilità ad un numero sempre maggiore di visitatori di poter usufruire dei nostri beni artistici.

Tra le iniziative, a Palermo è stato possibile visitare il complesso monumentale di Palazzo Reale, Palazzo Mirto, la Zisa, il Museo Archeologico regionale "A. Salinas", la Galleria regionale di Palazzo Abatellis e "Villa Napoli". In provincia di Catania la Casa Museo Verga, a Caltagirone le collezioni del museo della ceramica. Tra le mostre, al Museo regionale di Messina "Dal Golfo allo Stretto, itinerari seicenteschi tra Napoli e Messina" e ad Agrigento la mostra sul "Paesaggio Siciliano dell’800".

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